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URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA
URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA
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Vi spiego come cambia l’Ue con il nuovo War Deal di Ursula

di Francesco Sciaudone*
05 marzo 2025, 21:20 Ultimo aggiornamento: 21:33

La nuova Europa e il nuovo diritto europeo «in guerra» per il futuro

L’atteso Consiglio europeo di giovedì 6 marzo verrà ricordato a lungo per la sua importanza. Una nuova era caratterizzata da una ormai certa War Transition è pronta a iniziare.

Partendo dalla dichiarazione di Versailles del marzo 2022, i Capi di Stato europei decideranno – finalmente (!) – di riprendere la responsabilità e la gestione diretta della Difesa Europea. La guerra in Ucraina e le sue ripercussioni sulla sicurezza europea e mondiale in un contesto geopolitico ormai chiaramente polarizzato rappresentano una sfida esistenziale per l'Unione europea.

Cosa verrà fatto da domani in poi:

- l’Ue accelererà la mobilitazione degli strumenti e dei finanziamenti necessari per rafforzare la sicurezza europea e la protezione dei cittadini europei;

- l’Ue rafforzerà di conseguenza la base tecnologica e industriale della difesa europea in tutta l'Unione;

- l’Ue rafforzerà la competitività industriale e tecnologica dell'Europa.

Tutto questo avrà bisogno di nuove regole. E infatti, la lettera della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sulle opzioni di finanziamento lo ha già chiarito nei giorni scorsi.

Il Consiglio Europeo per parte sua sottolineerà la necessità di continuare ad aumentare in modo sostanziale la spesa per la difesa e:

- inviterà la Commissione a precisare come poter beneficiare delle flessibilità nell'ambito del patto di stabilità e crescita per agevolare una spesa significativa per la difesa a livello nazionale;

- solleciterà la Commissione su fonti di finanziamento ulteriori per la difesa a livello dell'Ue, anche attraverso una maggiore flessibilità offerta agli Stati membri nell'utilizzo delle loro dotazioni dei fondi strutturali;

- inviterà il consiglio dei governatori della Banca europea per gli investimenti - che con la lettera del suo presidente dello scorso 4 marzo ha già chiarito quanto importante sarà il ruolo che la Bei è pronta a giocare - ad adeguare ulteriormente con urgenza le pratiche della Banca europea per gli investimenti in materia di prestiti all'industria della difesa, in particolare per quanto riguarda i principali progetti, in particolare rivalutando l'elenco delle attività escluse e aumentando il volume dei finanziamenti disponibili nel settore della sicurezza e della difesa;

- individuerà i settori prioritari di azione a livello dell'Ue, in particolare delle capacità tecniche, tenendo conto degli insegnamenti tratti dalla guerra in Ucraina, conformemente al lavoro già svolto nel quadro dell'Agenzia europea per la difesa e in piena coerenza con la Nato: difesa aerea e missilistica; sistemi di artiglieria, comprese le capacità di attacco di precisione profonda; missili e munizioni; droni e sistemi anti-drone; fattori abilitanti strategici, anche in relazione alla protezione dello spazio e delle infrastrutture critiche; mobilità militare; cibernetico; intelligenza artificiale e guerra elettronica;

- il Consiglio sottolineerà che la protezione e la difesa delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell'Ue contribuiscono alla sicurezza dell'Europa nel suo complesso, in particolare per quanto riguarda la frontiera orientale dell'UE, la più esposta alle minacce poste dalla Russia e dalla Bielorussia;

- il Consiglio sottolineerà l'importanza di un'aggregazione più sistematica della domanda, di un'armonizzazione dei requisiti e di un appalto congiunto al fine di ridurre i costi complessivi, garantire la standardizzazione e l'interoperabilità e offrire all'industria europea, comprese le Pmi e le imprese a media capitalizzazione, una maggiore prevedibilità e contribuire a un buon funzionamento del mercato per l'industria della difesa che mobiliterà meglio gli investimenti pubblici e privati;

- inviterà l'Agenzia europea per la difesa, in cooperazione con la Commissione e con gli Stati membri, a istituire rapidamente procedure adeguate a tal fine;

- inviterà i colegislatori a concludere quanto prima i negoziati sul programma europeo per l'industria della difesa (Edip);

- sottolineerà l'importanza di un sostegno costante alla ricerca, all'innovazione e allo sviluppo attraverso il Fondo Europeo per la difesa;

- inviterà la Commissione e i colegislatori a portare avanti rapidamente i lavori per semplificare il quadro giuridico e amministrativo, in particolare per gli appalti pubblici e la cooperazione industriale, al fine di affrontare tutti gli ostacoli e le strozzature che ostacolano una rapida ripresa dell'industria della difesa, anche per le Pmi e le imprese a media capitalizzazione.

Il Consiglio Europeo ricorda inoltre che un'Unione Europea più forte e più capace nel settore della sicurezza e della difesa contribuirà positivamente alla sicurezza globale e transatlantica ed è complementare alla Nato, che rimane, per gli Stati che ne fanno parte, il fondamento della loro difesa collettiva. Invita gli Stati membri che sono anche alleati della Nato a coordinarsi in vista del vertice della Nato del giugno 2025.

Quanto precede lascia impregiudicato il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri e tiene conto degli interessi di sicurezza e di difesa di tutti gli Stati membri, conformemente ai trattati. Il Consiglio Europeo dovrà confrontarsi con il Libro bianco sul futuro della difesa europea, compresi gli elementi in esso contenuti che mirano ad aumentare sostanzialmente i finanziamenti per la difesa europea e a rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea. Il Consiglio europeo ha già programmato che tornerà sulla questione nelle riunioni di marzo e giugno.

La Commissione dal canto suo risponderà con un Piano omnibus di semplificazione specifico per la difesa. Insomma siamo all’inizio di una nuova era! (riproduzione riservata)

* socio fondatore e global managing partner di Grimaldi Alliance



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