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Sull'iPhone X ci si mette la faccia

di Johanna Stern
Milano Finanza - Numero 217 pag. 13 del 04/11/2017

La peculiarità del nuovo iPhone è l’accesso tramite il riconoscimento del volto. Ci vuole un po’ per fare pratica, ma poi basta uno sguardo e si è dentro. Cappelli e occhiali? Non sono un problema. Ma con i gemelli...

Non c’è quasi nulla da ridire sulla tecnologia per scansione facciale di iPhone X, se non che abbia omesso di avvertirmi del frammento di lattuga che ho avuto tra i denti per mezza giornata. Mi riconosce al buio, e anche quando metto gli occhiali da sole o sono struccata, malgrado fatichi a identificarmi con indosso vistosi baffi e sopracciglia alla Groucho Marx. (È una battuta, Apple!)
Come noto, il nuovo smartphone della casa di Cupertino non ha più il tasto Home dove era alloggiato TouchID, il sensore per impronte digitali. Al suo posto c’è FaceID, un complesso sistema di camere e sensori che converte il tuo volto in una chiave di accesso.


È la principale differenza tra l’attesissimo iPhone del decimo anniversario e i tanti dimenticabili predecessori degli ultimi anni. Ecco perché ho deciso di dedicare le prime 24 ore con il mio X a mettere alla prova esclusivamente le nuove funzioni di riconoscimento facciale. Apple ha reso disponibili i dispositivi per le recensioni solo lunedì, ma presto ne compilerò anche una completa che includa una vasta gamma di test della batteria e della fotocamera.

Si resterebbe sorpresi nel sapere quanti volti si riflettono sul display di un telefono nell’arco di una giornata. Quindi ho elaborato una serie di esperimenti per valutare l’uso più o meno quotidiano della tecnologia per l’identità biometrica.
Nell’uso quotidiano ci si abitua rapidamente a sbloccare con uno sguardo. Innanzitutto si registra il viso nell’interfaccia FaceID facendo due paia di rotazioni della testa. Queste informazioni vengono memorizzate sul telefono, in un luogo sicuro. Non vengono trasmesse ai server di Apple. Una volta impostato, tutto quello che devi fare è guardare verso il tuo telefono per sbloccarlo. Sai che è sbloccato quando vedi il piccolo lucchetto aperto sulla schermata. Uno swipe verso l’alto e sei dentro. È molto più veloce di quanto mi aspettassi, principalmente perché puoi iniziare a scorrere con il dito mentre legge il tuo volto. Si accede in meno di un secondo nella maggior parte dei casi. Ma ci sono un paio di intoppi: devi riservare un minimo di attenzione visiva al telefono. Non riconoscerà un profilo.


Ecco altri dettagli che ho riscontrato durante il mio test:
a) Cappelli, sciarpe, orecchini, occhiali e altri accessori di uso quotidiano non danno problemi. Averli addosso non ha rallentato il processo di riconoscimento, anche se i miei occhiali in alcuni casi sembravano limitarlo, forse avevo il telefono troppo vicino al viso. Apple raccomanda di tenerlo a una distanza di 25-50 cm.
b) Neanche i due diversi paia di occhiali da sole che ho provato hanno interferito. La luce solare diretta invece sì: ho dovuto leggermente adeguare la mia posizione.


c) Nessun problema al buio. Dal sedile posteriore di una macchina scura di notte e in una camera da letto in cui era buio pesto.
d) Apple dice che FaceID impara e cresce con te, ecco perché scherzare con un paio di baffi a manubrio o sopracciglia che somigliano a un procione fa impazzire iPhone X. Fatti pure crescere dei baffi da sballo e dovrebbe funzionare, anche se con un paio alla Groucho Marx non potrà mai andare poiché il sistema ha bisogno di vedere gli occhi, il naso e, sì, anche la bocca.
e) Il processo di login non ha rallentato con la registrazione di volti di diversi colori e toni della pelle, a differenza di altri sistemi di riconoscimento facciale più arretrati.


