La Casa Bianca ha smentito le imminenti dimissioni di Elon Musk dal Department of Government Efficiency (Doge), come aveva invece scritto il sito americano Politico. «Questo scoop è spazzatura», ha assicurato la portavoce Karoline Leavitt su X. «Elon Musk e il presidente Trump hanno entrambi dichiarato pubblicamente che Elon lascerà il servizio pubblico quale dipendente governativo speciale una volta completato il suo incredibile lavoro a Doge», ha sottolineato Leavitt.
Musk è un «dipendente governativo speciale», uno status che lo esenta temporaneamente da alcune regole di etica e di conflitto di interessi per un periodo di 130 giorni e dovrebbe scadere quindi a fine maggio o inizio giugno. La smentita della Casa Bianca non ha avuto effetti sull’andamento del titolo Tesla, che ieri alle 19:30 ora italiana continuava a salire del 5,1% a 282,24 dollari. Il titolo si era impennato all’uscita dello scoop, successivamente smentito, di Politico. La speranza degli investitori era che Musk tornasse in fretta a occuparsi a tempo pieno delle sue aziende.
Secondo Politico, il presidente Donald Trump avrebbe detto alla sua cerchia ristretta, compresi i membri del suo gabinetto, che Musk si ritirerà nelle prossime settimane dall’attuale ruolo di capo di Doge. Secondo il giornale online Usa, nell’entourage di Trump, Musk verrebbe visto ormai come un ostacolo politico a causa della sua imprevedibilità. Il presidente, hanno detto tre fonti diverse, rimane soddisfatto di Musk e di Doge, ma entrambi gli uomini hanno deciso negli ultimi giorni che presto sarà il momento per Musk di tornare alle sue attività.
Il ruolo di Musk alla Casa Bianca è un fattore che pesa sul titolo Tesla in quanto ha scatenato ondate di proteste, boicottaggi e attacchi violenti ai negozi e ai veicoli Tesla in tutto il mondo.
Anche i dazi di Trump sulle auto destano preoccupazione, poiché coinvolgono i principali fornitori di Tesla, in particolare in Messico e in Cina. «Le mie azioni Tesla e quelle di tutti coloro che detengono Tesla si sono dimezzate», ha detto Musk domenica 30 marzo durante un comizio tenuto a Green Bay, nel Wisconsin, per sostenere un giudice di destra alle elezioni per la Corte Suprema dello Stato di martedì primo aprile. Elezioni poi vinte da un giudice democratico.
Come se non bastasse, il Comptroller della città di New York Brad Lander ha esortato la città a fare causa a Tesla per conto dei fondi pensione di New York, citando il lavoro di Musk per la Casa Bianca. L'ufficio di Lander ha affermato che «alla base del potenziale contenzioso ci sono le inesattezze materiali di Tesla che afferma che il ceo Elon Musk dedica molto tempo all'azienda ed è molto attivo nella sua gestione, nonostante sia al timone dell'iniziativa Doge dell'amministrazione Trump, passi poco tempo a gestire effettivamente Tesla e promuova politiche che sono attivamente dannose per l'attività di Tesla». Ieri Musk è rimasto muto su X. (riproduzione riservata)