La società di soluzioni fintech e AI Farport Software entra nel gruppo Ppk Innovation, specializzato in software B2B, che si prepara ora a un round di finanziamento da 8 milioni di euro.
La nuova raccolta arriva dopo un round pre-seed da 3 milioni chiuso nel 2025 e finalizzato alla creazione di un hub del software B2B. Le nuove risorse sosterranno il completamento del piano industriale e l’espansione dell’ecosistema integrato. Il round, già parzialmente sottoscritto, è coordinato da Dereck Ofosu (già in Moonstone ed m&a e corporate finance manager in Kpmg) e riservato a un network qualificato di investitori.
Il pre-seed aveva visto la partecipazione di un network di investitori e advisor, tra i quali Nicola Milone (già in Microsoft e Red Hat), Valerio Fallucca (già direttore generale di Ing Retail), Marco Bragadin (ceo Datlas Group, già ceo Ing Italia), Carlo Fagioli (Effe Holding) Antonio Giuseppe Di Pietro (avvocato in ambito innovazione e m&a, già co-fondatore Lequent e 36Brains), Pierfrancesco Gherardi (già managing director di Digital De Agostini e partner di Bain & Company), Massimo Tornato (già alliance manager di Spindox), oltre ad altri manager e imprenditori.
L’ingresso di Farport Software porta nel gruppo competenze nello sviluppo di infrastrutture di pagamento per istituti finanziari, oltre a una piattaforma proprietaria di AI Orchestration progettata per integrare i principali modelli di intelligenza artificiale nei processi aziendali. La società vanta inoltre una presenza consolidata nella sanità digitale e nella formazione specialistica attraverso una piattaforma dedicata alla validazione delle competenze e delle soft skills.
Tra i clienti del gruppo figurano TeamSystem, Engineering, Q8, CA Auto Bank, Kpmg e Buffetti Finance. Sul fronte istituzionale e accademico collaborano inoltre realtà come Ispra Sapienza Università di Roma e Polimi Graduate School of Management.
«L’ingresso di Farport Software è una mossa precisa», commenta Antonino Cilluffo, ceo di Ppk Group. «Aggiungiamo competenze che operano dove il software non può sbagliare: infrastrutture di pagamento, compliance normativa, ambienti regolati. È un profilo mission critical e cerchiamo esattamente questo tipo di specializzazione verticale». (riproduzione riservata)