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La piattaforma di MedITech e LíAbcd Edutainment per líinnovazione di didattica e apprendimento

AI e 3D dentro la formazione

Contact AI unisce docenti, studenti e contenuti in un ecosistema

di Sergio Governale
24/07/2026 15:17

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AI e 3D dentro la formazione

L’
innovazione tecnologica entra nelle aule con l’obiettivo di affiancare docenti e studenti, combinando intelligenza artificiale, contenuti tridimensionali e realtà aumentata in un unico ambiente di apprendimento. È il percorso avviato dal centro di competenza MedITech insieme con L’Abcd Edutainment, impresa innovativa attiva nella progettazione di soluzioni per la digitalizzazione e la tecnologia 3D per il settore Educational e distributore in Italia di zSpace, attraverso la piattaforma Contact AI.

Al centro della collaborazione c’è una piattaforma progettata per mettere in relazione docenti, studenti, contenuti didattici e modelli tridimensionali. Contact AI associa in modo nativo testi e modelli 3D, consentendo ai docenti di caricare lezioni e materiali per creare un database dedicato a ciascun istituto e a ogni materia. Per gli studenti, invece, il sistema diventa un tutor che utilizza esclusivamente i contenuti caricati dagli insegnanti, mentre entrambi possono visualizzare, ruotare e manipolare modelli tridimensionali anche in realtà aumentata, trasformando i concetti in esperienze interattive.

«L’innovazione della didattica passa dalla capacità di mettere in relazione tecnologie diverse e competenze complementari per costruire esperienze di apprendimento più coinvolgenti, personalizzate e accessibili. La collaborazione con L’Abcd Edutainment rappresenta in questo senso un esempio concreto di come la relazione dinamica tra intelligenza artificiale, contenuti testuali e realtà aumentata possano contribuire a trasformare il modo in cui studenti e docenti interagiscono con la conoscenza», spiega Angelo Giuliana, direttore generale di MedITech. «Per MedITech, la formazione è da sempre uno degli ambiti strategici su cui sperimentare l’impatto delle tecnologie emergenti: è anche in questa direzione che si inserisce il lavoro del centro di competenza sul progetto 5Gined, che promuove l’inclusione e la formazione dei cittadini di aree svantaggiate di Napoli e Matera attraverso il ricorso alla connettività 5G e alle tecnologie emergenti. L’obiettivo comune è costruire ecosistemi in cui la tecnologia non sostituisca la relazione educativa, ma la potenzi, rendendo l’apprendimento più immersivo, interattivo e vicino alle esigenze di chi insegna e di chi apprende», aggiunge.

Sulla stessa linea Nicola D’Ambrosio, ceo di L’Abcd Edutainment: «Con Contact AI stiamo lavorando a un modello in cui intelligenza artificiale, contenuti testuali e modelli tridimensionali dialogano all’interno di un unico ecosistema, offrendo a docenti e studenti modalità di interazione con la conoscenza più dinamiche e personalizzate. Il confronto con un centro di competenza come MedITech ci consente di rafforzare questo percorso e di accelerare l’applicazione concreta delle tecnologie emergenti nel settore Education».

L’iniziativa si inserisce nel progetto europeo 5Gined, coordinato da MedITech, che punta a favorire inclusione e formazione nelle aree svantaggiate di Napoli e Matera attraverso la connettività 5G e le tecnologie emergenti. Il progetto utilizza un modello di hybrid classroom per sperimentare nuove modalità formative rivolte ad aziende, giovani Neet, donne e cittadini, con applicazioni che spaziano dal trasferimento di competenze tecnologiche al supporto dell’apprendimento Stem fin dall’infanzia tramite robotica, realtà virtuale, gamification e intelligenza artificiale. 

Peugeot e Strate School of Design plasmano il futuro della mobilità 

AI e 3D dentro la formazione

La formazione come ponte tra università e industria è al centro della partnership siglata da Peugeot e Strate School of Design. L’accordo punta a coinvolgere gli studenti in progetti concreti per prepararli ad affrontare le sfide della mobilità del futuro, mettendoli a diretto contatto con il lavoro di un marchio automobilistico e con le dinamiche del settore.

