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Tasso di interesse, questo sconosciuto. Bankitalia certifica l’impreparazione degli investitori
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Tasso di interesse, questo sconosciuto. Bankitalia certifica l’impreparazione degli investitori

di Salvatore Licciardello
17 ottobre 2023, 16:15 Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2023, 14:30

I risultati dell’indagine sull’alfabetizzazione economica e le conoscenze di base in materia di finanza digitale in Italia. Per 7 italiani su 10 le criptovalute sono monete con corso legale. Il confronto con l’Europa e il punteggio per ogni segmento della popolazione

Ancora bocciati e senza speranze: per 7 italiani su 10 le criptovalute sono monete con corso legale. La finanza personale resta una sconosciuta per gli italiani, insufficienti in economia e nella gestione degli investimenti, perciò facili prede di imbonitori o dell'erosione del tenore di vita indotta dall'inflazione. Nel 2023 l’indicatore complessivo di alfabetizzazione finanziaria è risultato pari a 10,6 su una scala da 0 a 20.

L’alfabetizzazione finanziaria aumenta al crescere del titolo di studio, ma si tratta di differenze marginali e non decisive. Le persone con licenza media o inferiore hanno in media 9,5 punti mentre i diplomati e i laureati ottengono rispettivamente 11,0 e 11,8 punti. Il punteggio è minore tra i giovani tra 18 e 34 anni (9,8) e nella popolazione con oltre 64 anni (10,3). Vi è un divario di genere che penalizza le donne il cui punteggio, pari a 10,4, è inferiore di 0,4 punti rispetto a quello degli uomini.

Nel complesso la situazione è lievemente migliorata (da 10,2 nel 2020 a 10,6 nel 2023. Un progresso riconducibile alle componenti di comportamento (da 4,2 a 4,6) e atteggiamento (da 2,0 a 2,3). Al contrario, la componente delle conoscenze è lievemente diminuita (da 3,9 a 3,7).

Educazione finanziaria, l’analisi della Banca d’Italia 

La Banca d’Italia conduce dal 2017, con cadenza triennale, un’indagine campionaria sull’alfabetizzazione finanziaria e le competenze finanziarie in Italia (IACOFI) con i metodi dell'International Network on Financial Education (Infe) dell'Ocse. Nell’edizione del 2023 sono state introdotte per la prima volta domande che rilevano le competenze di finanza digitale degli intervistati. È stato coinvolto un campione di poco meno di 5.000 individui di età compresa tra i 18 e i 79 anni residenti in Italia rappresentativo della popolazione secondo parametri socio-demografici: area geografica, ampiezza del comune, genere, età e istruzione.

L’alfabetizzazione finanziaria è misurata da un indicatore che aggrega tre dimensioni: conoscenze, comportamenti e atteggiamenti. Le conoscenze rilevano la familiarità con i seguenti concetti: inflazione, tasso di interesse, differenza tra tasso di interesse semplice e composto, diversificazione del rischio. I comportamenti si riferiscono alla gestione delle risorse finanziarie nel breve e nel lungo termine: fissazione di obiettivi finanziari, programmazione delle risorse, puntualità nei pagamenti, risparmio negli ultimi mesi. Le domande sugli atteggiamenti rilevano l’orientamento degli individui al risparmio, soprattutto di tipo precauzionale, in un’ottica di lungo periodo e l’accortezza nell’uso del denaro.

L’edizione 2023 dell’indagine condotta da Bankitalia rileva per la prima volta le competenze di finanza digitale in Italia. Le domande sulle conoscenze rilevano se l’intervistato conosce la differenza tra criptoattività e denaro, se ha familiarità con i contratti stipulati mediante l’uso della firma digitale e se è consapevole che la diffusione online dei dati personali consente la stesura di profili utilizzabili a fini commerciali; i comportamenti verificano l’abitudine a modificare le password usate per gestire la finanza personale e gli acquisti online, l’accortezza nella condivisione di password per l’accesso a conti di deposito e la propensione a verificare se i fornitori di servizi finanziari digitali sono sottoposti alla regolamentazione nazionale.

L’indicatore complessivo di finanza digitale è pari a 4,4 su una scala da 0 a 10. I punteggi variano in base ad alcune caratteristiche delle persone: sono maggiori tra chi è più istruito; sono più alti nelle regioni del Nord e tra gli adulti tra 35 e 64 anni. Nel punteggio complessivo di finanza digitale vi è un divario di genere che penalizza le donne (4,4 punti contro i 4,5 degli uomini) e che risulta inferiore, in termini percentuali, a quello rilevato nell’alfabetizzazione finanziaria.

L’indicatore sulle conoscenze in finanza digitale misura 1,2 su una scala da 0 a 3. Tra gli aspetti più interessanti si evidenzia che circa il 70 per cento degli intervistati ritiene che le cripto-attività hanno lo stesso corso legale del denaro e che per il 63 per cento i contratti conclusi digitalmente non hanno valore legale; metà degli intervistati non è consapevole del fatto che la diffusione online di informazioni personali rende possibile delineare alcune preferenze individuali e personalizzare le offerte commerciali.

L’indicatore sui comportamenti in finanza digitale è pari a 2, su una scala da 0 a 4. Tra i risultati si sottolinea che il 30 per cento degli intervistati dichiara di condividere con amici la password del conto di deposito o di diffondere online informazioni sulla propria situazione finanziaria; meno del 30 modifica le password con regolarità; infine, poco meno del 20 controlla se i fornitori di servizi finanziari acquistati online sono soggetti regolamentati. L’indicatore sugli atteggiamenti in finanza digitale è pari a 1,2 su una scala da 0 a 3. Solo il 32 per cento degli intervistati presta attenzione alla sicurezza dei siti internet prima di concludere transazioni e solo il 40 è consapevole che le reti pubbliche wi-fi non garantiscono la sicurezza negli acquisti; il 50 non presta attenzione alle condizioni contrattuali quando effettua acquisti online. (riproduzione riservata)



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