Un documento di posizione nazionale per accelerare l’adesione all’Unione Europea dei Paesi candidati, inclusi quelli dei Balcani Occidentali. È l’esito della riunione ministeriale dei Paesi dei Balcani occidentali e del Gruppo sugli amici dei Balcani ospitata lunedì 10 febbraio a Roma dalla Farnesina, presieduta dal ministro per gli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.
Ancor prima dell’apertura della ministeriale, che si è svolta a Villa Madama, il ministro aveva spiegato ai cronisti che l’obiettivo perseguito dall’Italia è che «tutti i Paesi dei Balcani occidentali possano aderire all’Ue entro il 2030. Forse per la Bosnia Erzegovina potrebbe volerci più tempo», ha spiegato, «ma per quanto riguarda Serbia, Montenegro, Albania e Macedonia del Nord se tutto va bene nel 2029», ha dichiarato Tajani.
La proposta italiana si concentra su tre elementi fondamentali: integrazione graduale (a partire da settori chiave come la cyber-sicurezza, il rafforzamento della pubblica amministrazione, la gestione della migrazione e la cooperazione tra imprese); semplificazione del processo, al fine di evitare blocchi e veti incrociati soprattutto su passaggi tecnici; comunicazione strategica, per valorizzare i benefici dell'integrazione per la popolazione.
La proposta è stata illustrata dal ministro Tajani a Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, e a Marta Kos, Commissaria Ue per l’Allargamento, con cui il ministro ha avuto incontri bilaterali. Il paper è stato discusso con gli altri partecipanti alla riunione: Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Austria, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. (riproduzione riservata)