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Se la Turchia diventa sempre più rilevante per l’economia italiana
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Se la Turchia diventa sempre più rilevante per l’economia italiana

di Vincenzo De Luca*
20 agosto 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 08:57

Il riconoscimento reciproco dei programmi Aeo rafforza gli scambi tra Ue e Turchia e apre nuove prospettive per near-shoring, automotive, difesa, energia e filiere strategiche

Il 16 luglio scorso il Comitato di cooperazione doganale Ue-Turchia (Ccc) ha adottato la decisione sul riconoscimento reciproco dei programmi di Operatore Economico Autorizzato (Aeo). Gli operatori economici autorizzati delle due parti potranno beneficiare di procedure doganali semplificate e di una riduzione dei controlli. L'Ue e la Turchia hanno registrato nel 2025 un interscambio di 217 miliardi, con una bilancia commerciale favorevole per l'Ue (114 miliardi di export e 103 di import).

L'Unione doganale Ue-Turchia

Ankara è il quinto partner commerciale dell'Ue mentre l'Ue è il primo partner commerciale della Turchia. L'Unione doganale Ue-Turchia, in vigore dal 1995, consente la libera circolazione di beni industriali e prodotti agricoli trasformati tra la Turchia e l'Ue, allinea Ankara alla tariffa doganale comune dell'Ue, ma esclude i prodotti agricoli di base e i prodotti siderurgici e carboniferi e non viene aggiornata in base alle esigenze del commercio moderno. Redatto decenni fa, l'accordo non contempla il commercio digitale e i moderni meccanismi di risoluzione delle controversie. Nel dicembre 2016, la Commissione Ue ha pubblicato un documento che proponeva di aggiornare e modernizzare l'accordo includendo servizi digitali e appalti pubblici. Da quel momento non si sono registrati passi in avanti nella negoziato che ha incontrato alcune delle difficoltà che persistono nel processo negoziale rimasto in situazione di stallo per l'adesione della Turchia all'Ue : da un lato le persistenti dispute con Grecia e Cipro, dall'altro il non conseguimento da parte della Turchia degli standard su stato di diritto e diritti umani richiesti dall'Ue per gli accordi di adesione.

Le opportunità della modernizzazione

In attesa dell'avanzamento al momento ancora complesso del processo negoziale per l'adesione all'Ue, i progressi nella modernizzazione dell'Unione Doganale potrebbero favorire un'ulteriore integrazione delle catene del valore tra l'Ue e la Turchia. Tale evoluzione risponderebbe a un interesse crescente delle imprese europee a un near-shoring per dislocare le produzioni strategiche vicino ai confini comunitari, rendendo la Turchia un partner industriale chiave per automotive, tessile, transizione ecologica e difesa. Nel settore automobilistico vi è già una rilevante interconnessione nelle filiere di assemblaggio e componentistica. Anche nel campo della transizione energetica si potrebbe promuovere uno sviluppo congiunto di filiere legate alle materie prime critiche, alle rotte energetiche e alla sostenibilità ambientale. Infine, per quanto riguarda la difesa, la Turchia detiene notevoli capacità industriali in particolare nella produzione di droni, dove già esiste un accordo tra Leonardo e la società turca Baykar. In tale quadro Italia e Turchia hanno sviluppato una partnership industriale molto avanzata, fondata su un'integrazione produttiva e su investimenti reciproci nei settori strategici: dall'aerospazio alla difesa, fino all'elettrodomestico, al manifatturiero e alla transizione energetica.

Gli investimenti italiani in Turchia

L'Italia è il quarto Paese fornitore della Turchia, dopo Cina, Russia e Germania, ed è quinto Paese cliente. Rilevanti anche gli investimenti diretti esteri italiani, che si attestano intorno ai 6 miliardi di euro, con una presenza di circa mille aziende a capitale italiano o in joint venture. In crescita anche gli investimenti turchi in Italia, soprattutto negli ultimi tre anni, e stimati attorno ai 2 miliardi di euro, con un potenziale di ulteriore espansione nei settori della moda e del design finalizzate a un upgrading dell'industria turca del settore.

Turchia e autonomia strategica europea

L'Italia si è espressa nel processo di predisposizione dell'Acceleration Act nel Consiglio Europeo, a favore del concetto di «Union Origin» anche alla Turchia. Per l'autonomia strategica dell'Ue, Ankara potrà essere un partner rilevante sia in possibili futuri scenari negoziali fra Ucraina e Russia, come già avvenuto con il ruolo svolto da parte turca nell'accordo per il corridoio del grano nel 2022, sia nel campo della sicurezza in Medio Oriente, nel Mediterraneo e in Asia Centrale.

* già ambasciatore in India

Of Counsel Gianni&Origoni



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