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Tassi Bce, in arrivo un altro taglio nel consiglio del 17 aprile: ecco come influiranno i dazi di Trump
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Tassi Bce, in arrivo un altro taglio nel consiglio del 17 aprile: ecco come influiranno i dazi di Trump

15 aprile 2025, 21:30 Ultimo aggiornamento: 21:44

 Il consiglio direttivo Bce con ogni probabilità abbasserà i tassi dal 2,5% al 2,25%. La riduzione è motivata dall’effetto dazi sul pil, dall’aumento dell’incertezza, dal calo dei prezzi dell’energia e dal rafforzamento dell’euro

La Bce è pronta a tagliare i tassi dal 2,5% al 2,25% nel consiglio direttivo di domani. Sarebbe il settimo taglio da giugno, quando erano al 4%. La riduzione sarebbe stata più incerta in assenza dei dazi annunciati da Donald Trump. Ora i mercati sono certi della sforbiciata e vedono almeno altre due riduzioni quest’anno. Il quadro non è cambiato in misura significativa dopo la «pausa» indicata dagli Usa il 9 aprile. Tutti gli ultimi sviluppi economici sono andati nella direzione di una minore crescita e di un’inflazione più bassa nell’Eurozona.

L’effetto dazi

Sul pil peseranno le minori esportazioni negli Usa, l’aumento dell’incertezza e le condizioni finanziarie più rigide. La discesa dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% sarà accelerata anche dal calo dei prezzi dell’energia e dal probabile arrivo sul mercato Ue di una grande quantità di prodotti cinesi a basso costo (in cerca di nuovi sbocchi a causa delle tariffe negli Usa).

Inoltre il carovita frenerà per l’inatteso rafforzamento dell’euro dopo i dazi Usa: la presidente Christine Lagarde aveva previsto un indebolimento della moneta unica, quindi è ora superata la sua stima dei giorni scorsi di un possibile aumento dell’inflazione dello 0,5% a causa dei dazi Usa.

Un possibile fattore al rialzo sul carovita è legato agli eventuali controdazi Ue, ma sulla materia l’Europa ha finora mostrato grande cautela. Così i rischi sull’inflazione sono ora soprattutto al ribasso. Le nuove proiezioni Bce saranno pubblicate a giugno, ma oggi indicherebbero con ogni probabilità una minore crescita e una minore inflazione rispetto alle previsioni di marzo.

Alcuni governatori come il francese François Villeroy de Galhau e il finlandese Olli Rehn si sono espressi a favore di un taglio. Anche i falchi dovrebbero essere d’accordo. Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel ha evidenziato l’impatto «rilevante» dei dazi per la crescita.

Le attese di mercato

Alcune divergenze potrebbero emergere nella comunicazione sulle prossime mosse, non sulla decisione di domani. Secondo Unicredit, Lagarde non prenderà impegni ma «probabilmente suggerirà che è appropriato un ulteriore allentamento monetario».

Goldman Sachs si aspetta che la Bce tolga il riferimento a una politica monetaria «meno restrittiva in modo significativo», ma Lagarde potrebbe segnalare «più preoccupazione sulla crescita a causa delle tensioni commerciali» e «timori ridotti sull’impatto inflazionistico dei dazi».

Per Bofa la comunicazione sarà «da colomba sull’outlook» e inoltre Lagarde in modo indiretto potrebbe lasciare aperta la porta a una riduzione dei tassi sotto il livello neutrale (stimato in media tra 1,75 e 2,25%). Secondo gli analisti della banca americana il consiglio direttivo discuterà dei rischi di inflazione sotto l’obiettivo del 2%.

Bofa e Goldman Sachs prevedono un tasso finale all’1,5%, mentre per Unicredit sarà all’1,75%. Per Ing «le tensioni commerciali e l’elevato livello di incertezza potrebbero costringere la Bce a tagliare i tassi più di quanto non voglia ammettere».

Quanto alla volatilità di mercato ad aprile, Unicredit ha osservato che la liquidità resta abbondante ma in caso di necessità la Bce potrebbe varare nuovi rifinanziamenti o rallentare/fermare la riduzione del bilancio.

Ieri intanto il Bank Lending Survey ha mostrato che i tagli dei tassi Bce «hanno sostenuto la domanda di mutui nell’area euro, ma si stanno rivelando insufficienti a rilanciare la domanda delle imprese», secondo Barclays. Inoltre gli standard creditizi hanno continuato ad inasprirsi per le imprese.

La produzione industriale nell’Eurozona ha recuperato a febbraio (+1,1%) ma nei prossimi mesi aumenteranno i rischi di frenata a causa dei dazi. (riproduzione riservata)



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