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Short Italia, hedge fund in campo a Londra e Wall Street

di Laurence Fletcher
25 maggio 2018, 19:37 Ultimo aggiornamento: 19:39

Tra le grandi firme del mondo dei gestori che stanno traendo profitto dalla vendita allo scoperto di titoli di stato e bond italiani c'è Alan Howard, Discovery Capital management e Amber Capital

Gli hedge fund sono continuamente alla ricerca di punti deboli nei mercati per lo più tranquilli, e l'Italia sta diventando un loro obiettivo primario. Le scommesse degli hedge fund sulle obbligazioni italiane sono salite a livelli mai visti dalla crisi finanziaria, a riprova dei rischi latenti nell'eurozona. Le scommesse sono aumentate da inizio anno, con un'accelerazione della tendenza negli ultimi giorni, nel timore che il nuovo probabile governo di coalizione anti establishment possa innalzare l'ingente accumulo di debito del paese e allentare i legami con l'Unione Europea.

Venerdì 25 i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni sono saliti al 2,538%, il livello più alto dal 2014, con uno spread rispetto al debito tedesco che per la prima volta da giugno 2017 supera i 2 punti percentuali. Le banche italiane, nel frattempo, hanno avuto le maggiori flessioni sui mercati borsistici europei.

Tra le grandi firme del mondo dei gestori che stanno traendo profitto dalla vendita di obbligazioni italiane c'è Alan Howard, il riservatissimo co-fondatore miliardario della società di hedge fund Brevan Howard. Secondo quanto riportano due fonti a conoscenza dei fatti, un hedge fund poco conosciuto, gestito personalmente da Howard, ha scommesso che i costi di finanziamento del debito pubblico italiano aumenteranno rispetto a quelli della Germania. Un portavoce di Brevan Howard ha rifiutato di commentare.  

Il cosiddetto prestito titoli, ovvero la domanda di titoli del tesoro italiani da prendere a prestito, è un buon indicatore della presenza di vendite allo scoperto, ovvero motivate dalla previsione di una caduta dei prezzi dei titoli derivante dall’aumento dei tassi. Da inizio anno allo scorso 22 maggio, il volume di questo prestito titoli è cresciuto del 33% fino a 33,3 miliardi di dollari di controvalore, secondo quanto riporta la società specializzata IHS Markit. Per contro, quest'anno la domanda di prestito di altri titoli di stato dell’eurozona è cresciuta solo del 5%

Solo nella scorsa settimana la domanda di prestito titoli sui Btp italiani è aumentata di 1,2 miliardi di dollari, mentre quella riguardante titoli eurozona non italiani è scesa di 800 milioni. Questi numeri stanno avvicinandosi al livello più alto mai raggiunto dalla crisi finanziaria del 2008.

Anche la Discovery Capital Management, sede in Connecticut e guidata da Robert Citrone, un discepolo del gigante statunitense degli hedge fund Tiger Management di Julian Robertson, ha scommesso sull'aumento degli spread dei titoli obbligazionari italiani, secondo una fonte a conoscenza dei fatti. E anche qui il portavoce di Discovery rifiutato di commentare: gli hedge fund sono notoriamente molto riservati in merito alle loro posizioni di trading e le singole posizioni ribassiste in titoli di Stato non sono rese note al pubblico. I profitti dalla posizione di Howard sull’ Italia sono fra quelli che gli hanno consentito di rendere il 7,5% nell’ultimo mese e il 13% da inizio anno, secondo la fonte interpellata. Ciò lo ha reso uno dei fondi più performanti tra quelli che investono su obbligazioni e valute globali.

Negli ultimi anni, le scommesse contro i titoli italiani, i BTP, erano difficili da realizzare. Nonostante il rapporto debito pubblico/PIL del 130% e la crescita economica non più sostenuta, l'acquisto di titoli italiani da parte della Bce nell’ambito del quantitative easing (Qe), aveva drasticamente abbassato i rendimenti e reso non redditizio l'accumulo di posizioni ribassiste. Ma i trader sostengono che il vento è cambiato, in quanto lentamente la Bce sta sciogliendo quelle posizioni accumulate e il rischio politico in Italia sta aumentando.

"Il QE ha distrutto ogni significato della parola rischio nel mercato dei titoli sovrani e una volta che la polvere si sarà depositata, il risveglio potrà rivelarsi molto crudo", ha detto Joseph Oughourlian, fondatore di Amber Capital, hedge fund londinese. Amber ha coperto le proprie posizioni nelle banche italiane scommettendo sull’allagamento dello spread tra titoli di stato italiani e tedeschi e vendendo al ribasso obbligazioni di società italiane. Ha anche modificato le posizioni nei titoli bancari italiani, vendendo quelli che considera gli istituti più deboli.

Secondo Oughourlian, i programmi di spesa del nuovo governo potrebbero innalzare il deficit del paese di 150 miliardi di euro, e Roma potrebbe provare a rinegoziare le sue relazioni con l'Europa: "La cosa più preoccupante è che i mercati non si sono ancora resi conto di questo grave rischio politico", ha dichiarato.

Le scommesse contro l'Italia riflettono anche le crescenti preoccupazioni degli investitori per il resto dei paesi cosiddetti periferici in Europa, i suoi paesi più deboli, principalmente quelli del sud del continente. Anche i loro mercati obbligazionari e azionari hanno ricevuto un impulso dal QE e venerdì 25 sono cresciuti anche i rendimenti dei titoli di stato portoghesi, spagnoli e greci.

"Abbiamo visto crescere l'interesse a comprare volatilità, in particolare sulle banche europee, non solo in  Italia, ma anche in altre realtà periferiche", ha dichiarato James Conway, responsabile della strategia di equity trading di Citigroup per l'EMEA. "Il tema [che stiamo vedendo] è comprare protezione nei confronti dei paesi periferici ".

Jon Sindreu ha contribuito a questo articolo.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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