Non sono soltanto i grandi fondi di private equity interessati al 49% detenuto da Partners Group in Telepass, l’operatore del telepedaggio controllato da Mundys della famiglia Benetton e da cui gli svizzeri vogliono uscire valorizzando l’investimento.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, anche alcuni player industriali hanno aperto il dossier. In particolare, nelle ultime settimane all’operazione, curata per il fondo elvetico dagli advisor Mediobanca e Ubs, hanno cominciato a guardare gli emiratini di Salik. Dal 2007 è l’operatore esclusivo del sistema di pedaggio autostradale a Dubai (concessione di 49 anni), controllato al 75,1% dal Dipartimento delle Finanze dell’Emirato (il restante 24,9% è quotato dal 2022 in borsa).
Nata societariamente nel 2022 come spin-off della Roads & Transport Authority di Dubai, Salik opera con un sistema di free flow con telecamere e ha riscosso nel 2024 quasi 600 milioni di euro di pedaggi che hanno fruttato circa 290 milioni di utili grazie a una popolazione e a flussi turistici in crescita e all’elevata penetrazione automobilistica nel Paese.
Partners starebbe ancora sondando gli interessi preliminari del mercato, fase che potrebbe durare fino a dicembre, mentre la gara effettiva dovrebbe partire a gennaio. Come raccontato da questo giornale (si veda quotidiano del 14 ottobre), anche Via Verde (la Telepass portoghese) sta guardando il dossier, oltre ai fondi di private equity Warburg Pincus, Bain, Stonepeak e Advent e al fondo pensione olandese Apg.
Via Verde è il più grande operatore autostradale portoghese, che fino allo scorso anno controllava anche il colosso infrastrutturale spagnolo Itinere, uno dei principali concessionari di strade a pedaggio nel nord della Spagna e concorrente di Abertis (gruppo Mundys). Partners - che nel 2021 avevano sborsato 1,05 miliardi per il 49% della società del telepedaggio - punta a valorizzare il 100% di Telepass circa 3,8 miliardi scommettendo anche sulla forte accelerazione commerciale impressa dal ceo Luciani, che grazie al raddoppio dei canoni mensili ha fatto salire i ricavi da 374 a 435,5 milioni (+16%) e l’ebitda da 158,8 a 180 milioni di euro (+13,3%).
Nel 2025 il repricing dispiegherà gli effetti sull’intero anno contabile. Va infine segnalato che sul mercato circola la voce secondo cui anche Mundys valuterebbe la vendita della propria quota di maggioranza, ma si tratta di un’indiscrezione che non trova conferme. (riproduzione riservata)