L’asse tra due eccellenze italiane, Algoretico e Lagiste23 segna un nuovo passo nel mercato della modernizzazione software. Le due realtà hanno annunciato un investimento congiunto in Scriba.ai, piattaforma proprietaria di intelligenza artificiale dedicata alla conversione automatica del codice legacy in linguaggi moderni. L’obiettivo è chiaro: entrare in un mercato globale da miliardi di dollari e intercettare una domanda crescente da parte di imprese e infrastrutture critiche alle prese con sistemi obsoleti.
L’ingresso di Lagiste23, family office guidato da Marco Landi (figura storica dell’hi-tech mondiale già presidente di Apple a Cupertino), rafforza la portata strategica dell’operazione. La modernizzazione del software non viene più considerata solo un intervento tecnico, ma una leva industriale per migliorare produttività, sicurezza e autonomia tecnologica.
La tecnologia sviluppata da Scriba consente di convertire oltre 30 linguaggi legacy in ambienti contemporanei in modo automatizzato. Un passaggio che, tradizionalmente, richiede mesi di lavoro manuale, elevati costi e rischi operativi significativi. Il mercato della modernizzazione è infatti caratterizzato da forte inefficienza: progetti lunghi, complessi e spesso poco scalabili. In questo contesto, soluzioni automatizzate rappresentano un potenziale punto di discontinuità, soprattutto per grandi aziende e system integrator chiamati a gestire infrastrutture critiche.
Un elemento distintivo è l’approccio “private AI”: Scriba non utilizza modelli generalisti, come Chat-Gpt, e non richiede il trasferimento di dati su piattaforme esterne, un aspetto rilevante in termini di sicurezza e compliance, soprattutto nei settori regolati.
Alla base della domanda c’è un problema strutturale: gran parte dell’economia globale continua a funzionare su software sviluppati decenni fa. Dai sistemi bancari alle reti di trasporto ed energia, linguaggi come Cobol e Fortran restano centrali per operazioni quotidiane.
Questo «debito tecnologico» ha un impatto diretto sui conti delle imprese. Miliardi di righe di codice difficili da mantenere e la scarsità di competenze disponibili spingono i costi operativi verso l’alto. Secondo diverse stime, fino all’80% dei budget IT viene assorbito dalla manutenzione, limitando la capacità di investire in innovazione. «Il codice vecchio è diventato un labirinto senza via d’uscita per le grandi imprese», spiega Franco Mastrorilli, ceo di Scriba.
In questo scenario, l’automazione della conversione del codice può trasformare un centro di costo in un driver di efficienza. Scriba consente di ridurre drasticamente tempi e complessità dei progetti di migrazione, accelerando il passaggio verso architetture cloud e modelli operativi più flessibili.
I benefici non sono solo economici. La modernizzazione delle infrastrutture software permette anche di ridurre il consumo energetico dei data center, con effetti positivi su costi e sostenibilità.
Secondo quanto dichiarato dai promotori, i risparmi sui costi di migrazione possono arrivare fino al 70%, liberando risorse da reinvestire in sviluppo e innovazione. «Il messaggio al mercato è forte e chiaro: abbiamo creato un tool di AI italiano che risolve un problema trentennale, l’innovazione in Italia e in Europa si può fare, noi ci crediamo e intendiamo portarla nel mondo intero», sottolinea Marco Landi. (riproduzione riservata)