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Eleganza

Robert Redford: i 7 look (in 7 film) che continueranno a far sognare i gentleman e gentlewomen…

Dall’American dandy de Il grande Gatsby alla polvere rossa sui lini stropicciati de La mia Africa, passando per mito western della camicia di jeans de L’uomo che sussurrava ai cavalli: ecco come Robert Redford ha fatto (anche) la storia della moda

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Tutti gli uomini del presidente (1976): l’inizio del quiet-lux

Alamy Stock Photo
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Robert Redford in Tutti gli uomini del presidente non veste per stupire, ma per convincere. Il suo Bob Woodward è la quintessenza dell’eleganza invisibile: abiti grigi o blu, cravatte sottili, camicie chiare. Nessun orpello, nessuna concessione all’ego. È un’eleganza che non urla, ma che costruisce credibilità, l’arma più potente di un cronista alle prese con lo scandalo Watergate. I tessuti sono sobri, le linee essenziali, i colori scelti per dissolvere l’uomo nella funzione. Ma proprio in quella sottrazione nasce lo stile: la bionda chioma appena ribelle, le giacche che scivolano addosso senza rigidità, l’aria di chi non deve dimostrare nulla se non la propria serietà. È l’anti-divismo elevato a cifra estetica, un’eleganza che non vive nello specchio, ma nella stanza dove si scrive la Storia.

I tre giorni del Condor (1975): la sprezzatura made in the Usa

@Alamy Stock Photo
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Robert Redford in I tre giorni del Condor (1975) è l’altra faccia della sua eleganza anni Settanta: non il giornalista in giacca e cravatta, ma l’uomo in fuga, che veste per sopravvivere. Il suo stile è un manifesto di funzionalità maschile travestita da noncuranza. Giubbotti di pelle consumata, maglioni a collo alto, denim scuri: capi che oggi definiremmo utility chic. Nulla è studiato, eppure tutto comunica libertà e carisma. Redford porta i vestiti come porta la tensione: con naturalezza impeccabile. I capelli biondi, scomposti dal vento, diventano accessorio narrativo; la giacca militare, un’armatura urbana. È un’eleganza sporca, fatta di tessuti robusti, tonalità terrose, linee pratiche che restituiscono un’idea di virilità intellettuale. Se in Tutti gli uomini del presidente era l’uomo che scava, qui è quello che scappa. Ma in entrambi i casi lo stile diventa identità: discreto, solido, inafferrabile.

La mia Africa (1985): il romanticismo coloniale tra lino e sahariana

@Alamy Stock Photo
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Redford veste l’esploratore romantico. Camicie di lino leggere, sahariane color khaki, foulard al collo: tutto è pratico ma levigato da un’eleganza coloniale senza tempo. Non è lo stilista a guidare il guardaroba, ma la savana. Eppure, tra cavalli e tramonti africani, i tessuti naturali e i toni caldi restituiscono un’immagine di virilità gentile, un’avventura che sa di poesia.

Il grande Gatsby (1974): l’apoteosi del dandy americano

@Alamy Stock Photo
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Redford veste Fitzgerald come nessun altro. Completi color crema, giacche doppiopetto, camicie candide, cravatte in seta. È l’apoteosi dello dandy americano: ricco, scintillante, fragile. Ogni dettaglio, dalla pochette al taglio perfetto dei tre pezzi, racconta un uomo che costruisce sé stesso attraverso lo stile. È l’eleganza come illusione, destinata a svanire con la stessa grazia con cui si mostra.

Butch Cassidy (1969): il bandito gentiluomo e lo stile western che seduce

Credit: 20TH CENTURY FOX / Album
Credit: 20TH CENTURY FOX / Album

Robert Redford, nei panni del fuorilegge Sundance Kid, ridefinisce l’estetica del West. Cappelli a tesa larga, giacche di pelle consumata, panciotti, camicie dai toni naturali: non è il cowboy polveroso da saloon, ma un ribelle elegante, ironico e irresistibile. Il suo stile è pratico, ma rifinito da una postura impeccabile e da quel carisma che trasforma ogni capo in dichiarazione di libertà. Un western urbano, dove l’avventura incontra il fascino.

L’uomo che sussurrava ai cavalli (1998): l’epica del cowboy moderno (il cowboy seduce ancora)

Credit Image: © Courtesy of Touchstone Pictures/Entertainment Pictures/ZUMAPRESS.com
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Qui Redford è maturo, padrone della scena. Ancora in stile western ma maturo. Stivali, denim, camicie western, giacche di pelle. Un look che potrebbe scadere nel cliché, ma che lui sublima con misura. Non è il cowboy da cartolina, ma l’uomo che ha fatto pace col silenzio. Lo stile è radicato nella terra, autentico, e parla di forza calma e autorevolezza naturale.

Come eravamo (1973): il fascino del golden boy tra amore e politica

Credit Image: © Globe Photos/ZUMA Wire
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È lo studente, poi l’uomo degli anni ’40: capelli impeccabili, maglioni a V, giacche sportive, completi classici. Accanto a Barbra Streisand, Redford incarna il golden boy americano: bello, colto, apparentemente disimpegnato. La sua eleganza è quella dell’idealismo spezzato, con un guardaroba che unisce rigore accademico e fascino disarmato.

(riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 15/09/2025 15:44
Ultimo aggiornamento: 16/09/2025 15:40
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