Tra Vaticano, Palazzo Chigi e Villa Madama. La visita a Roma del Segretario di Stato americano, Marco Rubio, si è già trasformata in un passaggio chiave per misurare lo stato delle relazioni tra Stati Uniti, Italia e Santa Sede, nel momento forse più delicato dall’inizio del rapporto tra Donald Trump e Giorgia Meloni.
A fare da sfondo alla missione è infatti la doppia escalation contro l’Europa della Casa Bianca. Se dal punto di vista militare Trump ha annunciato il ritiro di circa 5 mila soldati dalla Germania - con la minaccia di estendere la misura anche a Italia e Spagna - sul piano economico, il presidente americano ha aumentato i dazi su auto e camion europei portandoli al 25%.
Il viaggio del segretario di Stato americano - in calendario giovedì 7 e venerdì 8 maggio - nasce formalmente come una visita Oltretevere. L’incontro con Pietro Parolin era stato richiesto già a metà aprile, con l’obiettivo - poi confermato - di ottenere anche un’udienza con Papa Leone XIV. Un passaggio tutt’altro che secondario, soprattutto dopo le critiche pubbliche di Trump al Pontefice.
La tappa vaticana risponde anche a una dinamica interna americana: il rapporto con l’elettorato cattolico, centrale in vista degli equilibri politici negli Stati Uniti. Il dialogo con la Santa Sede diventa quindi uno strumento di politica estera, ma anche di consenso domestico.
Parallelamente, però, la visita assume un peso politico diretto nei rapporti con Roma. Dopo un primo contatto informale con Antonio Tajani, l’agenda si è ampliata fino a includere un pranzo a Villa Madama con il ministro della Difesa Guido Crosetto. Sul tavolo: Ucraina, Medio Oriente e sicurezza marittima, con particolare riferimento allo Stretto di Hormuz e alla possibile coalizione internazionale per garantire la libertà di navigazione.
Il dossier Rubio si intreccia con l’agenda internazionale di Meloni, impegnata in queste ore a Erevan – capitale dell’Armenia – per il vertice della Comunità politica europea. Un contesto in cui il tema dominante è proprio il rapporto con gli Stati Uniti. Leader europei come Ursula von der Leyen, Mark Rutte e Donald Tusk spingono per mantenere saldo il legame transatlantico, nonostante le recenti mosse della Casa Bianca.
Un possibile incontro tra Meloni e Rubio resta però ancora in fase di definizione. Viene considerato probabile, ma tutto dipenderà dalla diplomazia italiana, con Tajani in prima linea che lavora da giorni per costruire le condizioni di un bilaterale che possa abbassare la tensione. (riproduzione riservata)