Tesla avvia il richiamo di 218.868 veicoli negli Stati Uniti per un problema tecnico legato alla telecamera posteriore. Il difetto, segnalato dalla National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), scrive Reuters, riguarda un ritardo nella comparsa delle immagini sul display quando viene inserita la retromarcia, con possibili conseguenze sulla sicurezza.
Secondo l’autorità americana, il malfunzionamento può ridurre temporaneamente la visibilità del conducente, aumentando il rischio di collisioni durante le manovre.
Il richiamo interessa diversi modelli della gamma Tesla, tra cui Tesla Model 3, Tesla Model Y, Tesla Model S e Tesla Model X. Si tratta di una delle operazioni più rilevanti degli ultimi mesi per il gruppo guidato da Elon Musk, anche se il problema risulta circoscritto a un aspetto software.
L’azienda ha già distribuito un aggiornamento software “over-the-air” per correggere il difetto, evitando così interventi fisici nelle officine. Una soluzione ormai tipica per Tesla, che consente di intervenire rapidamente su larga scala.
Intanto, il mese scorso la Nhtsa ha archiviato un’indagine su circa 2,6 milioni di veicoli Tesla relativa a una funzione di spostamento remoto. L’autorità ha concluso che il sistema era collegato solo a incidenti a bassa velocità, escludendo criticità più gravi.
Un’altra grana per il patron di tesla che arriva il giorno dopo che Elon Musk ha accettato di pagare una piccola somma per porre fine a una causa intentata dal governo che lo accusava di aver violato le regole del mercato, acquistando segretamente azioni di Twitter prima di comprare la piattaforma per 44 miliardi di dollari nel 2022.
Il trust dell’uomo più ricco del mondo pagherà una multa di 1,5 milioni di dollari in base all’accordo depositato presso un tribunale federale di Washington e in attesa dell’approvazione di un giudice. Il caso riguarda il mancato rispetto da parte di Musk di una scadenza legale per la notifica alle autorità di regolamentazione dell’acquisto di un numero sempre maggiore di azioni Twitter in vista dell’operazione.
La Securities and Exchange Commission, l’agenzia federale che vigila sui mercati finanziari, nel gennaio 2025 ha affermato che Musk aveva superato tale termine di 11 giorni quando stava incrementando la sua posizione in Twitter all’inizio del 2022 e questo gli ha permesso di continuare ad acquistare a prezzi stracciati, risparmiando circa 150 milioni di dollari a spese degli altri azionisti che hanno venduto senza sapere cosa stesse succedendo. L’accordo con la Sec non obbliga, comunque, l’uomo più ricco del mondo a restituire le somme perse dagli altri azionisti. (riproduzione riservata)