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Warsh: la Fed resterà indipendente. Lagarde (Bce): rischi più bilanciati su inflazione e crescita
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Warsh: la Fed resterà indipendente. Lagarde (Bce): rischi più bilanciati su inflazione e crescita

01 luglio 2026, 19:40 Ultimo aggiornamento: 20:02

Banchieri centrali globali concordi a Sintra riguardo all’addio alle indicazioni prospettiche sui tassi (forward guidance). Intanto la Bce valuta di raddoppiare le riserve minime delle banche

I banchieri centrali globali sono concordi su un aspetto della politica monetaria: in tempi incerti non è opportuno dare indicazioni prospettiche sui tassi (forward guidance) che vincolano i governatori, ma solo spiegazioni sulla possibile reazione in base agli scenari (framework guidance, come l’ha chiamata la Bce). Questo tema è emerso all’incontro annuale di Sintra in Portogallo, a cui hanno partecipato Christine Lagarde (presidente Bce), Kevin Warsh (Fed), Andrew Bailey (BoE) e Tiff Macklem (Bank of Canada).

Il compito più difficile è stato quello di Warsh, che da giugno ha preso il posto di Jerome Powell ed è diviso tra l’inflazione Usa al 4,2% a maggio (dato Cpi) e un possibile ritorno delle pressioni di Trump per un taglio dei tassi. «Siamo una banca centrale indipendente da moltissimo tempo. Continueremo a esserlo. Non vedrete cambiamenti», ha detto il presidente della Fed rispondendo a una domanda su Trump (che ha più volte insultato Powell sui tassi).

La lotta all'inflazione e l'indipendenza della Fed

Warsh ha confermato l’impegno alla lotta all’inflazione: «Resterà deluso chi penserà che la Fed sarà a proprio agio con un obiettivo di inflazione sopra il 2%». Nel concreto però è sfuggito a molte domande, come nella prima conferenza stampa a metà giugno, e ha rinviato le risposte alle task force avviate per innovare la politica monetaria Usa. I componenti di questi comitati dovrebbero essere annunciati la prossima settimana. «È un momento unico per tornare ai principi fondamentali e rivedere ciò che stiamo facendo», ha detto Warsh che ha parlato anche di «nuovi fonti di dati» per valutare l’economia in tempo reale o quasi. Il presidente della Fed ha ribadito anche l’intenzione di ridurre il bilancio della banca centrale.

La fine della forward guidance e la visione di Lagarde

Sulla forward guidance Warsh ha condiviso le parole di Lagarde. In futuro, ha detto la presidente Bce, «gli operatori dovranno fare un po’ di compiti a casa. Dovranno guardare agli indicatori cui prestiamo attenzione e comprendere il nostro processo decisionale», senza avere indicazioni precise sui tassi. «Se ho un rimpianto, è quello di essermi sentita vincolata dalla forward guidance in passato», ha aggiunto.

Lagarde ha difeso il rialzo dei tassi dell’11 giugno e ha detto che oggi i rischi su inflazione e crescita sono «più bilanciati» rispetto a quale settimana fa, come effetto del calo del petrolio. Poi ha assicurato: «Non lasceremo che il genio esca dalla lampada e che l’inflazione salga. Prenderemo le misure necessarie, come abbiamo già fatto».

L'inflazione nell'Eurozona e le prossime mosse della Bce

Intanto è emerso che l’inflazione nell’Eurozona è scesa al 2,8% a giugno, dal 3,2% di maggio, aumentando ulteriormente le probabilità di una pausa sui tassi nella riunione Bce del 23 luglio. I mercati monetari non vedono un incremento dei tassi a fine mese, anche se scontano un rialzo al 90% entro fine anno.

Il dato sui prezzi è stato inferiore alle attese degli analisti e della Bce. L’inflazione di fondo, al netto cioè di energia e cibo, è scesa al 2,4%, dal 2,6% del mese precedente. Anche il carovita nei servizi è diminuito al 3,2%, dal 3,5%. I prezzi dell’energia, influenzati dalla guerra in Medio Oriente, sono aumentati dell’8,7% su base annua, rispetto al +10,8% di maggio.

L'impatto dei prezzi dell'energia e del conflitto in Medio Oriente

La Bce non ha fretta di alzare i tassi in seguito alla flessione dei prezzi dell’energia dovuta a un possibile accordo tra Usa e Iran, come hanno indicato diversi banchieri centrali europei a Sintra. La Bce resta comunque attenta a un eventuale impatto ritardato sull’inflazione dell’aumento di gas e petrolio registrato dall’inizio del conflitto in Medio Oriente.

Il dibattito sull'aumento delle riserve minime obbligatorie

Intanto la Bce sta discutendo secondo Reuters un possibile aumento delle riserve minime obbligatorie (non remunerate) delle banche dall’1 al 2% dei depositi. Una decisione è attesa entro l’autunno. Così le banche centrali nazionali come la Bundesbank avrebbero meno perdite in bilancio. Le voci sulla mossa però hanno già sollevato le proteste delle banche tedesche. (riproduzione riservata)



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