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Da sinistra Nicola ed Enrico Drago con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
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De Agostini, la nuova generazione parte piano: giù i conti ma la holding di Novara rafforza il profilo finanziario

31 luglio 2026, 23:00 Ultimo aggiornamento: 01 agosto 2026, 05:20

Primi conti della gestione dei fratelli Enrico e Nicola Drago. Ricavi e risultato netto rallentano, ma la holding di Novara rafforza il profilo finanziario e punta sulla crescita con Legami. Sminata la grana Dea Capital. Ora nuovo banco di prova con la gara per il Gratta&Vinci

È stato un anno di transizione quello che ha visto la salita della quarta generazione della numerosa famiglia dei Boroli-Drago sulla tolda di comando di De Agostini, conglomerata che la dinastia novarese controlla attraverso la cassaforte B&D Holding.
 

Dopo esperienze all’estero e gavetta interna, a giugno dello scorso anno Enrico (49 anni) e Nicola Drago (47 anni), i due figli di Marco Drago – storico presidente e, assieme a Lorenzo Pellicioli, autore della grande diversificazione del gruppo nato dal business degli atlanti e delle carte geografiche – sono stati nominati, rispettivamente, presidente e vicepresidente (entrambi esecutivi) di De Agostini. E ora, da comandanti in capo, Enrico e Nicola hanno firmato il primo bilancio del gruppo di famiglia.

De Agostini è una holding da circa 3 miliardi di valore (nav) che spazia dal settore delle lotterie e del gaming (Brightstar e Igt) ai media (Banijay e Atresmedia) e all’editoria (DeAgostini Editore) e dal business della formazione (Planeta) fino al pharma (Content Group), cioccolato (Venchi), retail (Legami) e all’asset management nel immobiliare (Dea Capital Re).

Il bilancio e le operazioni strategiche

Dopo un 2024 straordinario, caratterizzato dalle plusvalenze della riorganizzazione dell’americana Brightstar (ex Igt), il gruppo di Novara è tornato a misurarsi con una gestione più ordinaria, portando a termine alcune operazioni strategiche preparate dalla precedente gestione di Marco Sala. Le principali? L'avvio in Italia della nuova concessione del Lotto, l'integrazione di Content e il reinvestimento (con una quota di minoranza dell’11,4% in Igt) di parte della vendita del business del gaming e del digitale di Brightstar Lottery al fondo Apollo.

I numeri del bilancio: ricavi e redditività

Sul piano industriale, la prima gestione dei fratelli Drago ha registrato ricavi consolidati per 2,66 miliardi di euro, in lieve flessione (-1%) rispetto ai 2,7 miliardi del 2024. A frenare il fatturato è stato soprattutto il business delle lotterie, penalizzato dalla svalutazione del dollaro, valuta nella quale Brightstar realizza una parte significativa delle proprie attività, oltre che dall'effetto contabile degli ammortamenti dell'upfront fee versata per aggiudicarsi la nuova concessione del Lotto.
 

È il corrispettivo iniziale pagato dal concessionario per ottenere la licenza, spesato poi lungo la durata della concessione e che riduce quindi i ricavi contabilizzati.
A compensare solo in parte questi effetti ha contribuito il consolidamento per l'intero esercizio di Content, acquisito nel 2024. Anche la redditività operativa si è normalizza dopo il picco dell'anno precedente.

L'ebit è sceso a 539 milioni dai 684 milioni del 2024, risentendo sia della minore redditività operativa sia del contributo più contenuto delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto. La differenza più marcata è emersa nella parte finale del conto economico.

Il risultato netto consolidato si è più che dimezzato da 441 milioni a 131 milioni, mentre l’utile registrato dalla capofila De Agostini è salito da 83 a 111 milioni, permettendo al gruppo di girare ai suoi 57 azionisti di terza e quarta generazione un dividendo di 39 milioni. La cedola è sostanzialmente stabile rispetto ai 37 milioni del 2024.

Lo stato patrimoniale e la posizione finanziaria

Se il conto economico fotografa un esercizio meno brillante rispetto al precedente, è invece lo stato patrimoniale a raccontare il principale risultato raggiunto dalla nuova governance. La posizione finanziaria netta è migliorata di 1,87 miliardi, scendendo a 2,83 miliardi di indebitamento.

Il rafforzamento è derivato essenzialmente dall'incasso della vendita ad Apollo delle attività gaming & digital di Brightstar che si è concentrata sul business delle lotterie, risorse che hanno più che compensato sia il pagamento delle prime due tranche dell'esborso per la nuova concessione del Lotto sia la distribuzione straordinaria deliberata dall’operatore americano ai propri soci.

In altre parole, il gruppo è uscito dal primo anno della nuova gestione con un profilo finanziario decisamente più solido e con maggiore flessibilità per sostenere nuovi investimenti.

Gli investimenti: l'ingresso in Legami

Sul finire del 2025 i due fratelli Drago, coadiuvati dai top manager Alessandro Vergottini (direttore operativo) e Andrea Casarotti (chief investment officer) che sono saliti con la presa di potere dei nuovi vertici, hanno messo a segno il primo vero atto della loro gestione. Un investimento che ha aggiunto al portafoglio una nuova gamba di business.

Sborsando circa 230 milioni, De Agostini ha acquisito il 42% di Legami, catena di negozi di cartoleria e articoli da regalo, un’azienda da affiancare nel percorso di internazionalizzazione. È un investimento di minoranza sulla falsariga di quello messo a segno nel 2024 da De Agostini in Venchi a cui la holding novarese offre la propria expertise nella crescita all’estero che ha fatto le fortune del gruppo.

Come rivelato da MF-Milano Finanza (si veda il quotidiano del 17 giugno), De Agostini ha appena aperto il dossier della vendita del 10% (scenderebbe al 32%) di Legami. Il motivo? Valorizzare subito parte dell’investimento sfruttando la forte crescita nel 2025 della catena su ricavi ed ebitda.

Con il nuovo anno i fratelli Drago hanno chiuso la vendita della controllata Dea Capital Alternative a Green Arrow, pare con una minusvalenza di 25 milioni, e hanno appena sminato i rilievi della vigilanza di Bankitalia sulle procedure interne di antiriciclaggio in Dea Capital Re. La sgr che opera nell’immobiliare ha preparato un piano di remiedies e ha rinnovato i vertici con due figure di garanzia ex Cdp come Giancarlo Scotti ed Emiliano Ranati. All’orizzonte c’è la gara per il Gratta&Vinci, nuovo banco di prova per la quarta generazione. (riproduzione riservata)



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