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Bce, Lagarde aspetta la riunione della Fed prima di alzare i tassi
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Bce, Lagarde aspetta la riunione della Fed prima di alzare i tassi

di Angelo De Mattia
23 luglio 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 08:33

Il consiglio direttivo della Bce si riunisce oggi per valutare l'andamento dei mercati e l'inflazione, mentre le tensioni geopolitiche e i rincari energetici complicano le previsioni sui tassi d'interesse

Oggi si riunisce il consiglio direttivo della Bce prima della pausa estiva. Nelle passate settimane si è alternato, in relazione soprattutto alle prospettive delle due guerre in corso, il tipo delle previsioni, passando da un orientamento che si stava formando per la non variazioni dei tassi di riferimento a una successiva previsione di segno contrario, fino al prendere piede negli ultimi giorni dell'ipotesi della sospensione di un aumento, da alcuni invece ritenuto necessario da qualche settimana.

Il problema che si pone è se il direttivo oggi sia in grado di fare ciò che il governatore Fabio Panetta ha precisato nell'assemblea annuale dell'Abi del 15 luglio e cioè valutare l'andamento dei mercati energetici, l'evoluzione del quadro congiunturale e le dinamiche dei salari e dei prezzi di beni e servizi; o, più specificamente, se il direttivo, fatte queste valutazioni, ne tragga la conseguenza di dovere comunque agire in via preventiva, dato che l'inflazione nell'area si attesta ora intorno al 3% (non vicina dunque al target della Bce del 2%) e che si manterrà al di sopra di tale valore, come Panetta ha fatto presente, fino all'inizio del 2027.

Un momento complesso, tra guerra in Iran e nuovi dazi di Trump

In questi ultimissimi giorni è ripreso il conflitto in Iran ed è continuato quello in Ucraina, mentre Trump ha preannunciato di ritornare sui dazi, sia per quelli scaduti sia per gli altri, ai quali dopo la sentenza della Corte Suprema bisognerà dare una nuova base giuridica, ma non è escluso che il tycoon ritenga di ritornare su tutti i dazi fissati per deciderne un aumento. Nella ultime ore si segnalano ulteriori rincari dei prezzi del petrolio, con un forte spread tra quello alla estrazione-produzione e quello alla pompa e del gas, mentre si prosegue stancamente nelle discussioni in sede europea sul «che fare».

Certamente bisogna evitare che per un eccessivo temporeggiamento si sia poi costretti a decidere una serie di aumenti del costo del denaro - dunque un rimedio tardivo che fa più male che bene - ma al tempo stesso potrebbe risultare eccessivamente precipitoso un inasprimento dei tassi ora che il contesto economico è in evoluzione, la crescita resta asfittica e non si può escludere che si registri un allenamento dei conflitti in corso.

L’importanza del discorso di Lagarde

Esaminati attentamente i pro e i contro, mentre si potrà valutare quel che deciderà la Federal Reserve il 29 prossimo, si potrebbe optare per lasciare tutto immutato, pur dovendosi accogliere un margine di rischio. In queste condizioni è ancora più importante la conferenza stampa che sarà tenuta dalla presidente Christine Lagarde dopo la seduta del direttivo. È molto probabile che vengano poste domande sul preannuncio, da parte di Lagarde, di possibili anticipate dimissioni per partecipare alla nuova fase di lotta politica in Francia, decisione che si presta a molte critiche che su queste pagine abbiamo riportato nelle scorse settimane.

Poi si affronterà il ruolo della politica monetaria, mentre le leve dalla politica economica non funzionano come dovrebbero e la Bce rischia di esercitare un ruolo surrogatorio. Ma, se i tassi non saranno mossi, alla fin fine di affermerà l'immagine dell'Istituto che ha fatto tesoro dell'esperienza sinora compiuta. (riproduzione riservata)



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