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Luigi Di Maio e Matteo Salvini
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WSJ / Il flirt populista in Italia non durerà a lungo

di Josef Joffe
04 giugno 2018, 20:48 Ultimo aggiornamento: 20:51

Secondo il commentatore tedesco Josef Joffe, l'attuale coalizione sinistra-destra è il frutto di un lato oscuro che l'Italia ha storicamente avuto nel suo essere paese di avanguardia. Ma finirà ostacolata dalle dimensioni del debito pubblico e dai dissapori interni

Tutti amano l'Italia per il suo savoir vivre, per non parlare del ruolo di Roma come culla della civiltà occidentale. Tuttavia, c'è un lato oscuro nel suo essere paese di avanguardia. Nel 1922 l'Italia diede al mondo il fascismo, più di un decennio prima che le Sturmtruppen di Hitler marciassero attraverso la Porta di Brandeburgo a Berlino. Dopo la seconda guerra mondiale, l'Italia fu l'unico paese occidentale a includere membri di un partito comunista filosovietico nella sua coalizione di governo. Negli anni 70, le Brigate Rosse inventarono il moderno terrorismo europeo.

Questa volta c’è un'altra brutta novità: il potere ai populisti di sinistra del Movimento a 5 stelle e a quelli di estrema destra della Lega. I partiti radicali hanno ottenuto seggi in diverse elezioni europee, ma da nessuna parte hanno ottenuto la maggioranza. Dimenticate il Fronte Nazionale di Marine Le Pen in Francia, che non riesce a convincere più di un terzo del pubblico francese. Il risultato in Italia è storico: Il destino dell'Europa potrebbe benissimo essere deciso a Roma.

Immaginiamo, in termini americani, una coalizione tra Bernie Sanders e il Tea Party conservatore: un'orgia di spesa pubblica da un lato, tagli fiscali e governo ridotto ai minimi dall'altro. Si può fare? In Italia, non fa niente: si può mangiare la propria pizza e conservarla allo stesso tempo. Mentre 5 Stelle vuole introdurre un reddito garantito di €780 al mese, la Lega perseguirà la sua proposta di imposta fissa al 15%.

Ora facciamo un po’ di conti. Il debito pubblico italiano ha già superato il 130% del prodotto interno lordo e il gestore di hedge fund europei Joseph Oughourlian prevede che le idee del nuovo governo potrebbero aumentare il deficit annuo di oltre 150 miliardi di euro.

Questo pastone di politica economica diventa ancora più tossico quando aggiungiamo le questioni su cui la Lega e M5S sono d'accordo. Entrambi vogliono tagliare l'età pensionabile, il che sarebbe veleno per una nazione con una forza lavoro in calo e uno dei più bassi tassi di fertilità in Europa. In politica estera, entrambi criticano sia l'euro che l'imperialismo di Bruxelles, borbottando che l'Italia dovrebbe ricevere circa 250 miliardi di euro di condono del debito. Entrambi vogliono fare amicizia con Vladimir Putin con l'abolizione delle sanzioni, cosa che non diverte né il Presidente Trump né il Cancelliere tedesco Angela Merkel.

Ai mercati tutto ciò non piace. Il differenziale tra i bund tedeschi e i titoli di stato italiani a 10 anni si era ridotto dal 3,5% del 2013 a un po’ più dell'1% a fine aprile 2018. La scorsa settimana ha raggiunto il 2,6%.

La bella Italia si sta trasformando in cattiva Italia, un brutto abitante dell'Unione europea e della Nato? Andando in giro a raccogliere notizie confortanti, gli amici dell’Italia ne hanno trovate alcune.

In primo luogo, la coalizione potrebbe non durare a lungo. Lega e M5S, la più strana delle coppie, è stabile come la nitroglicerina. Nessuno dei due partiti voleva cedere il primo ministro all'altro, e ci sono voluti quasi tre mesi per mettere insieme un governo con un primo ministro debole. Caino e Abele non avrebbero potuto fare meglio. Inquilini come Giuseppe Conte, un accademico poco conosciuto, non vivono a lungo a Palazzo Chigi. L'Italia ha avuto 66 governi in poco più di 73 anni dalla seconda guerra mondiale. Questo governo potrebbe non durare abbastanza a lungo da imporre il suo bizzarro programma al paese.

Forse gli elettori si renderanno conto mano a mano che vedranno Lega e M5S sciogliersi al governo. Questi partiti odiano l'euro, ma il 72% degli elettori italiani vuole rimanere nell’eurozona.

A voler essere rigidi, l'Italia non dovrebbe essere nell'euro. Il suo rapporto debito/PIL è secondo solo a quello della Grecia tra i paesi dell’eurozona. Il suo tasso di crescita è stabile da un decennio. Dopo la crisi finanziaria globale, il costo unitario del lavoro in Italia, una misura chiave della competitività, è aumentato a due cifre. Ciao, Italia, allora? Ma se date una seconda occhiata, si vede la parte positiva. Il disavanzo di bilancio pubblico è sceso al 2,3% del PIL, meglio di quello della Francia. L'aumento del costo unitario del lavoro, che per anni ha afflitto l'export italiano, è salito solo dello 0,5% nel 2016.

Ora aggiungete a queste rosee statistiche il piatto forte: L'Unione europea non lascerà mai affondare l'Italia, un membro fondatore e quarta economia europea. Come si dice, l'Italia è troppo grande per fallire, ed è qui che entrano in gioco Mario Draghi e la Banca centrale europea. Nel 2012 Draghi si è impegnato a fare "tutto il necessario" per preservare l'euro. Ha mantenuto la sua promessa e l'ha superata, versando miliardi di liquidità nell’eurozona. La BCE tiene già bassi i rendimenti dei titoli di stato italiani e dispone di un'ampia gamma di strumenti per acquistare obbligazioni in massa, concedendo nel contempo prestiti senza costi aggiuntivi alle banche. L'Europa farà tutto il possibile per salvare l'Italia. Ma l'Italia si salverà, dopo essersi schierata dietro Lega e 5 Stelle?

Ricorriamo a una lezione della storia per dimostrare la capacità di pragmatismo dell'Italia. Sì, gli italiani inventarono il fascismo e si unirono a Hitler nella seconda guerra mondiale. Eppure, nel 1943, gli Alleati erano in marcia, e si fece largo un interesse calcolato. Mussolini venne rovesciato, affiancato da un armistizio separato con gli Stati Uniti. Il realismo vince, come suggerisce quanto accaduto. Nel 1949, gli ex-fascisti castigati furono promossi a membri fondatori della NATO. Non male per un perdente.

Joffe fa parte del consiglio editoriale del Die Zeit di Amburgo e membro della Hoover Institution di Stanford.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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