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Adam Silver, Commissioner della NBA
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Tra Cina e NBA continua il grande freddo

di James T. Areddy a Shanghai e Ben Cohen a Houston
30 ottobre 2019, 19:54 Ultimo aggiornamento: 19:56

Il più grande mercato internazionale per la National Basketball Association ha salutato l'inizio della nuova stagione con blackout mediatici, sponsor mancanti e immagini cancellate.Al posto degli Houston Rockets, la TV di stato cinese ha trasmesso i Campionati mondiali militari di Basket. Il derby Clippers-Lakers è stato tramesso ma senza il commento dal campo, per timore di cori pro-Hong Kong. E ora?

La Cina, il più grande mercato internazionale per la National Basketball Association, ha salutato l'inizio della nuova stagione con blackout mediatici, sponsor mancanti e immagini cancellate.

Durante la prima settimana della stagione NBA, le emittenti cinesi hanno ignorato le partite chiave, tra cui quella di apertura del popolarissimo team degli Houston Rockets. Per le altre, i media partner della NBA hanno limitato la copertura alla diretta in formato testuale o modificandola in altri modi allo scopo di ridurre la connessione della lega con una base di tifosi che si calcola in 600 milioni di persone.

Questo comportamento segue l’incidente del 4 ottobre scorso, con un tweet del general manager dei Rockets, Daryl Morey, a sostegno dei manifestanti antigoverno e pro-democrazia di Hong Kong, e la successiva difesa della NBA del suo diritto alla libera espressione. La lega e i suoi giocatori di punta sono stati però criticati per la loro risposta all’incidente in entrambi i paesi, tanto che il vicepresidente Mike Pence ha etichettato la NBA come "filiale interamente di proprietà del regime autoritario [cinese]”.

Ora che la stagione è iniziata, la lega deve anche affrontare le manifestazioni anticinesi all'interno delle arene americane in cui si svolgono gli incontri e che risulterebbero problematiche se arrivassero sugli schermi cinesi.

In seguito a un accordo raggiunto a metà anno per avere lo streaming delle partite NBA online in Cina, pagato 1,5 miliardi di dollari, la scorsa settimana il colosso media di Shenzhen, Tencent Holdings, ha attentamente curato i contenuti delle partite, mostrando solo uno dei due match di apertura della stagione e tagliando immagini come quella del logo NBA. Su un riepilogo della giornata NBA trasmesso da Tencent, il match dei Rockets non compare. Tencent non ha risposto alle richieste di commento del WSJ.

La lega sperava che l’inizio della stagione avrebbe convinto tutti a "girare l'angolo e tornare a concentrarsi sul basket", come ha detto questa settimana  il capo dell’NBA, Adam Silver a The Wall Street Journal. Ma l'emittente statale China Central Television, che aveva trasmesso ben 150 partite dello scorso campionato, non ha ancora inserito la stagione NBA nel suo palinsesto.

I Rockets hanno iniziato la loro stagione, giovedì 24 sera (venerdì mattina ora della Cina) con una sconfitta contro i Milwaukee Bucks, ed è stato un evento clou, in quanto in campo c’erano tre campioni protagonisti del mercato estivo, ma il canale sportivo CCTV-5 ha trasmesso la squadra femminile dell'Esercito di liberazione del popolo impegnata in una partita giocata il giorno prima contro le colleghe brasiliane nel corso dei Campionati Mondiali Militari.

"Penso che vi sia un approccio attendista da parte di molti dei nostri partner in Cina sul momento in cui le cose cominceranno a normalizzarsi di nuovo", ha detto Silver.

A testimonianza dell'enorme potere del marchio NBA, decine di milioni di tifosi cinesi si sono comunque  sintonizzati sulle partite anche attraverso siti web che ritrasmettono le trasmissioni satellitari di altre emittenti, per assistere ai match non mostrati legalmente.

"Anche se non c'è un canale ufficiale per il live-streaming del nostro team, possiamo comunque trovare altre fonti, ascoltare diversi commentatori", ha scritto un utente su Weibo, il  Twitter cinese. Il fan, che usa il nome "Houston Rockets News", ha aggiunto: "Non è figo?

Se il problema della Cina con l'NBA al principio era limitato a Morey, ora nel novero vi sono una serie di giocatori, sedi e commentatori. LeBron James, la maggiore stella globale, si è cimentato in un esercizio di buone maniere nei confronti di Pechino parlando in modo critico del tweet di Morey. Ma la superstar in pensione Shaquille O'Neal ha alimentato la tensione, dichiarando questa settimana che "Daryl Morey ha  ragione". I loro commenti hanno ricevuto reazioni di opposte vedute in tutti gli Stati Uniti.

