Le autorità di regolamentazione dei titoli stanno indagando sulla vendita di criptovalute da 50 milioni di dollari e persone che hanno familiarità con la vicenda hanno riferito che l’accertamento prevede anche di verificare se un importante imprenditore del bitcoin abbia infranto la legge partecipando alla raccolta di fondi. L’imprenditore, Erik Voorhees, è il ceo di ShapeShift, un exchange di asset digitali che si sospetta sia stato usato per riciclare milioni di dollari di presunti guadagni illeciti, come riportato dal Wall Street Journal all’inizio di quest’anno. Funzionari delle forze dell’ordine negli Stati Uniti e all’estero hanno esaminato il ruolo di ShapeShift nella gestione di asset in diversi procedimenti penali. Ora la Sec sta indagando su un’altra società affiliata a Voorhees, Salt Lending Holdings. La società, che concede prestiti a persone che utilizzano criptovalute come collaterale, a febbraio ha ricevuto una citazione dalla Sec, alla ricerca di documenti relativi a una vendita di 50 milioni di dollari in token digitali che si è tenuta l’anno scorso.
I regolatori stanno valutando se la vendita di token di Salt avrebbe dovuto essere registrata presso la Sec come offerta titoli; in che modo gli affiliati di Salt hanno ricevuto i token; come sono stati utilizzati; e se l’attività di fundraising mentre Voorhees serviva nel board di Salt costituisca una violazione di un accordo del 2014 con la Sec che inibiva l’imprenditore da tale tipologia di raccolta di fondi. Un portavoce della Sec non ha voluto commentare. L’indagine su Salt si presenta nel bel mezzo di un’ondata di accertamenti promossi dalla Sec a carico di società legate al mondo delle criptovalute. Secondo gli enti di disciplina, molte delle offerte violano le leggi per la tutela degli investitori perché non forniscono agli acquirenti informazioni finanziarie necessarie e la dovuta notificazione del rischio.
Voorhees è un critico della regulation e in una recente intervista pubblicata sul canale YouTube Nbtv si è riferito alle valute sostenute dai governi come a delle «truffe». In un’intervista al Wsj, l’estate scorsa ha detto che «tutta questa storia che il governo voglia proteggere la gente è una cavolata totale», aggiungendo che gli exchange come ShapeShift non dovrebbero seguire le leggi federali, che impongono alle società finanziarie di sapere chi sono i loro clienti e di depositare rapporti di attività sospette al governo quando viene rilevata la minaccia di riciclaggio di denaro. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti afferma che tali exchange sono tenuti a seguire le norme anti-riciclaggio, sebbene la disciplina nell’ambito rimanga largamente non collaudata. Oltre all’indagine della Sec, Salt sta affrontando una controversia tra privati presentata alla corte di Stato del Colorado da un ex responsabile finanziario, che ha dichiarato di aver concesso condizioni di prestito favorevoli ad alcuni dirigenti e alle loro famiglie e ha perso 4 milioni di dollari in criptovaluta in un attacco informatico avvenuto a febbraio.
Jennifer Nealson, una dirigente di Salt, ha confermato che la società ha ricevuto una citazione della Sec all’inizio del 2018, nel periodo in cui l’agenzia aveva lanciato un’ondata di richieste investigative a carico delle startup del settore. Voorhees è stato un finanziatore iniziale di Salt, ma «non serve più l’azienda in alcuna capacità formale», ha informato la Nealson in una email. «Lo scorso anno Salt è passata da essere una startup a diventare una delle principali società di servizi finanziari supportate da criptovaluta in tutto il mondo», ha detto la manager, sottolineando che la società può contare su politiche volte a garantire la conformità a tutte le leggi statali e federali. Voorhees è già stato indagato in precedenza dalla Sec. Dopo che l’agenzia lo ha accusato di aver condotto un’offerta pubblica illegale di azioni per una società di gioco d’azzardo su internet, nel 2014 ha raggiunto un accordo che gli imponeva di pagare circa 50.000 dollari in multe e restituzione dei profitti. Nel quadro dell’accordo, non ha né ammesso né negato le accuse della Sec.
La sanzione ha avuto l’effetto di impedire alle sue imprese di raccogliere fondi sui mercati privati e di essere al comando di società che gestiscono tali attività di fundraising. All’inizio dell’anno, il Wsj ha scoperto che ShapeShift aveva accettato proventi da attività sospette e proceduto allo scambio di profitti da una criptovaluta che non può essere tracciata dalle forze dell’ordine, consentendo potenzialmente ai criminali di evitare di essere scoperti. Da allora ShapeShift ha bandito dalla piattaforma gli indirizzi sospetti identificati dal Wsj e ha annunciato a settembre che gli utenti sarebbero stati tenuti a trasmettere documenti di identificazione per operare.
La società ha continuato a consentire transazioni anonime fino all’inizio di novembre, ma ora richiede agli utenti di identificarsi. Dalla sua fondazione nel 2016, Salt è strettamente legata a ShapeShift. Voorhees ha ricoperto un ruolo nella leadership di entrambe le aziende. La strategia dell’azienda consisteva nel fornire agli investitori in criptovalute un modo per accedere al denaro reale senza dover vendere le loro partecipazioni digitali, una prospettiva allettante in un momento in cui i prezzi delle criptovalute salivano alle stelle. Nel luglio 2017 ha iniziato a vendere il suo token che permetteva ai detentori di accedere ai prestiti, all’incirca nel momento in cui un rapporto della Sec avvertiva che il regolatore avrebbe passato al setaccio il mercato delle cripto.
Dalla fine dello scorso anno, i prezzi delle criptovalute sono crollati, abbassando il valore della garanzia collaterale rispetto alla quale Salt prestava denaro. La società ha dichiarato in un opuscolo pubblicitario che i suoi token non sono titoli e «non sono destinati a investimenti speculativi». Per dimostrare alla Sec che il suo token non rappresenta un investimento, stando a quanto emerso dal procedimento aperto in Colorado, Salt ha consentito ai titolari di monete di rivendere il token alla società per coprire i pagamenti di capitale e interessi. L’accordo ha fatto perdere un’enorme quantità di denaro al gruppo in quanto ha riacquistato la moneta per 27,50 dollari, anche quando il token trattava sugli exchange per meno di un dollaro. A sentire la Nealson, la società non riscatta più il suo token, che lei ha definito una «quota di adesione», per 27,50 dollari. Quel tasso di cambio era «un’offerta promozionale», ha detto. (riproduzione riservata)
