Quasi non passa giorno senza che una delle società della famiglia Trump non annunci un nuovo accordo. Come ha scritto John Cassidy sul New Yorker, storica rivista dei radical chic della Grande Mela, «emerge un quadro chiaro: un arricchimento della First Family su una scala senza precedenti nella storia americana».
Difficile fare stime sulla ricchezza perché molte società di famiglia sono di proprietà privata e quindi non pubblicano resoconti dettagliati delle loro finanze. Ma si può azzardare che il patrimonio privato del presidente degli Stati Uniti si aggiri fra i 5,9 e i 6,7 miliardi di dollari, numeri fluttuanti dovuti alla volatilità del mercato azionario e soprattutto delle criptovalute. Mentre secondo il Wall Street Journal, le iniziative lanciate a partire dalla campagna elettorale del 2024 hanno portato nelle casse di famiglia almeno 4 miliardi di dollari.
«Né il presidente né la sua famiglia hanno mai avuto, né avranno mai, conflitti di interesse», ha affermato una volta la battagliera portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Ovviamente non ci crede nessuno, ma molti preferiscono guardare dall’altra parte. Anche perché i titani dell’hi-tech, da Elon Musk a Jensen Huang di Nvdia, compresi i riluttanti Mark Zuckerberg e Jeff Bezos, hanno subito capito che nel secondo mandato di Trump il capitalismo di Stato la fa da padrone. Per un motivo molto semplice: la sfida strategica con la Cina si gioca sull’AI, che richiede investimenti colossali. Nessuna impresa può farcela da sola e allora ecco le multiple alleanze fra società quotate e soprattutto l’interventismo del capo della Casa Bianca. «Penso che dovremmo acquisire partecipazioni nelle aziende», ha dichiarato Trump al Wall Street Journal. «Ora, alcuni direbbero che non suona molto americano. In realtà, penso che lo sia».
E così, per fare un esempio, la scorsa settimana Nvidia ha ottenuto il permesso di vendere uno dei suoi chip più avanzati alla Cina. In cambio della magnanimità presidenziale, il governo federale tratterrà il 25% dei ricavi derivanti da queste vendite (Trump parla come se fosse a capo di uno Stato tipo l’Arabia Saudita, in cui la distinzione tra il patrimonio pubblico e quello privato della dinastia regnante è molto sottile, se non inesistente).
E guarda caso, l’ultimo affare in ordine di tempo della famiglia Trump riguarda proprio l’AI: giovedì 18 il gruppo Trump Media & Technology ha raggiunto un accordo per fondersi con Tae Technologies, società sostenuta da Alphabet attiva nella fusione nucleare, in un’operazione valutata oltre 6 miliardi di dollari. L’obiettivo della nuova entità è costruire una serie di grandi centrali elettriche per soddisfare l’insaziabile domanda di energia legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Dall’inaugurazione della Trump Tower a New York nel 1983 all’ingresso nell’intelligenza artificiale nel 2025 sono passati 42 anni. Nel frattempo l’immobiliarista di Manhattan è diventato per ben due volte presidente degli Stati Uniti. Ma nel suo primo mandato, dal 2017 al 2021, si è sostanzialmente limitato ad amministrare i suoi vecchi asset, dagli immobili agli alberghi e ai campi da golf. Poi, una volta sconfitto dal democratico Joe Biden, l’ormai ex presidente ha lanciato il 21 febbraio 2022 il social media Truth. Una mossa obbligata visto che il suo profilo era stato messo al bando da Facebook e Twitter.
Ma il vero salto di qualità, che lo ha reso davvero multimiliardario, lo ha fatto nel corso della campagna elettorale del 2024: nel settembre dell’anno scorso, due mesi prima delle elezioni, Trump ha annunciato che la sua famiglia avrebbe collaborato con quella di un amico di lunga data, l’immobiliarista Steve Witkoff (poi diventato inviato speciale della Casa Bianca in Russia e in Medio Oriente) e con due imprenditori poco noti, Zachary Folkman e Chase Herro, per creare una nuova società di criptovalute, World Liberty Financial, che avrebbe visto la partecipazione anche dei suoi tre figli, Eric, Donald Jr. e Barron.
Ancora una volta incurante del conflitto d’interessi, il giorno prima della cerimonia di insediamento alla Casa Bianca Trump ha lanciato una meme coin con il suo nome, che ora viaggia in calo del 93% dai massimi. Mentre la meme della moglie Melania è sotto del 99%. Un fiasco annunciato. Ma i figli del presidente hanno in mano qualcosa di meno evanescente: American Bitcoin, che punta a diventare il più grande miner di bitcoin al mondo. La storia d’amore con le cripto continua. (riproduzione riservata)