Prima un lampo nel cielo e poi lo schianto. Il jet privato che trasportava una delegazione militare libica, con il capo di Stato Maggiore dell’esercito di Tripoli, Mohammed al-Haddad, è precipitato, nel tardo pomeriggio di martedì 23 dicembre, poco dopo il decollo contro la collina di Selamalmaz, a 2 chilometri a sud del villaggio di Kesikkavak, nel distretto di Haymana, nei pressi di Ankara.
A bordo del velivolo diretto a Tripoli in Libia viaggiavano otto persone, tutte decedute: oltre a al-Haddad quattro membri del suo entourage e tre membri dell’equipaggio di nazionalità francese. Il ministro della Giustizia turco Yilmaz Tunc ha reso noto che la procura capo di Ankara ha aperto un’inchiesta sull’accaduto anche se al momento, secondo i media locali, si esclude un sabotaggio.
Le autorità turche hanno rinvenuto nella mattina di mercoledì 24 un registratore vocale e la scatola nera del jet privato. Secondo quanto riscostruito dalle autorità, il Falcon 50 ha richiesto un atterraggio di emergenza a causa di un guasto elettrico pochi minuti dopo il decollo, ma poi il contatto è stato perso, secondo quanto riferito da funzionari turchi.
Il relitto dell’aereo è stato localizzato dal personale di sicurezza turco nel distretto di Haymana, vicino ad Ankara. Il ministro degli Interni Ali Yerlikaya ha dichiarato che il registratore vocale e il registratore dei dati di volo, ovvero la scatola nera, sono stati recuperati dall’aereo. «Le autorità competenti hanno avviato i processi di esame e valutazione di questi dispositivi», ha spiegato Yerlikaya. Yerlikaya ha affermato che i corpi si trovano ancora nell’area del relitto, aggiungendo che una delegazione libica di 22 membri è arrivata ad Ankara.
La Libia osserverà tre giorni di lutto ufficiale per la morte del capo di Stato maggiore delle forze armate fedeli al Governo di unità nazionale, deceduto durante il rientro da una missione ufficiale ad Ankara. Alla proclamazione del lutto da parte dell’esecutivo di Tripoli si è aggiunta anche quella delle autorità dell’est del Paese, legate al governo parallelo sostenuto dalla Camera dei rappresentanti di Bengasi e dall’Esercito nazionale libico del maresciallo Khalifa Haftar.
Il gesto, formalizzato con un comunicato di condoglianze dell’Esercito e del Comando generale, assume un valore politico che va oltre la dimensione simbolica. In un Paese frammentato da oltre un decennio di conflitti, istituzioni rivali e catene di comando contrapposte, il cordoglio condiviso per una figura militare di primo piano rappresenta un raro momento di convergenza, seppur limitato al piano umano e istituzionale
Haddad, capo di stato maggiore dell’esercito dall’agosto 2020, era stato nominato dall’allora primo ministro Fayez al-Sarraj. La Libia è divisa tra un governo di Tripoli riconosciuto dall’Onu, guidato dal primo ministro Abdulhamid Dbeibah, e dall’amministrazione del comandante Khalifa Haftar a est. (riproduzione riservata)