Andrei Klepach, capo economista della banca statale russa per lo sviluppo Veb, è stato rimosso dall’incarico dopo aver denunciato pubblicamente le difficoltà che l’economia russa sta affrontando a causa della guerra in Ucraina scoppiata nel 2022. Durante un forum economico a maggio, Klepach aveva affermato che Mosca sta perdendo terreno nella competizione tecnologica ed economica globale non solo nei confronti di Stati Uniti e Cina, ma, per alcuni aspetti, persino dell’Ucraina, sostenuta finanziariamente dall’Occidente.
Nel suo intervento Klepach aveva riconosciuto la capacità della Russia di resistere alle sanzioni occidentali, ma aveva sottolineato come la pressione stesse crescendo. Secondo l’economista gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche e logistiche, insieme ai costi del conflitto, stanno rendendo più difficile sostenere lo sforzo bellico. «Non vinceremo questa guerra di logoramento», aveva avvertito. Al contrario, secondo Klepach, i costi per la Russia stanno aumentando e il rallentamento della crescita, contestualmente all’aumento delle disuguaglianze, rischia di alimentare tensioni sociali.
Il licenziamento di Klepach è importante perché si tratta di uno degli esperti più in vista dell’economia russa e, soprattutto, di una delle poche voci critiche all’interno del regime in merito alla guerra in Ucraina. Prima di entrare nella Veb, dove era stato nominato capo economista nel 2014, aveva lavorato per dieci anni al ministero dell’Economia e ricoperto diversi incarichi nelle istituzioni economiche del Paese.
Veb ha confermato che non ricopre più il ruolo, senza giustificare le ragioni della decisione, mentre Klepach ha a sua volta confermato a Reuters di essere stato licenziato. (riproduzione riservata)