Ancora un mese di vacche magre per l’industria italiana del risparmio gestito. A maggio, secondo quanto certificato da Assogestioni, la raccolta netta è stata negativa per 1,5 miliardi: un dato che ha portato il saldo totale da inizio anno in negativo di 11,4 miliardi. Nonostante ciò il patrimonio complessivo delle associate è salito leggermente, da 2.337 a 2.344 miliardi, grazie a un effetto perforamance che l’Ufficio Studi dell’associazione di categoria presieduta da Carlo Trabattoni ha stimato nel +0,3%.
Poche le indicazioni positive che arrivano nel mese all’industria dell’asset management tricolore. Tra queste però una è degna di nota: i 4,4 miliardi confluiti nei fondi obbligazionari, che portano il dato complessivo da inizio anno a 24,6 miliardi. Questo significa che in soli cinque mesi la categoria dei comparti a reddito fisso ha superato i 24 miliardi realizzati nell’intero 2023. Un dato che conferma il forte interesse degli investitori per questa asset class, favorita dagli alti rendimenti sia sui titoli governativi sia su quelli societari e finanziari.
In realtà, parte della cattiva performance di maggio dei fondi aperti (-2,3 miliardi il dato complessivo) è dipesa dai fondi monetari – o fondi di liquidità – che hanno visto riscatti per 3,4 miliardi. Se invece si considerano i comparti di lungo termine il loro bilancio è stato positivo per 1,1 miliardi (in forte recupero dai -2,5 miliardi di aprile): al di là della già citata performance degli obbligazionari però tutte le altre categorie hanno stentato, in particolare i bilanciati (-1,5 miliardi) e i flessibili (-1,2). Più in equilibrio gli azionari, in rosso di 567 milioni, ma in negativo per oltre 10 miliardi dall’inizio del 2024.
Guardando poi al peso delle singole categorie sul totale dei fondi aperti (1.180 miliardi il patrimonio complessivo), si nota come i fondi obbligazionari abbiano superato il 36% del totale, con 427 miliardi allocati in questi comparti (ad aprile la fetta era del 35,9%). Seguono gli azionari, saliti dal 34% al 34,2% proprio grazie al contributo dell'effetto mercato. Il patrimonio dei comparti che investono nelle borse era, a fine maggio, pari a 403 miliardi di euro.
Infine, un capitolo sulle gestioni di portafoglio che, con i loro 1.096 miliardi, rappresentano il 46,8% delle masse totali dell’industria. A maggio il saldo delle gestioni è stato positivo per 303 milioni, in fortissimo recupero dopo i 3 miliardi riscattati ad aprile. Il grosso della performance è provenuto dalle gestioni retail: +1 miliardo, per un totale da inizio 2024 di 3,5 miliardi confluiti in questo specifico segmento. Di contro, hanno sofferto le gestioni istituzionali, che hanno subito riscatti per 720 milioni (-8,9 miliardi il saldo dei cinque mesi). (riproduzione riservata)