Stile Milanese: istruzioni per l’uso
Chi sono i Milanesi oggi? Dove vivono? Che cosa indossano? Perché il loro stile è famoso in tutto il mondo? Ne ha catturato perfettamente l’essenza il brand meneghino Valextra, con il libro Milano Outside/Inside, firmato da Guido Taroni
A Milano non si parla, si sussurra. Non si cammina, ci si dirige. Non si fanno pause, al massimo si sospende temporaneamente un’attività. Si dice anche che a Milano la bellezza, l’arte e l’architettura siano nascoste e che i suoi abitanti assomiglino alla nebbia: affascinanti, austeri, inafferrabili. «Un enorme conglomerato di eremiti», li ha descritti una volta Eugenio Montale.

E un po’ i meneghini, su questi luoghi comuni, ci hanno sempre marciato, intimamente e neanche poi così segretamente orgogliosi di essere percepiti come i grandi custodi di una città non manifesta, come sono, invece, una Roma, una Venezia, una Firenze… Ma Milano non è né nascosta né segreta; è semplicemente un po’ più riservata. E, per addentrarsi nelle sue mura, per conoscere i suoi custodi, per ammirarne la bellezza e capirne lo stile, serve un anfitrione che la sappia raccontare ai suoi tanti ammiratori con una certa autorevolezza, mista a una buona dose di sana passionalità.
Valextra for Milano: Outside/Inside. Il Restauro della Fontana della Trilogia
Così ha fatto Valextra, il brand di pelletteria di lusso, nato proprio all’ombra della Madonnina, nel 1937, con Outside/Inside, la nuova tappa del progetto Valextra for Milano. Un’operazione trasversale che vede il marchio collaborare ancora una volta con il Comune di Milano, per il quale ha sovvenzionato una parte dei lavori di restauro del Castello Sforzesco (l’anno scorso) e finanziato, da quest’anno, quello della Fontana della Trilogia: Il Santo, il Giovane, la Saggezza, il capolavoro dello scultore milanese Adolfo Wildt, realizzato all’inizio del XX secolo, attualmente ancora collocato nel giardino di Villa Reale, al GAM, la Galleria d’Arte Moderna, in via Palestro.

Valextra for Milano: Outside/Inside. Il libro con le foto di Guido Taroni
Lo stesso progetto ha anche dato vita alla pubblicazione di un piccolo e curatissimo pamphlet (il titolo è sempre lo stesso) che, grazie alla poesia e all’estetica delle fotografie di Guido Taroni, è riuscito a svelare sia la Milano dei grandi architetti e maestri d’arte del passato (tra cui Piero Portaluppi, Giuseppe Sommaruga, Andrea Appiani), sia l’eccellenza artigianale delle borse di Valextra, diventate ormai, in tutto il mondo, uno dei portabandiera della tendenza quiet-luxury, esplosa l’anno scorso nel fashion-system e che sembrerebbe aver riportato in auge il buon gusto anche sulle passerelle.

La milenesità
Il risultato? Una sorta di grande ritratto collettivo che spiega chi sono, dove vivono, da che cosa sono circondati, e che cosa amano indossare oggi le donne e gli uomini meneghini. Nelle sue pagine, infatti, si è aperto come un vero e proprio dialogo tra architettura, personaggi, eleganza e moda. Un esercizio di stile che vede i simboli più emblematici della città: il palazzo dell’Arengario, la stazione di Milano Centrale, la Casa-museo Boschi di Stefano, Palazzo Castiglioni, solo per citarne alcuni, fotografati con alcuni degli ambasciatori dello stile milanese contemporaneo.

Come Alessandra Maestroni e suo marito Enrico Buonocore (rispettivamente responsabile dello sviluppo internazionale e fondatore dei ristoranti La Langosteria), Francesca Ruffini Stoppani (direttrice creativa del brand di loungewear, For Restless Sleeepers), la giornalista Elena Clavarino e il fondatore di LùBar, Ludovico Bonaccorsi; e ancora: la cantante e attivista Carla Bruni, la brand manager dell’hotel Due Lune Puntaldia Carolina Fumagalli, la famiglia di gioiellieri Pennisi…

Le borse iconiche di Valextra
Tutti fotografati da Taroni con le borse iconiche di Valextra: come la Milano, la Iside, la Vivi, la Tri Trac...Piccoli e grandi accessori distintivi che si sposano perfettamente con la geometria di queste immense opere architettoniche, e che tutti i personaggi ritratti esibiscono con quella naturalezza mai ostentata e con quel pizzico di orgoglio del milanese doc o acquisito.

Del resto, come ha detto a Gentleman, Xavier Rougeaux, amministratore delegato di Valextra, parlando di questo progetto e anticipando l’avvio di un terzo capitolo per l’anno prossimo: «La sinergia tra lo skyline di Milano e i nostri leather goods di lusso esiste fin dalla fondazione di Valextra nel 1937. Milano è famosa per aver coltivato alcuni dei più talentuosi architetti del XX e XXI secolo e, con loro, condividiamo una mentalità molto simile: siamo orgogliosi della bellezza ingegneristica dei nostri prodotti, della funzionalità, della nostra impeccabile craftmanship, della purezza delle nostre linee e dell’attenzione a ogni dettaglio che contraddistingue tutti i nostri prodotti.
Un articolo Valextra deve avere un’eleganza sussurrata, essere discreto ma allo stesso tempo deve farsi riconoscere, trasudare eleganza, esattamente come Milano». Quando si dice: affinità elettive...
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