Stellantis ha interrotto l’assemblaggio della piccola elettrica T03 del partner cinese Leapmotor presso lo stabilimento polacco di Tychy, a partire dallo scorso 30 marzo. Lo ha comunicato il gruppo automobilistico franco-italiano in una nota, precisando che sono in corso valutazioni su nuove opzioni produttive per il modello in Europa.
«Pur restando pienamente impegnata nel lancio dei veicoli Leapmotor in Europa, l’azienda sta attualmente valutando diverse alternative produttive», ha dichiarato Stellantis, senza specificare se la produzione potrebbe essere trasferita in un altro impianto europeo né chiarire le ragioni dello stop. La notizia della sospensione era stata anticipata lunedì dal quotidiano francese Les Echos.
La decisione arriva in un contesto delicato per i rapporti tra Pechino e Bruxelles sul fronte della mobilità elettrica. Già lo scorso anno, Stellantis e Leapmotor avevano accantonato i piani per la produzione in Polonia del secondo modello del marchio cinese destinato all’Europa, il crossover elettrico B10.
Secondo fonti Reuters, la mossa era legata alle pressioni del governo cinese, che avrebbe invitato i costruttori nazionali a sospendere investimenti rilevanti nei Paesi europei favorevoli all’introduzione di dazi anti-dumping contro i veicoli elettrici cinesi. Polonia inclusa, tra i sostenitori di una linea più dura. Non a caso, ora la Spagna, che si era invece astenuta nel voto europeo, emerge tra le opzioni più accreditate per ospitare la produzione del B10.
Stellantis detiene una quota del 51% di Leapmotor International, la joint venture che controlla l’esportazione, la vendita e l’eventuale produzione dei veicoli Leapmotor al di fuori del mercato cinese. L’alleanza, annunciata nell’autunno 2023, rappresenta un tassello chiave nella strategia europea di Stellantis per rafforzare la propria presenza nel segmento delle elettriche a basso costo, puntando sulla tecnologia cinese per contrastare la concorrenza asiatica.
La T03, utilitaria compatta 100% elettrica, doveva essere uno dei primi modelli a sbarcare in gran numero sul mercato europeo. Il ripensamento sull’assemblaggio potrebbe ora ritardarne la diffusione su larga scala. (riproduzione riservata)