L’intelligenza artificiale, la guerra, la «pax iusta» e la responsabilità di chi detiene il potere tecnologico. E anche un ricordo di papa Bergoglio, a quasi un anno dalla morte. Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, riflette sui rischi e sulle opportunità di una rivoluzione che sta cambiando equilibri geopolitici e coscienze e sul possibile esito della guerra Russia-Ucraina. MF-Milano Finanza lo ha intervistato a margine della presentazione del libro «Il tempo nuovo» di Diego Brasioli e Marco Emanuele, che si è svolta l’11 febbraio nella sede della Sioi (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale), presieduta dall’ambasciatore Riccardo Sessa.
Domanda. Eminenza, qual è il rischio più grande che vede nell’AI?
Risposta. La confusione tra fine e mezzo. L’intelligenza artificiale è uno strumento straordinario, capace di accelerare la ricerca in modo impressionante: oggi otteniamo in settimane risultati che prima richiedevano anni. Ma deve restare uno strumento. Al centro deve esserci la persona. Per questo l’etica non può arrivare alla fine del processo: non è una foglia di fico, deve accompagnarlo fin dall’inizio. Altrimenti l’AI ci sommergerà.
D. Per questo insiste sulla «intelligenza spirituale»?
R. È quel «di più» che manca alle macchine. L’intelligenza artificiale può elaborare dati e produrre risultati eccezionali ma non sostituirà mai la coscienza. Serve una corresponsabilità che non sia guidata solo dal profitto, ma orientata al bene comune, con trasparenza rispetto ai principi che regolano gli algoritmi.
D. L’AI applicata alla guerra quanto la preoccupa?
R. Molto. Oggi vediamo conflitti che ricordano ancora la trincea, ma accanto a questo ci sono droni e sistemi dotati di una propria capacità di colpire. Se questa crescita procede senza etica, lo ripeto, la progressione può diventare inquietante. Temo che siamo solo all’inizio.
D. Nel suo intervento al Sioi ha citato una frase di Vladimir Putin, riportata nel libro: «Vincerà chi ha il controllo», riferita proprio alla tecnologia del’AI.
R. L’ho citata perché è una frase terribile ma molto vera, mostra quanto sia alta la posta in gioco. Il controllo dell’intelligenza artificiale significa esercitare un potere enorme. Se la tecnologia segue una logica indipendente, senza un riferimento etico, può diventare pericolosa.
D. A proposito di guerre e di Putin, il presidente ucraino Zelensky sembra aprire a un possibile negoziato. Siamo a un passaggio decisivo per l’Ucraina?
R. Auguriamocelo. Ogni giorno che passa porta sofferenza. Speriamo che i dialoghi avviati possano dare frutti. La pace però deve essere giusta: bisogna comporre le diverse esigenze e mettere tutti nelle condizioni di sedersi davvero a un tavolo.
D. Intanto la Santa Sede avrebbe smentito un imminente viaggio di papa Leone XIV negli Stati Uniti. I tempi non sono ancora maturi?
R. Su questo non posso rispondere, sono decisioni che attengono all’altra sponda del Tevere.
D. Allora parliamo di papa Bergoglio, il 21 aprile ricorrerà il primo anniversario della morte. Non le sembra che Francesco sia stato già un po’ dimenticato?
R. No, assolutamente. Papa Bergoglio non è stato dimenticato. Avrebbe certo desiderato camminare ancora a lungo con noi, ma lo portiamo tutti nel cuore. Ha passato il testimone a papa Leone. Non so ancora in che modo sarà celebrato l’anniversario, ma penso che tutte le diocesi si stiano organizzando per il meglio. La sua testimonianza resta viva. (riproduzione riservata)