L’equazione è semplice: il Pentagono utilizza Starlink per attaccare l’Iran con droni kamikaze. Le operazioni belliche hanno successo e SpaceX, proprietaria della connessione satellitare, batte cassa e alza il prezzo dei suoi servizi. È quanto risulta a Reuters, che ha intervistato persone a conoscenza della questione e dai documenti.
A poche settimane dall’inizio dell’attacco americano contro Teheran, i dirigenti di SpaceX avevano incontrato i funzionari del Pentagono per alzare il prezzo: i militari pagavano 5 mila dollari per ogni connessione, mentre l’azienda di Elon Musk aveva valutato il servizio almeno 25 mila dollari, cinque volte tanto. I funzionari del Pentagono avevano replicato che il prezzo richiesto era stato pensato per gli aeromobili, non per droni kamikaze che utilizzavano la connessione Starlink per pochi minuti o ore, secondo quanto riportato da Reuters. Ma visto che la guerra incombeva e bisognava intensificare gli attacchi, alla fine si accettò di pagare l’aumento.
Non è la prima volta che Pentagono e SpaceX discutono riguardo ai servizi offerti da Musk. La difesa americana sta cercando di aiutare i cittadini iraniani a eludere i blocchi delle comunicazioni imposti dal governo ed è in disaccordo con SpaceX sui prezzi di un piano per fornire alla popolazione connessioni dirette ai cellulari tramite Starlink.
Ma queste diatribe, riferisce Reuters, sottolineano il crescente potere che il miliardario sudafricano sta avendo su un aspetto cruciale della sicurezza nazionale statunitense. Discussioni che avvengono proprio nei giorni che precedono la quotazione in borsa di SpaceX.
La difesa americana dipende fortemente dall’azienda di Musk. In un’occasione, un’esercitazione della Marina venne interrotta a causa di un blocco globale di Starlink. Un funzionario del Pentagono si è limitato a dire che si stanno cercano altri competitor, ma nessun'altra azienda offre un servizio comparabile a quello di Starlink.
Secondo documenti visionati da Reuters, il Pentagono sta attualmente valutando l'acquisto di oltre 3.500 abbonamenti al terminale Starshield – il sistema Starlink usato a scopo militare -, di cui 100 con la tariffa maggiorata riservata al settore aeronautico. L'accordo potrebbe generare centinaia di milioni di dollari di entrate annuali per SpaceX, sebbene Reuters non sia stata in grado di stabilire se un accordo sia stato finalizzato o quale sia il prezzo in discussione. Ma questo fa capire quanto il Pentagono dipenda da SpaceX. Ma anche Musk punta a tenersi stretto l’accordo con Washington: secondo un documento depositato presso la Sec, SpaceX ricava circa il 20% del suo fatturato dal governo statunitense.
Intanto, la compagnia aerea American Airlines ha dichiarato di aver scelto Starlink per offrire il servizio Wi-Fi a bordo dei propri velivoli. L’azienda prevede di equipaggiare, a partire dal 2027, più di 500 con il servizio offerto da Elon Musk. (riproduzione riservata)