Il filo conduttore che attraversa le principali operazioni concluse a maggio 2026 è la crescente concentrazione di capitali verso due asset class considerate strategiche dagli investitori: healthcare e debito corporate. Insieme, questi comparti hanno catalizzato oltre 20 miliardi di euro di operazioni, confermando alcune delle tendenze più significative del mercato italiano e internazionale.
L’healthcare si conferma il settore più attrattivo per il capitale globale. Da sola, l'offerta pubblica promossa da Cvc e Groupe Bruxelles Lambert su Recordati vale oltre 10 miliardi di euro e rappresenta una delle più importanti operazioni europee dell'anno. Il delisting del gruppo italiano testimonia come il private equity continui a individuare nel settore farmaceutico un bacino di crescita stabile, caratterizzato da elevata generazione di cassa, barriere all'ingresso e forte capacità di espansione internazionale.
Nella stessa direzione si colloca l'acquisizione di Catalyst Pharmaceuticals da parte di Angelini Pharma per circa 4,1 miliardi di dollari. L'operazione consente al gruppo italiano di rafforzarsi nel mercato statunitense delle malattie rare e neurologiche, uno dei segmenti a maggiore crescita dell'intera industria farmaceutica. Considerando insieme le due operazioni, il comparto healthcare ha generato transazioni per oltre 13 miliardi di euro, una cifra che rappresenta la parte predominante del valore complessivo rilevato nel mese.
Secondo grande protagonista è il mercato obbligazionario. Le emissioni realizzate da UniCredit, Fineco Bank, Cassa Centrale Banca, Banca Sella, Intesa Sanpaolo Assicurazioni, Webuild e Ferrovie dello Stato superano complessivamente i 3,2 miliardi di euro. Un dato che evidenzia come il mercato del debito continui a rappresentare il principale strumento di raccolta per istituzioni finanziarie e grandi gruppi industriali.
Le banche sono particolarmente attive nel rafforzamento delle proprie fonti di funding e dei coefficienti patrimoniali, mentre le grandi aziende utilizzano il mercato per ottimizzare la struttura finanziaria e allungare le scadenze del debito. È il caso di Webuild, che ha destinato i proventi dell'emissione da 500 milioni al rifinanziamento di passività esistenti, oppure di Ferrovie dello Stato, che ha raccolto ulteriori risorse per sostenere il rinnovo della flotta ferroviaria nazionale.
L’analisi ha evidenziato anche la vitalità della finanza strutturata e delle pmi. Cartolarizzazioni immobiliari, operazioni su portafogli npl e strumenti dedicati al microcredito hanno continuato ad attrarre investitori specializzati, mentre minibond e private debt hanno sostenuto programmi di crescita industriale in comparti tradizionali come agroalimentare e servizi finanziari.
Un quadro che mostra come il mercato italiano stia ampliando progressivamente la gamma di strumenti disponibili per finanziare imprese, infrastrutture e progetti di sviluppo, affiancando ai grandi deal internazionali un tessuto diffuso di operazioni a supporto dell'economia reale. (riproduzione riservata)
*direttore responsabile
di Global Legal Chronicle
e co-founder di More Legal