Donald Trump nello scontro drammatico in mondovisione con il presidente Volodymyr Zelensky sulla chiusura delle ostilità in Ucraina ha evocato la terza guerra mondiale, addebitando al capo di stato del paese aggredito dalla Russia di Vladimir Putin la responsabilità eventuale di accendere la miccia di un conflitto planetario se non sottoscriverà un accordo con gli Stati Uniti sull'utilizzo delle terre rare.
Ma quanto affermato dal presidente americano, che ha lasciato attoniti tutti, presumo anche i russi di solito dotati di sangue freddo, non fa i conti su quanto da tempo papa Bergoglio va affermando: la guerra mondiale, purtroppo, è già scoppiata, a pezzi, come un tragico puzzle che dall'Ucraina passa per il martoriato Medio Oriente fino agli stati africani che ancora non trovano una stabilità democratica.
La guerra, quella che gli americani hanno combattuto nel 1944 sulle spiagge della Normandia per liberare l'Europa dal nazifascismo, perdendo un'intera generazione di ventenni, alcuni dei quali non videro nemmeno le spiagge dello sbarco perché affogarono prima sotto il peso di 13 chili di equipaggiamento, ebbene quella guerra è tornata così d'attualità da essere sdoganata non tanto nei discorsi dei politici quanto nei numeri del mercato.
In mezzo a tante incertezze, dall'afonia dell'Unione Europea che stenta a rispondere all'ex alleato e si prepara al vertice di Londra, al rinnovato vigore europeista della Gran Bretagna, fino alla difficoltà di schierarsi del governo Meloni (cosa dirà la premier dopo la sparata di Trump e del suo vice Vance?) e del governo tedesco in gestazione, c'è una sola cosa sicura: la difesa, ancora prima di diventare unica, sta facendo fare affari d'oro.
Proprio come denunciato subito da papa Francesco, a cui mandiamo in questo momento i più sinceri auguri di guarigione, la guerra è un affare clamoroso e noi di Milano Finanza lo abbiamo descritto più volte con inchieste dettagliate.
A dimostrarlo ci sono tre cifre che parlano più di tante altre parole: l'indice Eurostoxx della Difesa e dell'Aerospazio è aumentato nei primi tre anni di guerra in Ucraina del 134%.
C'è poco da aggiungere, oltre ovviamente ad augurarci che prevalga il buon senso tra tutti i capi di stato e di governo che si possa vedere quanto prima qualcosa che assomigli almeno da lontano ad una conferenza di Yalta, dove Churchill, Stalin e Eisenhower fissarono i confini del nuovo mondo dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Altri tempi, altri uomini, altri statisti. Stessa tragedia. (riproduzione riservata)