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WSJ / Perché Trump ce l’ha con il gasdotto russo
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WSJ / Perché Trump ce l’ha con il gasdotto russo

di The Editorial Board
13 luglio 2018, 21:28 Ultimo aggiornamento: 21:34

Il presidente Usa ha ragione sulla dipendenza di Berlino da Mosca. Ma anch'egli tende a sottovalutare la minaccia strategica di Putin

Il presidente Donald Trump è così incline all'eccesso retorico che a volte danneggia le proprie buone ragioni. Un esempio calzante sono le sue dichiarazioni sulla Germania di mercoledì 11 relative al sostegno tedesco per un nuovo gasdotto russo.

"Beh, devo dire, penso che sia molto triste quando la Germania negozia un enorme contratto su petrolio e gas con la Russia, verso la quale dovrebbe mostrarsi guardinga, e finisce per pagarle miliardi e miliardi di dollari l'anno", ha detto Trump durante una colazione con il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg.

"E l'ex Cancelliere della Germania, che è il capo della società di gasdotti che sta fornendo energia? Ditemi, vi sembra opportuno? Io credo che non lo sia, e penso che sia una cosa molto negativa per la NATO e non credo che sarebbe dovuta accadere. E credo che dobbiamo parlarne con la Germania".

Poi è andato sopra le righe, aggiungendo che "La Germania è totalmente controllata dalla Russia". Ma l’uscita di Trump è una sintesi accurata del ruolo di Berlino nel progetto Nord Stream 2. Il gasdotto collegherà la Russia e la Germania attraverso il Mar Baltico, raddoppiando la capacità del gasdotto esistente in quel corridoio e scavalcando altri gasdotti attraverso l'Ucraina e l'Europa centrale e orientale.

Il Cremlino spera così di aumentare la dipendenza della Germania e dell'Europa occidentale dal gas russo, privando al contempo l'Ucraina e altri Stati scomodi delle tasse di transito che la Russia deve pagare per utilizzare i gasdotti esistenti. Mosca potrebbe poi anche chiudere il gas a piacimento agli Stati che considera ancora come suoi satelliti.

L'imbarazzo per Berlino e la NATO è che la Germania è lieta di aiutare Vladimir Putin a realizzare questo piano. Gerhard Schröder, l'ex Cancelliere menzionato da Trump, sta facendo tesoro della sua abilità di lobbista per facilitare il progetto a Berlino in qualità di presidente del consorzio Nord Stream 2 e presidente del gigante russo dell'energia Rosneft.

L'attuale Cancelliere Angela Merkel ammetterà al massimo che il progetto è tanto politico quanto economico. In tal caso, perché ritiene opportuno continuare? Trump è spesso criticato per la sua mancanza di impegno verso la NATO, anche dal Journal, ma non è l'unico a minare l'Alleanza.

Tuttavia, gli avvertimenti di Trump sulla dimensione strategica del gasdotto sarebbero più persuasivi se egli stesso non fosse impegnato tanto quanto Schröder a minimizzare la minaccia strategica di Putin.

Anche i sospetti, se non proprio l’ostilità, di Trump verso i suoi alleati potrebbero ritorcersi contro di lui. Un tentativo di retroguardia di interrompere il gasdotto prevede la possibilità che l'Unione europea estenda la sua regolamentazione del mercato dell'energia a gasdotti come il Nord Stream 2, nel momento in cui un'estremità tocca il suolo dell'UE. I sostenitori sperano che questo fardello regolatorio costringa Mosca come minimo a sopportare perdite finanziarie come il costo della sua politica del gas. Eppure questo sforzo contro il Nord Stream si scontra con una lotta in salita a Bruxelles, e il lobbismo di Trump ha meno peso di quello che avrebbe se gli europei non fossero ora inclini a diffidare dell’impegno del presidente sulla NATO e sui dazi.

La franchezza è sottovalutata come strumento diplomatico e Berlino merita l’attuale imbarazzo per le follie del gasdotto. Resta il rammarico che le molte altre, e meno utili, fulminazioni di Trump sugli affari europei hanno finito per indebolire l'impatto diplomatico di queste critiche.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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