Btp e simili restano protagonisti nella raccolta delle reti di consulenti, ma il risparmio gestito rialza la testa con vigore. È quanto emerge dai dati di raccolta di maggio di Assoreti, associazione di categoria presieduta da Massimo Doris. In totale, il 43% della raccolta di maggio (2,3 miliardi su 5,4 totali) è arrivata dai titoli di Stato, che da inizio 2024 hanno portato alle reti 8,7 miliardi su 20 complessivi. Il risparmio amministrato da solo ha portato 3,3 miliardi a maggio: il 61% della raccolta complessiva.
Positive anche le indicazioni provenienti dal risparmio gestito, che ha raccolto risorse nette per 1,8 miliardi, con un gradimento crescente per i fondi comuni e le gestioni patrimoniali. A questo riguardo, il contributo mensile delle reti al sistema dei fondi aperti è stato pari a 1,4 miliardi, che si confrontano col rosso da 3,7 miliardi dell’industria nel suo complesso (dati Assogestioni). «Il ritorno dell’interesse sul comparto gestito è in parte collocabile nella graduale distensione delle tensioni di mercato, ma soprattutto nel costante lavoro apportato dal servizio di consulenza finanziaria in ottica di diversificazione del portafoglio», afferma Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti.
Indicazioni positive arrivano poi dai fondi comuni. I volumi netti mensili di questi prodotti a maggio sono stati pari a 1,1 miliardi (+13,3% mensile), con la conferma della preferenza per i comparti obbligazionari di diritto estero. Ancora una frenata invece per il comparto assicurativo-previdenziale sul quale il bilancio si conferma positivo per 111 milioni ma in netta contrazione rispetto al mese precedente (quando era stato di 604 milioni). (riproduzione riservata)