La nuova coalizione italiana di sinistra-destra è un caso di scuola: si governa per dissonanza cognitiva economica. Finora la fazione che vuole una flat tax favorevole alla crescita economica sta soccombendo, a favore della sinistra anticrescita che vuole abrogare le riforme più importanti dell'ultimo decennio.
Il nuovo governo M5S (sinistra) e Lega (destra) si sta muovendo rapidamente, in particolare per compromettere i miglioramenti del mercato del lavoro. Ciò include le riforme fatte nel 2015 dall'ex primo ministro Matteo Renzi, che offrono ai datori di lavoro una maggiore flessibilità nell'assumere lavoratori con contratti meno restrittivi rispetto a quelli assunti a tempo indeterminato. Ha anche limitato i potenziali costi per i datori di lavoro derivanti dal licenziamento dei dipendenti per giusta causa. Ma Renzi, per arrivare a fare il premier, non aveva vinto un'elezione.
Gli italiani avrebbero potuto vedere che l'occupazione da allora è aumentata, ma questo richiedeva un certo sforzo politico da parte dei riformatori per superare gli attacchi da parte dei sindacati e degli attivisti di sinistra. Non esservi riusciti ha reso più facile per la nuova coalizione il rivendicare che quella riforma è stata un errore. Un decreto approvato questo mese e ora in discussione in parlamento ridurrebbe la durata di tali accordi flessibili.
E' probabile che qualcosa di simile accada con le pensioni. Nel 2011 il Presidente del Consiglio Mario Monti incaricò la professoressa di economia Elsa Fornero di aggiustare il sistema pensionistico italiano, che aveva costi disastrosi, ed è riuscita nel suo intento. La sua revisione ha innalzato l'età pensionabile a 67 anni entro il 2021, ha limitato l'aumento delle prestazioni legate all'inflazione e ha spostato un maggior numero di persone verso i piani a contribuzione definita.
Anche Monti era stato nominato ma non eletto e il sostegno alle riforme pensionistiche non è mai stato ampio. Le amministrazioni che si sono succedute hanno eroso la riforma con esenzioni per alcuni lavoratori. Ora il nuovo governo prevede una formula per calcolare l'età pensionabile che potrebbe portare alcune persone a smettere di lavorare anche prima dei 62 anni, il limite pre-riforma.
Il leader della Lega Matteo Salvini e il leader a 5 stelle Luigi Di Maio dovrebbero conoscere meglio la politica economica, e Salvini in realtà potrebbe conoscerla. Grazie al suo partito, l'accordo di coalizione include un unico punto di forza economico, un'imposta quasi forfettaria con solo due aliquote, al 15 e al 20 per cento, sia sul reddito delle persone fisiche sia su quello delle imprese. L'Italia è un candidato ideale per la flat tax con la sua grande economia sommersa, in cui molto reddito non è mai dichiarato. Un'imposta forfettaria senza scappatoie potrebbe produrre un aumento degli investimenti e della crescita.
Ma Salvini è più concentrato sul tema della lotta all'immigrazione, e la coalizione sta ritardando la riforma fiscale a favore di una maggiore spesa pubblica e forse di un nuovo reddito di cittadinanza. La riforma fiscale potrebbe dunque non vedere mai luce, anche perché il principio del pareggio di bilancio scolpito nell’Unione Europea dice che l'Italia non può permettersi di ridurre le aliquote fiscali.
Sotto le precedenti amministrazioni tecnocratiche, l'Italia ha subito un cambiamento normativo quando invece aveva bisogno anche di un cambiamento di cuore. Ciò rende l'Italia particolarmente in contrasto con la Francia, dove il presidente Emmanuel Macron ha condotto una campagna aggressiva sulla riforma economica e ha continuato a persuadere gli elettori su questo tema. La strana coalizione italiana fallirà se la destra vince sull'immigrazione ma la sinistra sull'economia.
