In un momento di mercato complesso e incerto per le nuove quotazioni, arriva dal mondo legale e fiscale una proposta di ipo. Andersen Us, lo studio fiscale parte del gruppo Andersen Global, ha infatti presentato in via riservata richiesta di quotazione a Wall Street alla Securities and Exchange Commission (Sec). La società ha fatto sapere che il numero di azioni offerte e l’intervallo di prezzo non sono ancora stati determinati e che la proposta sarà soggetta alla classiche revisioni della Sec.
L’azienda di consulenza legale e fiscale con sede a San Francisco è tra le poche che stanno portando avanti i propri piani di ipo, nonostante le turbolenze del mercato scatenate dai dazi del presidente Donald Trump e i timori di una potenziale recessione. Secondo quanto riportato da Reuters, la fintech svedese Klarna e la società con sede a San Francisco Chime, che si prevedeva sarebbero state tra le maggiori società quotate quest’anno, hanno sospeso i loro piani di ipo.
Con oltre 14 mila professionisti nel mondo e più di 2.000 partner globali che operano in oltre 400 sedi in più di 170 Paesi, Andersen è in grado di offrire servizi a un’ampia gamma di clienti, dalle multinazionali alle imprese a conduzione familiare, fino ai privati. Il gruppo è presente in Italia dal 2017 con Andersen Tax & Legal che nel 2023 ha siglato un accordo di integrazione con lo studio Conti & Partners con l’obiettivo di creare una business unit corporate finance advisory. Il nuovo gruppo lavora in stretta collaborazione con le altre due divisioni di Andersen, tax e legal, per offrire una gamma completa di servizi integrati ai clienti.
«Siamo da tempo a conoscenza di questa iniziativa intrapresa dai nostri soci statunitensi, i quali hanno naturalmente condiviso e discusso l’iniziativa stessa con gli altri membri di Andersen Global», spiega a MF-Milano Finanza Andrea De Vecchi, ceo di Andersen Italia. «Riteniamo che si tratti di un’operazione di grande respiro, volta a reperire le risorse finanziarie necessarie per sviluppare nuove tecnologie, ampliare il network internazionale, dare un significativo impulso alla crescita e investire in un contesto caratterizzato da una disponibilità limitata di risorse. Siamo convinti che tale iniziativa possa rivelarsi vantaggiosa, generando ricadute positive per il nostro come per gli altri studi membri di Andersen Global». (riproduzione riservata)