Le persone vicine alla NBA dicono che la lega è rincuorata dal fatto che i principali media cinesi hanno raffreddato la loro iniziale retorica antilega. Nella sua conferenza stampa di Venerdì 25, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha eluso una domanda sulla NBA: "Per quanto riguarda lo sport e gli affari, credo che il popolo cinese goda di piena libertà".

Eppure, nessuno sponsor cinese che nelle ultime settimane aveva voltato le spalle alla NBA ha pubblicamente ribaltato la sua posizione. Quando Tencent stessa questa settimana ha messo online un video per promuovere la programmazione pro-basketball, non si è quasi mai riferita alla NBA e ha usato uno slogan dal suono nazionalistico, "ecco il mio campo di gioco ", accanto al logo della China Basketball Association, guidata dall'ex star dei Rockets, il cinese Yao Ming.

Si profila invece un altro problema per riportare in onda la NBA in Cina: gli stadi del basket americani stanno diventando uno sfondo per le proteste anti Pechino.

Ai primi posti dietro il canestro, nella partita Houston-Milwaukee, circa 30 tifosi indossavano magliette che dicevano "FIGHT FOR FREEDOM" sul davanti e "CHINA, STOP BULLYING" sul retro e cartelli come "Thank you, Morey" e "God Gives Us Liberty, Not Xi”. Costoro hanno pagato circa 3.600 dollari per i biglietti, ha detto Nam Ho, un medico di Houston. Newton Huynh, una matricola della Rice University, ha portato nell'arena un cartello "I sto con Harden", in modo che non venisse confiscato. Successivamente ha coperto "Harden" con la scritta "Hong Kong".

Dopo che gli attivisti in arene hanno cominciato a distribuire magliette stampate con messaggi anti-Cina, la Tencent ha limitato la copertura in diretta dei giochi, limitandosi a riassunti di testo a scorrimento invece che alle immagini video. Questo vale anche per i Brooklyn Nets, il cui proprietario è Joe Tsai, il co-fondatore miliardario di Alibaba Group Holding, che ha lavorato per anni per rafforzare il profilo della lega in Cina.

E quando Tencent ha ritrasmesso un programma NBA prodotto da ESPN, le lettere "WOJ" sono state cancellate da una sovraimpressione sullo schermo, in riferimento al popolare reporter di basket Adrian Wojnarowski, che ha apprezzato pubblicamente il tweet di Morey

Tencent ha invece trasmesso in diretta il derby di Los Angeles tra i Lakers e i Clippers, che ha attirato un pubblico di almeno 20 milioni di persone, con oltre 140 milioni di spettatori in più che hanno visto l'hashtag "#Lakers vs Clippers#" che circolava sul servizio simil-tweet di Weibo. Ma mancava l'opzione per gli spettatori di Tencent di poter ascoltare il commento in inglese dal campo: un potenziale tentativo di soffocare qualsiasi coro non accettabile per i censori cinesi.

"In questa polemica c’è una società basata sulla libertà di parola che si scontra con una società censurata", sostiene Jennifer Lind, professore associato al Dartmouth College, che ha scritto un libro sulle scuse ufficiali chiamato "Sorry States”.

Alcuni  manager dell'industria sportiva cinese dicono di simpatizzare con la NBA, ma avvertono che ci saranno conseguenze finanziarie, soprattutto per i Rockets. Un dirigente del marketing sportivo di Pechino che lavora con gli atleti dell'NBA ha detto di aver recentemente rifiutato una richiesta di trovare sponsor cinesi per un giocatore dei Rockets. "Gli ho detto di richiamarmi quando non giocherà più con i Rockets", ha detto il dirigente.

I tifosi cinesi continuano a chiedere il licenziamento di Morey, ma Silver ha detto ripetutamente che il campionato non applicherà misure disciplinari a Morey e non ha mai considerato la possibilità di licenziarlo. 

Morey stesso ha rotto il suo silenzio pubblico giovedì 24 in modo appropriato: ha twittato.

L'ultima volta che era stato su Twitter, è finito nel mirino di un esercito di troll pro-Cina che lo ha intimidito con risposte tipo "NMSL", che si traduce approssimativamente in "tua madre è morta". Non questa volta. Le prime risposte al suo tweet sono state incoraggianti, provenienti da fan dei Rockets entusiasti per l'inizio della stagione.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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