Il cda di Banca Sabadell respinge l'offerta da 11,5 miliardi di Bbva che adesso dovrà decidere se rilanciare o lasciare il tavolo del difficile negoziato.
«Il consiglio ritiene che la proposta sottovaluti significativamente il progetto del Banco Sabadell e le sue prospettive di crescita come entità indipendente», ha spiegato lunedì 6 maggio una nota dell’istituto spagnolo che già nel 2020 aveva respinto una precedente proposta del Bbva.
«Il consiglio ha concluso che ciò non soddisfa gli interessi del Sabadell e dei suoi azionisti e, di conseguenza, ha respinto la proposta di Bbva. Il board ha piena fiducia nella strategia di crescita del gruppo e nei suoi obiettivi finanziari, ed è del parere che la strategia del Sabadell come entità indipendente genererà maggiore valore per i suoi azionisti», afferma il vertice.
In questo modo, l'organo supremo della banca si è schierato dalla parte del presidente Josep Oliu, che fin dall'inizio aveva optato per la capacità della banca di andare avanti da sola.
Bbva era uscita allo scoperto la scorsa settimana. Dopo aver confermato le indiscrezioni su un possibile takeover, mercoledì 1° maggio la banca di Bilbao aveva annunciato i termini della propria proposta. Sul piatto c'era un'operazione carta contro carta da 11,5 miliardi, con un concambio di una nuova azione Bbva ogni 4,83 titoli Sabadell. L'offerta includeva un premio del 30% sul prezzo di chiusura delle azioni della seconda al 29 aprile, a quota 2,26 euro per azione.
Se fosse andato in porto, il deal avrebbero rimesso in moto il consolidamento nel mercato spagnolo dove le ultime aggregazioni sono state la fusione CaixaBank-Bankia da 16,2 miliardi del 2021 e il salvataggio del Banco Popular da parte del Santander avvenuto nell’estate del 2017 al prezzo simbolico di un euro.
Non è comunque la prima volta che i due gruppi spagnoli si avvicinano per discutere un’aggregazione. Il primo tentativo andato a vuoto risale al 2020 quando il Bbva mise sul piatto 2,5 miliardi, una somma che si rivelò insufficiente per concludere il deal. In particolare le divergenze tra i due vertici riguardarono la valorizzazione di Tsb, la controllata inglese di Sabadell acquisita nel 2015 per 1,7 miliardi di sterline. (riproduzione riservata)