È un caso curioso quello di Sicily by Car, società approdata in borsa (su Egm) lo scorso 3 agosto, dopo la fusione con la spac Industrial Stars of Italy 4, promossa da Giovanni Cavallini, Attilio Arietti, Davide Milano ed Enrico Arietti.
A fronte di una serie di sedute al ribasso, tra cui quella di oggi 14 agosto 2023, dove il titolo cede l’1,64% portandosi al livello di 8,82 euro, i manager del gruppo stanno continuando a comprarne le azioni. Segnale di fiducia per la società, ma non si può dire lo stesso per l’intero mercato. L’Egm si dimostra infatti spesso una sede inadeguata per delle exit che possano restituire la liquidità a chi ha dimostrato di saper farla fruttare.
La debolezza del segmento di Borsa dedicato alle pmi quotate, viene alla luce in un momento delicato del mercato dei capitali del Paese: da un lato i fondi di private equity hanno, in molti casi, la possibilità di finanziarsi con un costo del capitale ridotto, e dall’altra le società vorrebbero avere accesso a strumenti come quelli del voto multiplo.
Nonostante Sicily By Car capitalizzi oltre 283 milioni di euro e abbia incassato i rating buy da Banca Akros e Intesa Sanpaolo, il titolo non ha ancora trovato un supporto stabile nei primi giorni di scambi e il prezzo attuale, intorno a 8,95 euro per azione, è al di sotto di quello di collocamento (10 euro) e dell’apertura del primo giorni di negoziazioni (9,8 euro).
A fronte della discesa delle azioni di Sicily by Car, gli insider hanno risposto con operazioni di acquisto del titolo. Le transazioni sono state effettuate da tre personaggi chiave nel management del gruppo: il presidente del consiglio di amministrazione Tommaso Dragotto, e i consiglieri di amministrazione Caternia Annariato e Giovanni Cavallini.
Occorre precisare, tuttavia, che le transazioni di Dragotto e di Annariato hanno riportato nella voce «volume aggregato» un importo in euro. Al fine di calcolare il numero di azioni è stato diviso l’importo nella sezione volume aggregato per il prezzo medio riportato per l’acquisto e successivamente è stato arrotondato per eccesso il numero di azioni così trovato.
Avviene di sovente che il management di una società venda azioni della stessa (magari per far fronte a spese familiari oppure per diversificare il proprio patrimonio), ma le operazioni di acquisto sono spesso considerate un segnale rialzista per il titolo.
E il caso di Sicily By Car non è unico nell’universo dell’Egm: anche per Pasquarelli Auto il periodo successivo la quotazione era stato caratterizzato da una discesa nel prezzo dell’azione. L’andamento, come nel caso del gruppo di Dragotto, non sembrava essere supportato da alcuna ragione fondamentale o da notizie di carattere operativo e aveva spinto il management a diffondere un comunicato stampa in cui dichiarava «di non essere a conoscenza di notizie tale da giustificare l’attuale andamento del titolo». Marco Pasquarelli, amministratore delegato di Pasquarelli Auto, aveva pertanto acquistato azioni in prima persona. (riproduzione riservata).