Peugeot e Strate School of Design, istituzione specializzata nella formazione al design e all’innovazione, hanno avviato una collaborazione finalizzata a sostenere la creatività, l’innovazione e lo sviluppo dei designer delle nuove generazioni. Nell’ambito dell’iniziativa, gli studenti saranno chiamati a lavorare su progetti di design che riguardano la mobilità futura, l’esperienza utente e le tecnologie emergenti, affiancati dagli esperti del design Peugeot e dai docenti della scuola. L’obiettivo è offrire un’esperienza diretta dell’industria automobilistica attraverso attività legate a casi reali.

Per Peugeot, la collaborazione rappresenta anche un’occasione per individuare e seguire i talenti del design, mentre i progetti sviluppati dagli studenti diventano uno spazio di sperimentazione utile a interpretare le esigenze future della mobilità. «Questa partnership riflette il nostro impegno ad avvicinare accademia e industria, al fine di promuovere soluzioni innovative alle sfide della mobilità sostenibile. Ci permette inoltre di interagire e supportare i giovani talenti del design fin dalle prime fasi del loro percorso educativo», commenta Matthias Hossann, Peugeot design director.

Anche Strate School of Design sottolinea il valore dell’iniziativa come percorso di formazione sul campo. «Questa collaborazione offre ai nostri studenti un’opportunità eccezionale di affrontare le realtà e le ambizioni di un settore in profonda trasformazione. Lavorando insieme a un team di design automobilistico di fama internazionale, celebrato per la sua audacia, acquisiscono un’esperienza diretta delle sue metodologie, competenze ed elevati standard. In cambio, offre a Peugeot preziose intuizioni su come questa nuova generazione di designer immagina le sue applicazioni nel design, la sua percezione del marchio, il suo rapporto con la mobilità e le future narrazioni che lo plasmano», osserva Mike Levy, capo del Dipartimento di Progettazione dei Trasporti e della Mobilità presso Strate School of Design. 

Plena: know-how e made in Italy Otto diplomati su dieci lavorano

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L’occupabilità dei diplomati si conferma uno degli indicatori della domanda di competenze nelle filiere del made in Italy. A evidenziarlo è un’indagine realizzata da un gruppo indipendente di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dell’Associazione Nestore sugli esiti occupazionali degli studenti delle scuole di Plena Education, hub dedicato all’alta formazione nelle discipline creative, manageriali e progettuali del made in Italy, partecipato dal fondo Kyip Capital.

L’indagine ha preso in esame un campione di 1.765 diplomati degli anni accademici 2018-19, 2020-21 e 2022-23, rilevando un tasso di occupazione complessivo dell’82% tra gli studenti coinvolti. Il dato comprende anche chi ha conseguito il titolo più di recente ed è ancora nella fase iniziale di ingresso nel mercato del lavoro. Tra i diplomati che hanno ottenuto il titolo da tre anni, il tasso di occupazione sale al 96,8%.

Lo studio evidenzia anche tempi di inserimento rapidi. Quasi il 42% dei diplomati ha iniziato a lavorare durante il percorso di studi o subito dopo il conseguimento del titolo, mentre oltre tre studenti su quattro risultano occupati entro i primi sei mesi dal diploma. Sul fronte della coerenza tra formazione e attività svolta, il 47,5% degli occupati dichiara che il proprio lavoro è «fortemente congruente» con le competenze acquisite durante gli studi.

La maggior parte dei diplomati trova impiego nel settore privato, che assorbe il 72,3% degli occupati. Il 36,3% ha un contratto a tempo indeterminato, mentre il 23% svolge un’attività autonoma come libero professionista o imprenditore. L’82,4% lavora in Italia, con Lazio, Veneto e Lombardia tra le principali aree di destinazione, mentre il 17,6% ha trovato occupazione all’estero.

Positivo anche il giudizio espresso dagli ex studenti sul percorso formativo: oltre il 72% considera la formazione ricevuta molto o abbastanza utile per il proprio percorso professionale e il 60,3% consiglierebbe il corso frequentato.

«Questi risultati confermano quanto sia oggi strategico investire in una formazione altamente specializzata e strettamente connessa alle esigenze delle imprese. Le filiere del made in Italy rappresentano un motore di occupazione e crescita, ma richiedono competenze sempre più verticali, progettuali e immediatamente spendibili», commenta Alessandro Montel, ceo di Plena Education. (riproduzione riservata)

 


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