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Eleganza

Stile Milanese: istruzioni per l’uso

Chi sono i Milanesi oggi? Dove vivono? Che cosa indossano? Perché il loro stile è famoso in tutto il mondo? Ne ha catturato perfettamente l’essenza il brand meneghino Valextra, con il libro Milano Outside/Inside, firmato da Guido Taroni

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A Milano non si parla, si sussurra. Non si cammina, ci si dirige. Non si fanno pause, al massimo si sospende temporaneamente un’attività. Si dice anche che a Milano la bellezza, l’arte e l’architettura siano nascoste e che i suoi abitanti assomiglino alla nebbia: affascinanti, austeri, inafferrabili. «Un enorme conglomerato di eremiti», li ha descritti una volta Eugenio Montale.

Alessandra Maestroni e Enrico Buonocore, fondatore della catena di ristoranti Langosteria, nella celebre Casa-museo Boschi di Stefano, in via Jan 15, a Milano, con due creazioni di Valextra, la mini-bag Iside Intarsia, e la maxi borsa black Milano
Alessandra Maestroni e Enrico Buonocore, fondatore della catena di ristoranti Langosteria, nella celebre Casa-museo Boschi di Stefano, in via Jan 15, a Milano, con due creazioni di Valextra, la mini-bag Iside Intarsia, e la maxi borsa black Milano

E un po’ i meneghini, su questi luoghi comuni, ci hanno sempre marciato, intimamente e neanche poi così segretamente orgogliosi di essere percepiti come i grandi custodi di una città non manifesta, come sono, invece, una Roma, una Venezia, una Firenze… Ma Milano non è né nascosta né segreta; è semplicemente un po’ più riservata. E, per addentrarsi nelle sue mura, per conoscere i suoi custodi, per ammirarne la bellezza e capirne lo stile, serve un anfitrione che la sappia raccontare ai suoi tanti ammiratori con una certa autorevolezza, mista a una buona dose di sana passionalità.

Valextra for Milano: Outside/Inside. Il Restauro della Fontana della Trilogia 

Così ha fatto Valextra, il brand di pelletteria di lusso, nato proprio all’ombra della Madonnina, nel 1937, con Outside/Inside, la nuova tappa del progetto Valextra for Milano. Un’operazione trasversale che vede il marchio collaborare ancora una volta con il Comune di Milano, per il quale ha sovvenzionato una parte dei lavori di restauro del Castello Sforzesco (l’anno scorso) e finanziato, da quest’anno, quello della Fontana della Trilogia: Il Santo, il Giovane, la Saggezza, il capolavoro dello scultore milanese Adolfo Wildt, realizzato all’inizio del XX secolo, attualmente ancora collocato nel giardino di Villa Reale, al GAM, la Galleria d’Arte Moderna, in via Palestro.

Fontana della Trilogia: Il Santo, il Giovane, la Saggezza, il capolavoro dello scultore milanese Adolfo Wildt, nel giardino di Villa Reale, al GAM, la Galleria d’Arte Moderna, in via Palestro
Fontana della Trilogia: Il Santo, il Giovane, la Saggezza, il capolavoro dello scultore milanese Adolfo Wildt, nel giardino di Villa Reale, al GAM, la Galleria d’Arte Moderna, in via Palestro

Valextra for Milano: Outside/Inside. Il libro con le foto di Guido Taroni 

Lo stesso progetto ha anche dato vita alla pubblicazione di un piccolo e curatissimo pamphlet (il titolo è sempre lo stesso) che, grazie alla poesia e all’estetica delle fotografie di Guido Taroni, è riuscito a svelare sia la Milano dei grandi architetti e maestri d’arte del passato (tra cui Piero Portaluppi, Giuseppe Sommaruga, Andrea Appiani), sia l’eccellenza artigianale delle borse di Valextra, diventate ormai, in tutto il mondo, uno dei portabandiera della tendenza quiet-luxury, esplosa l’anno scorso nel fashion-system e che sembrerebbe aver riportato in auge il buon gusto anche sulle passerelle.

