Il Global retail investor outlook 2025 del World Economic Forum ha identificato, dall’analisi di 13 mercati globali, quattro principali tendenze strutturali che influenzano i comportamenti degli investitori: sempre più marcata eterogeneità tra generazioni e geografie, maggiore imprevedibilità nella capacità di raggiungere i propri obiettivi finanziari a causa della volatilità, evoluzione di prodotti e piattaforme finanziarie verso una maggiore accessibilità e trasparenza, e il trend dell’intelligenza artificiale che ha in sé il potenziale per abilitare accesso, personalizzazione ed efficienza dei prodotti di investimento su larga scala.
In generale, gli investitori di oggi, rispetto alle generazioni precedenti, si impegnano di più nel conoscere e comprendere i mercati finanziari e sono più aperti a nuovi prodotti e all'uso della tecnologia. Se da un lato le pressioni inflazionistiche degli ultimi anni hanno eroso il valore del reddito disponibile e dei risparmi liquidi, dall’altro i mercati dei capitali sono in grado di limitare questi effetti, in particolare se si abbraccia un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, beneficiando dell’effetto della capitalizzazione composta.
Sempre secondo il Global retail investor outlook, emerge poi un rafforzamento e focalizzazione di quelli che risultano essere i principali obiettivi di investimento: necessità di protezione, volontà di finanziare viaggi e tempo libero, attenzione ai parametri Esg. Per conseguire tali scopi in un contesto sempre più incerto sul fronte economico e geopolitico, la maggior parte delle famiglie italiane punta al mercato immobiliare (che pesa oltre il 90% delle attività non finanziarie) e ai titoli obbligazionari, con preferenza per titoli di Stato domestici.
Dall’altra parte, sebbene al momento il mercato azionario sia più volatile e decorrelato, e i rendimenti tendano a una maggiore dispersione, ciò aumenta il numero di opportunità di valore relativo che gli investitori possono realizzare, a patto però che si utilizzino strumenti finanziari diversificati. A tal proposito, vengono spesso citati gli investimenti alternativi e i fondi hedge. Quest’ultimi, in particolare, secondo i dati di Barclays strategic consulting, hanno generato negli ultimi 25 anni il massimo alpha – rendimento in eccesso rispetto al tasso privo di rischio – durante i periodi di alta dispersione e bassa correlazione tra azioni.
Una caratteristica di cui gli investitori stanno diventando sempre più consapevoli: secondo un recente sondaggio di Goldman Sachs, i fondi hedge sono la strategia più ricercata, superando le strategie long-only e i private asset. Un report di Guggenheim Investments indica come i fondi hedge abbiano una correlazione media dello 0,72% con l’S&P500, i fondi market neutral dello 0,26%, le strategie long/short dello 0,84%, le commodities dello 0,40%, mentre un paniere di valute risulta negativamente correlato (-0.39%). Ruolo importante, specialmente in questo contesto di mercato, quello della liquidità che ha correlazione pari a zero.
Tuttavia, sebbene i dati evidenzino le caratteristiche interessanti degli hedge fund, serve valutare in modo accurato la provenienza dei profitti e la loro sostenibilità nel tempo; questo aiuta a delineare rendimenti attesi e tempi di realizzazione. È poi altrettanto importante identificare e comprendere le possibili fonti di rischio associate a questo strumento. Nello specifico, determinare la leva finanziaria impiegata, la liquidità degli investimenti e i rischi di controparte è essenziale per una valutazione completa. Infine, serve ponderare l'impatto potenziale di un hedge fund sul proprio portafoglio nel lungo termine; è infatti importante assicurarsi che l'allocazione sia in linea con i propri obiettivi di investimento.
Con tassi d'interesse in calo, tensioni geopolitiche, incertezza sui dazi e valutazioni ai massimi, il mondo è destinato a vivere un periodo prolungato di elevata volatilità e correlazioni instabili tra le principali asset class. Pertanto, gli investitori dovrebbero diversificare i portafogli, introducendo investimenti che offrano un elemento di preservazione del capitale potendo altresì beneficiare di eventuali sorprese positive. (riproduzione riservata)
**Professor of Infrastructure Finance Dipartimento di Finanza Università Bocconi
*Senior manager Pictet Asset Management