Ci si avvia verso un primo trimestre dell’anno decisamente positivo per le compagnie assicurative europee, che hanno beneficiato di una serie di fattori favorevoli dopo un anno, il 2020, a dir poco difficile e teso. Gli analisti di Ubs avevano aggiornato le stime dei solvency ratios per gli assicuratori vita e generali sotto la loro copertura alla fine del primo trimestre del 2020, e dalla fine dello scorso anno i coefficienti sono aumentati in media di 8 punti percentuali, arrivando a una media del 199%, grazie anche e soprattutto al recente aumento dei tassi di interesse.
Tra i nomi sotto copertura della banca svizzera si distinguono Generali (231%), NN Group (216%) e Aviva (209%), i quali godono dei più alti coefficienti di solvibilità. Per gli assicuratori ex-britannici, il coefficiente di solvibilità medio si attesta al 208%, che si configura come un buon livello sia per garantire protezione da eventuali rischi al ribasso ma anche per godere di un potenziale rialzo in seguito ad un aumento del dividendo o del rendimento sul capitale. Attualmente, "il settore negozia con uno sconto del 40% di sconto sull'Eurostoxx, rispetto alla sua media storica del 20% e questo, insieme ad una maggiore solvibilità, a fattori macroeconomici, reflazione su tutti, e a venti di coda sul fronte operativo implica che il rendimento sul capitale del settore resta piuttosto attraente", evidenziano da Ubs.
“L'aumento del coefficiente di solvibilità da inizio anno è stato determinato principalmente dagli impatti sul mercato nel primo trimestre dell'aumento dei tassi di interesse, oltre che dal miglioramento dei mercati azionari e degli spread sovrani”, argomentano gli strategist della banca. A fronte di ciò, “stimiamo l'aggiustamento per la volatilità diminuito di 2 punti percentuali, -3 punti percentuali nel mese di marzo, compensando alcuni dei benefici per gli assicuratori, soprattutto quelli olandesi. A parte la normale generazione di capitale, dal nostro ultimo aggiornamento in febbraio, Aviva ha migliorato l’aspetto legato al debito, diminuito di 5 punti percentuali, nel mese di marzo. Crediamo che i rapporti di solvibilità degli Stati Uniti siano rilevanti per la copertura sul ramo vita e prevediamo il 440%-460% per Aegon e il 360%-380% per Prudential”.
Gli analisti hanno poi aperto una piccola parentesi su quanto sta accadendo in tema di regolamentazione nel Regno Unito. "Per quanto il recente meeting con i regolatori assicurativi", Ubs ha evidenziato "alcuni punti chiave per le compagnie made in Uk". In primo luogo, “è probabile che la revisione della solvibilità nel Regno Unito richieda almeno 1-2 anni per essere conclusa, ed è bene sottolineare che il Prudential Regulation Autorithy (agenzia regolatoria degli assicurativi Uk, ndr) non cerca maggiori poteri in materia di dividendi, con anche gli standard patrimoniali che sono considerati adeguati a livello settoriale. Pensiamo alcuni assicuratori potranno emergere come vincitori e altri come perdenti dalla revisione in atto, con o requisiti sulla volatilità e il livello del margine di rischio destinati a cambiare”, concludono gli analisti. (riproduzione riservata)