Maserati accelera sulla personalizzazione e, in attesa di una piano complessivo che rilanci il brand in crisi del gruppo Stellantis, investe 11 milioni di euro nelle nuove Officine Fuoriserie a Modena. L’obiettivo? Espandere il programma di vetture su misura e rafforzare la presenza globale del brand, nonostante ci siano molte incognite legate ai dazi Usa, come ha spiegato l’ad Santo Ficili, confermando la centralità di Modena come cuore pulsante del marchio del Tridente.
Maserati ha inaugurato a Modena, presso lo storico stabilimento di Viale Ciro Menotti, le nuove Officine Fuoriserie, un hub dedicato alla personalizzazione delle vetture della Casa del Tridente. Il progetto punta a potenziare il segmento delle auto su misura, rafforzando il legame tra artigianalità e innovazione tecnologica.
La nuova area include un avanzato impianto di verniciatura e postazioni dedicate alla configurazione dettagliata delle vetture. A pieno regime, le Officine potranno produrre fino a 24 vetture al giorno, con oltre 110 addetti altamente specializzati. «L’inaugurazione rappresenta un importante investimento per il sito modenese e per le sue persone, mostrando l’impegno del marchio nei confronti della comunità locale e creando nuove opportunità di crescita», ha spiegato Ficili.
Il programma Fuoriserie prevede due livelli di personalizzazione: un catalogo con le collezioni Corse (ispirata al Dna sportivo del brand) e Futura (rivolta agli amanti dell’innovazione), oltre al mondo Bespoke, che permette ai clienti di creare vetture uniche «one of one». Il valore aggiunto della personalizzazione può variare dal 10-20% del prezzo base per la Grecale fino al 50-100% per modelli più esclusivi come la GT2.
Maserati però monitora attentamente l’evoluzione dei dazi negli Stati Uniti, mercato chiave che rappresenta il 35-40% delle vendite globali del marchio. «Siamo molto attenti all'evoluzione della tassazione e a nuove possibili tariffe che potrebbero costringerci a ripensare il nostro posizionamento», ha spiegato Ficili.
L’ad ha sottolineato che Maserati è in contatto continuo con i propri manager negli Usa per valutare eventuali strategie di adattamento. «Dobbiamo proteggere i nostri clienti e potenziali acquirenti americani. Se i dazi dovessero aumentare in modo significativo, studieremo come riposizionare i nostri prodotti nel mercato nordamericano», ha aggiunto Ficili.
Il 2024 è stato un anno sfidante per Maserati, che ha registrato risultati economici non in linea con le aspettative. Il Tridente ora vuole attuare una riduzione dei costi senza compromettere gli investimenti strategici, con il fine ultimo di riportare il marchio alla crescita. «Vogliamo tornare a un risultato economico positivo, invertendo il trend degli ultimi anni. L’attenzione ai costi resta elevata, ma continueremo a investire per rafforzare il brand», ha proseguito Ficili.
Il ceo di Maserati ha ribadito che Modena rimarrà il cuore del brand e il suo headquarter strategico all'interno del gruppo Stellantis. «La Motor Valley è qui, e Maserati continuerà a rappresentare l’eccellenza italiana nel mondo del lusso e delle alte prestazioni. Il 2025 sarà l'anno del Tridente: un periodo di rilancio basato su innovazione e tradizione», ha dichiarato. (riproduzione riservata)