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WSJ, la Casa Bianca renda nota la conversazione Trump-Comey
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WSJ, la Casa Bianca renda nota la conversazione Trump-Comey

18 maggio 2017, 18:04 Ultimo aggiornamento: 18:10

Perché l’allora direttore dell’Fbi non si dimise dopo il colloquio di febbraio? Il Presidente non ha nulla da temere se la smentita della Casa Bianca è stata accurata | Nomura, impeachment improbabile

La notizia trapelata dell’esistenza di un memo in cui James Comey descriveva una conversazione avvenuta lo scorso febbraio con Donald Trump è un classico del modus operandi dell’ex direttore dell’Fbi, che mette in pericolo la presidenza di Trump e solleva seri problemi etici sul comportamento dello stesso Comey. Occorre fare un passo indietro dalla reazione furiosa del momento ed esaminare il merito, legale e politico. Secondo gli appunti di Comey, Trump avrebbe chiesto durante un incontro a quattr’occhi nella Stanza Ovale di "lasciar perdere", riferendosi a tutte le indagini a carico dell'ex consulente per la sicurezza nazionale Michael Flynn.

"Spero che vi stiate convincendo che è il caso di lasciar perdere, di lasciare andare Flynn", è scritto sul memo, parte del quale è stato letto al New York Times da un collaboratore di Comey. "Flynn è un bravo ragazzo." La Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione che smentisce il resoconto di Comey della riunione, aggiungendo che "il presidente non ha mai chiesto a Comey o a chiunque altro di porre fine ad alcuna indagine, comprese eventuali indagini sul generale Flynn". Molti nemici di Trump reclamano a gran voce l’esistenza di un ostacolo alla giustizia, e forse una giustificazione per chiedere un impeachment.

La prima domanda da porsi è come si rapporta questo memo con la testimonianza della settimana scorsa del direttore ad interim dell’Fbi, Andrew McCabe, secondo il quale non c'era stato alcun tentativo di interferenza con l’inchiesta dell’Fbi sui legami tra Russia ed elezioni americane. Il Times riporta che Comey aveva parlato con alcuni colleghi della sua conversazione con Trump, e McCabe è uno stretto collaboratore di Comey. Forse l’inchiesta penale su Flynn è separata dall'indagine Russia-Trump, ma non è chiaro di che cosa fosse a conoscenza Trump lo scorso febbraio. La questione più importante è però il motivo per cui Comey dopo quella conversazione non abbia informato i funzionari del Dipartimento di giustizia e non si sia dimesso immediatamente. Se credeva davvero che Trump stesse cercando di ostacolare la giustizia, il direttore sapeva di avere l’obbligo legale di riferirne immediatamente. E certamente aveva il dovere morale di dimettersi e rendere pubbliche le sue ragioni.

Tuttavia, il Times riporta che Comey ha scritto quel memo per se stesso e ne abbia informato pochi altri. Una spiegazione è che forse Comey non aveva considerato i commenti di Trump come un reale tentativo di ostacolo alla giustizia. L'intento è fondamentale per dimostrare l’esistenza di ostacolo, e senza ascoltare la conversazione è impossibile conoscere il contesto e il tenore del "lascia perdere" di Trump. Il Presidente potrebbe essere colpevole di ostacolo alla giustizia se in quel momento pensava che Flynn fosse a conoscenza di qualcosa di dannoso per Trump, non lo sarebbe se avesse fatto semplicemente un commento generico sull’opportunità di lasciare in pace Flynn.

Un'altra possibilità è che Comey abbia considerato di redigere quel memo come una forma di assicurazione politica utile in una controversia futura. Non dimettendosi ma lasciando trapelare con indifferenza qualcosa con i colleghi, Comey stava lasciando in giro prove che avrebbe potuto usare per proteggere il suo lavoro o per ritorsione, se Trump lo avesse licenziato. Il fatto che quel memo sia trapelato e ripreso dalla stampa suggerisce che Comey o i suoi alleati ora hanno messo mano a quella assicurazione. Questo comportamento rispecchia l'attitudine negli anni di Comey di mettere la propria posizione politica davanti a ogni altra priorità. E riecheggia in modo poco confortante il modo in cui J. Edgar Hoover utilizzava le informazioni raccolte per proteggersi contro ogni responsabilità a cui potesse essere chiamato dal presidente.

Tutto ciò sarà indagato dal Congresso e Comey è stato convocato a testimoniare. Jason Chaffetz, presidente del Comitato di sorveglianza della Camera, giustamente vuole esaminare tutte le note di Comey sulla sua conversazione di febbraio, e tutte le richieste dovrebbero essere complete. Le indiscrezioni che si fanno trapelare spesso sono parziali, ma le domande che toccano il tentativo di ostacolo presidenziale alla giustizia richiedono la versione completa. La Casa Bianca dovrebbe presentarsi con qualsiasi resoconto della riunione di cui sia in possesso, incluse eventuali registrazioni audio. Trump ha fatto capire che delle registrazioni potrebbero esistere, quando ha tweetato venerdì 14 maggio "E’ bene che James Comey speri che non ci siano nastri delle nostre conversazioni prima che cominci a farle trapelare alla stampa!".

La Casa Bianca da allora ha rifiutato di dire se Trump abbia registrato i colloqui con i visitatori della Stanza Ovale, ma questa omissione non basta. Se i nastri esistono, la Casa Bianca dovrebbe renderli noti immediatamente. Il Presidente non ha nulla da temere se la smentita della Casa Bianca è stata accurata. Se i nastri non esistono, il trolling nei confronti di Trump sarà più forte del solito. Trump si è rivelato improvvido anche nel solo mettersi a parlare con Comey dell’inchiesta sulla Russia. Ciò è forse più dovuto alla sua ingenuità che a un tentativo di bloccare l’inchiesta, ma anche un esordiente dovrebbe cercarsi una copertura legale prima di sbattere in questioni così cariche di rischi politici.

Dopo la performance di Comey del 2016, Trump avrebbe dovuto sapere che aveva bisogno di nominare un nuovo direttore dell'FBI già in gennaio, come alcuni media gli avevano consigliato. La storia sarebbe stata diversa. La tragedia è che tutto questo ha messo in pericolo la grande agenda delle riforme di Trump. I mercati azionari hanno preso una bella batosta mercoledì 17, in quanto gli investitori hanno valutato la possibilità che Trump abbia finito per autosabotare la propria sfida allo status quo di Washington. Se Comey sta cercando di vendicarsi per aver perso il posto, la migliore difesa di Trump è quella di arrivare ai fatti al più presto possibile.

Please click here to read this article in English on The Wall Street Journal


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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