Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha scosso gli equilibri mondiali. D’altronde sarebbe stato ingenuo aspettarsi il contrario. Ma a un mese dal suo insediamento emerge una grande difficoltà, da parte degli attori internazionali, nella lettura della sua politica aggressiva. Così ruoli e rapporti cominciano a vacillare.
Che fare? Secondo l’ex segretario generale aggiunto della Nato, Alessandro Minuto Rizzo, «bisogna negoziare con gli Stati Uniti, bisogna dialogare e convincere. Si può passare da una loro posizione iniziale a un ragionevole dialogo. Lo scenario è molto più complesso di come sembra».
Domanda. Che impressione si è fatto della squadra di Trump?
Risposta. Credo che non ci sia un reale coordinamento tra i vari portavoce dell’amministrazione: è un po’ come se ognuno parlasse in un posto diverso dicendo la sua. All’origine delle idee c’è Trump, ma poi non credo che ne controlli l’implementazione. Così ognuno dei collaboratori cerca di interpretare qual è la linea.
D. Per esempio?
R. Il famoso discorso di J.D.Vance a Monaco di Baviera. In quel momento lui se l’è presa con l’Europa, senza alcuna ragione. Ma ha anche minacciato i russi di ulteriori sanzioni qualora dovessero comportarsi male. Questa è un po’ una controindicazione, rispetto agli indicatori che abbiamo sui rapporti tra i due Paesi.
D. E i rapporti tra Ue e Usa?
R. L’Europa non dovrebbe avere questa sensazione di inutilità, di pessimismo, di pochezza. Le due economie e le due società sono molto interconnesse: investimenti, scambi di popoli, servizi, capitali... Non è assolutamente detto che i rapporti debbano andar male, anzi. Non si può misurare il rapporto tra Stati Uniti e Unione Europea solo sulla base delle spese dalla difesa o sulla questione commerciale dei dazi. Certo sul tema delle spese militari c’è da fare di più. Ma gli europei sono i migliori alleati degli Stati Uniti. Anche Barack Obama quando arrivò disse «facciamo il Pivot to Asia». Poi però scoprì che i suoi veri alleati erano a Parigi, Berlino e Roma...
D. L’Italia che ruolo può giocare?
R. Credo che Giorgia Meloni possa essere un ponte di mediazione. Ma non nel senso di tradire l’Europa per l’America. Dico che lei può spiegare agli americani un po’ meglio cos’è l’Europa e viceversa. (riproduzione riservata)