Il susseguirsi negli ultimi anni di shock economici, emergenze sanitarie e tensioni internazionali impone una riflessione profonda, volta a ripensare il ruolo dell’intervento pubblico.
Oggi, in un mercato che richiede soluzioni rapide e precise, emerge l'urgenza di un'evoluzione dello Stato-vigile in favore di uno Stato-motore, che intervenga proattivamente e in sinergia con l'economia per salvaguardare lo sviluppo e il benessere dei cittadini.
La presenza pubblica si rende necessaria non solo come correttore di fallimenti ma anche come stratega nell’orientare gli interventi senza comprimere la concorrenza e nel ruolo di garante dei bisogni della collettività.
Tale visione trova immediata applicazione nel diritto all'abitare, inteso come pilastro della stabilità sociale. I dati aggiornati del Fondo Prima Casa, relativi a gennaio scorso, confermano che tale strumento, gestito da Consap, agisce come infrastruttura strategica di inclusione arrivando a incidere su oltre il 20% dei mutui erogati in Italia. Quasi 700 mila domande e oltre 652 mila garanzie ammesse raccontano un Paese che ha un profondo bisogno di certezze. Lo dimostra l’orientamento al tasso fisso, scelto nel 76% delle operazioni.
Dietro ai finanziamenti, di importo medio pari a 118 mila euro, c'è un evidente impatto sociale. Sostenere le famiglie numerose e gli under 36, che hanno ricevuto il 79% delle erogazioni, significa realizzare la committenza sociale ponendo la finanza al servizio delle persone.
Questa sfida si inserisce in un contesto europeo in cui l'emergenza abitativa è in forte crescita: quasi il 10% delle famiglie destina oltre il 40% del reddito alla casa e, secondo la Commissione Europea, servirebbero 650 mila nuovi alloggi l’anno per colmare le carenze.
Per rispondere a questa necessità l'impegno di Consap si estende al social housing. Attraverso la collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti promuoviamo investimenti per realizzare abitazioni a prezzi calmierati coniugando l'accesso equo alla casa con la rigenerazione urbana e la sostenibilità ambientale.
La capacità di trasformare le strategie in risposte tangibili deve riguardare l'intera politica industriale. L'esperienza di Consap come stazione appaltante ne è una prova: dotando lo Stato di competenze specialistiche si accelera la realizzazione di opere complesse garantendo trasparenza e legalità.
Il modello ha dimostrato tutta la sua efficacia nella ricostruzione post-alluvione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche, dove la professionalità tecnica della società è stata essenziale per la tenuta del Paese. La gestione tempestiva di 216 interventi e il coordinamento di oltre 1.000 affidamenti certificano un paradigma gestionale volto a fornire soluzioni durature per la ripartenza dei territori.
Tale autorevolezza tecnica permette di superare la logica dell'emergenza trasformando la committenza pubblica in un vero motore di sviluppo.
Affinché questo modello diventi strutturale il rafforzamento industriale non può basarsi solo su nuove risorse. È fondamentale un cambio di paradigma: nelle società pubbliche merito e competenza non vanno visti come requisiti formali ma come leva essenziale di un'amministrazione capace di raggiungere i risultati.
Il compito primario delle istituzioni è comprendere le sfide del proprio tempo intervenendo con gli strumenti più adeguati a generare benefici reali per la collettività. (riproduzione riservata)
*amministratore delegato Consap