La modella, cantante, attivista ed ex première dame Carla Bruni, con la borsa a due manici Milano di Valextra, fotografata all’Istituto Toniolo di Studi Superiori, uno dei più famosi palazzi meneghini Art déco, firmati dell’architetto Piero Portaluppi
La modella, cantante, attivista ed ex première dame Carla Bruni, con la borsa a due manici Milano di Valextra, fotografata all’Istituto Toniolo di Studi Superiori, uno dei più famosi palazzi meneghini Art déco, firmati dell’architetto Piero Portaluppi

La milenesità 

Il risultato? Una sorta di grande ritratto collettivo che spiega chi sono, dove vivono, da che cosa sono circondati, e che cosa amano indossare oggi le donne e gli uomini meneghini. Nelle sue pagine, infatti, si è aperto come un vero e proprio dialogo tra architettura, personaggi, eleganza e moda. Un esercizio di stile che vede i simboli più emblematici della città: il palazzo dell’Arengario, la stazione di Milano Centrale, la Casa-museo Boschi di Stefano, Palazzo Castiglioni, solo per citarne alcuni, fotografati con alcuni degli ambasciatori dello stile milanese contemporaneo.

Carolina Fumagalli, brand manager dell’hotel Due Lune, con il marito Francesco Rossi e le figlie Maddalena e Benedetta, a Palazzo Castiglioni, con la borsa Hobo Vivi, la Bowling MyLogo blu, e la Iside-bag arancione. Tutte di Valextra
Carolina Fumagalli, brand manager dell’hotel Due Lune, con il marito Francesco Rossi e le figlie Maddalena e Benedetta, a Palazzo Castiglioni, con la borsa Hobo Vivi, la Bowling MyLogo blu, e la Iside-bag arancione. Tutte di Valextra

Come Alessandra Maestroni e suo marito Enrico Buonocore (rispettivamente responsabile dello sviluppo internazionale e fondatore dei ristoranti La Langosteria), Francesca Ruffini Stoppani (direttrice creativa del brand di loungewear, For Restless Sleeepers), la giornalista Elena Clavarino e il fondatore di LùBar, Ludovico Bonaccorsi; e ancora: la cantante e attivista Carla Bruni, la brand manager dell’hotel Due Lune Puntaldia Carolina Fumagalli, la famiglia di gioiellieri Pennisi

Francesca Ruffini Stoppani, creative director del brand di abbigliamento Restless Sleepers, con la borsa a due manici media Milano di Valextra all’Arengario, il palazzo che oggi ospita il Museo del Novecento, in piazza del Duomo
Francesca Ruffini Stoppani, creative director del brand di abbigliamento Restless Sleepers, con la borsa a due manici media Milano di Valextra all’Arengario, il palazzo che oggi ospita il Museo del Novecento, in piazza del Duomo

Le borse iconiche di Valextra

Tutti fotografati da Taroni con le borse iconiche di Valextra: come la Milano, la Iside, la Vivi, la Tri Trac...Piccoli e grandi accessori distintivi che si sposano perfettamente con la geometria di queste immense opere architettoniche, e che tutti i personaggi ritratti esibiscono con quella naturalezza mai ostentata e con quel pizzico di orgoglio del milanese doc o acquisito.

La borsa di Valextra Milano fotografata all'Istituto Toniolo di Studi
La borsa di Valextra Milano fotografata all'Istituto Toniolo di Studi

Del resto, come ha detto a Gentleman, Xavier Rougeaux, amministratore delegato di Valextra, parlando di questo progetto e anticipando l’avvio di un terzo capitolo per l’anno prossimo: «La sinergia tra lo skyline di Milano e i nostri leather goods di lusso esiste fin dalla fondazione di Valextra nel 1937. Milano è famosa per aver coltivato alcuni dei più talentuosi architetti del XX e XXI secolo e, con loro, condividiamo una mentalità molto simile: siamo orgogliosi della bellezza ingegneristica dei nostri prodotti, della funzionalità, della nostra impeccabile craftmanship, della purezza delle nostre linee e dell’attenzione a ogni dettaglio che contraddistingue tutti i nostri prodotti.

Un articolo Valextra deve avere un’eleganza sussurrata, essere discreto ma allo stesso tempo deve farsi riconoscere, trasudare eleganza, esattamente come Milano». Quando si dice: affinità elettive...

(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/10/2024 08:05
Ultimo aggiornamento: 05/10/2024 08:05
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