f) L’utilizzo di Apple Pay è la ragione per cui TouchID mi è mancato di più. Per quanto si debba soltanto guardare il telefono per convalidare, è comunque un’altra cosa a cui pensare alla cassa. Non sarà mai naturale quanto usare un dito.
Per quanto riguarda foto del volto e maschere, ce l’ho messa tutta per scattare una foto in grado di ingannare X: ho fissato con del nastro adesivo il ritaglio della mia faccia, l’ho incollato su uno stecco per ghiaccioli, ho anche provato a orientare una foto sul mio iPhone 7 verso il nuovo iPhone X. Se ho ingannato Galaxy Note 8 più di una volta con il ritaglio della mia sagoma, niente di tutto questo ha smosso X. Se riconosce un volto, ma non è il tuo, l’icona del blocco lampeggia.


È comprensibile che una foto non funzionasse. Il sofisticato sistema di Apple sfrutta due camere e proietta punti infrarossi per misurare la profondità del viso. Ma che cosa può avere profondità? Una maschera, una vera maschera teatrale.
Sì, ho realizzato una maschera in silicone del mio viso. Beh, non l’ho fatta io; ci ha pensato Marc Fields di Compleat Sculptor, un’azienda di New York che segue gli artisti nell’apprendimento di tecniche per la costruzione di protesi e maschere. La scorsa settimana sono andata nel suo ufficio e mi sono fatta spalmare sul viso una manciata di melma (tecnicamente un composto modellabile in silicone) e gesso per creare lo stampo.
Lunedì scorso sono tornata con la mia collega Denise e iPhone X. Abbiamo applicato del makeup alla mia maschera e Marc l’ha assicurata al volto di Denise. La maschera non aveva la mia pelle liscia, gli occhi e gli altri elementi che caratterizzano l’aspetto umano, ma la forma - dal contorno delle mie guance al mio naso - sembrava una copia carbone.
Durante questo test ho scoperto che gli occhi devono essere aperti perché FaceID funzioni. Così abbiamo tagliato via gli inquietanti occhi della sagoma. La mia missione era davvero impossibile: FaceID sapeva che era la faccia di qualcuno, ma non si è lasciato beffare che fossi io.
Ma che succede nel caso dei gemelli?


Secondo il gruppo di Cupertino, le probabilità che una persona qualsiasi sblocchi il tuo iPhone X guardandolo è una su un milione, ma sono molto maggiori per i gemelli identici o i fratelli che si assomigliano molto. Dunque se il tuo coinquilino non può accedere, forse il tuo compagno di utero sì.
Con l’aiuto di tre adorabili gemelli omozigoti di otto anni l’ho dimostrato. Dopo che Declan Lyons ha registrato la sua faccia, entrambi i suoi fratelli Kormac e Kevin sono stati in grado di sbloccare il telefono. I tre sembravano molto più entusiasti di avere sconfitto il sistema piuttosto di temere che un giorno i fratelli avrebbero potuto forzare i rispettivi iPhone. (Non è obbligatorio utilizzare FaceID; puoi fare affidamento sul codice di accesso, se preferisci).


Nota importante: Apple dice che nei bambini al di sotto dei 13 anni la probabilità può variare, soprattutto nel tempo, poiché i loro lineamenti si sviluppano e cambiano più velocemente rispetto a un adulto.
Non tutti i gemelli - o i fratelli che si assomigliano molto - possono ingannare FaceID. Pamela Weinsaft e la sua gemella, Meryl Cooper, hanno registrato i loro volti e nessuna delle due è riuscita a sbloccare il telefono dell’altra.
Bilancio finale? FaceID è sicuro, veloce, affidabile e molto facile da usare.
traduzione di Giorgia Crespi

 

Please click here to read this article in English on The Wall Street Journal


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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