skin track
Pietro Labriola, ceo Tim
Pietro Labriola, ceo Tim
Analisi Leggi dopo

Reti e operatori tlc, l'intervento di Labriola (Tim): redistribuire i margini o sono a rischio gli investimenti nel mobile

di Pietro Labriola *
10 aprile 2026, 21:00

Il ceo dell’operatore scrive a Milano Finanza: siamo entrati in un nuovo ciclo industriale, ecco la ricetta per recuperare efficienza

Gentile Direttore, ricordiamoci una cosa: i settori industriali hanno cicli. E nelle tlc il mobile non fa eccezione.

All’inizio la copertura nell'offerta dei servizi mobili era davvero un elemento differenziante. Chi non si ricorda che bastava spostarsi da un quartiere all’altro - o fare pochi chilometri - e la copertura cambiava tra operatori? Quella fase, geologicamente lontana, era anche un’epoca in cui il mobile generava utili e cassa in modo diffuso: la domanda cresceva, l’innovazione era percepita e la qualità di rete era un driver riconoscibile. La duplicazione delle infrastrutture aveva senso industriale, differenziava davvero e produceva ritorni.

La perdita dei margini

Poi cos’è successo? Con il tempo le coperture si sono omogeneizzate con una sovrapposizione quasi totale. E parallelamente la clientela - comprensibilmente - ha dato sempre più peso al prezzo rispetto a una qualità spesso non percepita, soprattutto quando la differenza tra buono e ottimo non è immediata nella vita quotidiana.

Da lì, una parte del valore si è spostata: la competizione si è schiacciata sul prezzo, mentre i costi industriali (investimenti sulle nuove tecnologie, energia, affitti, manutenzione, sicurezza) sono rimasti o cresciuti. Il risultato lo vediamo bilanci alla mano: margini compressi e cassa sotto pressione. E nella catena del valore succede una cosa che nel lungo periodo non è sostenibile: chi paga sono gli operatori, perché sono loro che finanziano la rete, il servizio e l’evoluzione tecnologica. Nel frattempo, l’ecosistema intorno alla rete - towerco, vendor, software, energia, piattaforme - rivendica (anche legittimamente) il proprio ruolo.

Ma allora la domanda di politica industriale diventa inevitabile: i margini nella catena alimentare delle tlc sono distribuiti in modo equilibrato? No, non è così. Nei fatti c’è chi paga e chi guadagna.

Come recuperare efficienza industriale

Per ritrovare un equilibrio serve un punto di partenza molto concreto, ovvero recuperare efficienza industriale. E questo significa avere il coraggio di dire che:

- In moltissime aree, soprattutto nei Comuni più piccoli, replicare tre volte la stessa infrastruttura fisica non crea valore per il cittadino ma aumenta solo costi e impatti;

- La concorrenza va preservata e rafforzata dove ha senso: servizi, qualità percepita, innovazione, assistenza e soluzioni per imprese e Pa;

- Sul lato infrastrutturale, infine, bisogna spingere verso una condivisione più netta: siti, torri e, progressivamente, anche modelli di condivisione attiva (equipment) fino ad arrivare, dove opportuno, a logiche di condivisione di risorse di rete (pooling), come la banda radio, i canali, la capacità di elaborazione, per un loro uso più efficiente.

Una nuova fase

In conclusione, il mobile è entrato in una fase diversa del suo ciclo. Le coperture non differenziano più; la domanda cresce; lo spettro e i siti ‘buoni’ non sono infiniti; la pressione sul prezzo non si ferma per decreto. In questo scenario, l’unica strada realistica è una politica industriale che favorisca efficienza e investimenti: meno duplicazioni, più condivisione, regole chiare e tempi autorizzativi certi. E qui chiudo con una proposta di buon senso. Non voglio essere io a dare una risposta dall’alto, facciamo una cosa semplice: chiediamolo a sindaci e a cittadini.

Vogliono più antenne oppure un servizio migliore, affidabile, efficiente e di qualità? Perché la verità è che non possiamo più permetterci le duplicazioni: costano, impattano sul territorio e sottraggono risorse agli investimenti che servono davvero. E se vogliamo reti moderne, sicure e resilienti, serve un cambio di passo. Prima di tutto dobbiamo recuperare efficienza per mantenere gli investimenti nella parte che crea più valore: evoluzione tecnologica (5G, 5G-SA e in futuro 6G, oltre al backbone, cloud e IA); inoltre occorre il riequilibrio dei margini lungo tutta la catena del valore, inclusi quelli sull'infrastruttura di rete.

È un must have, non un nice to have. Perché se il sistema non si riequilibra, a rischio non è il numero di operatori ma la capacità del Paese di continuare a investire in reti mobili all’altezza delle ambizioni digitali. (riproduzione riservata)

* amministratore delegato Tim



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza