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Red Hat va a Ibm a caro prezzo
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Offerta da 33 miliardi di dollari per la società focalizzata sul software Linux

Red Hat va a Ibm a caro prezzo

di Jay Greene e Robert McMillan
MF - Numero 213 pag. 13 del 30/10/2018

L’operazione incorpora un premio di oltre il 60% rispetto alla chiusura di venerdì. Wall Street punisce il gruppo guidato da Rometty per una valutazione giudicata troppo generosa. E S&P taglia il rating

Ibm ha lanciato un’offerta da 33 miliardi di dollari per acquisire Red Hat, azienda statunitense di sviluppo di software e servizi. Si tratta della più grande acquisizione della storia del gruppo Ibm, che spera in tal modo di potenziare la propria presenza nel cloud computing, business di primaria importanza per la chief executive officer Ginni Rometty, sempre più in difficoltà. Il gruppo pagherà 190 dollari per azione in contanti per Red Hat, con un premio del 63% rispetto alla chiusura registrata dal titolo venerdì scorso (116,68 dollari per azione).

Ibm ha assistito alla crescita di rivali come Amazon e Microsoft nel business, ma Rometty ha dichiarato di essere fiduciosa che il mercato stia entrando in una nuova fase nella quale i clienti vorranno collaborare con diversi provider di cloud ibrido. Red Hat è uno dei principali distributori di software open source, a partire da Linux, e aiuta le aziende a gestire diverse piattaforme.

La mossa di Rometty sottolinea le crescenti difficoltà incontrate dalla società. Standard & Poors ha infatti tagliato il rating di Ibm da A+ ad A con outlook negativo. Nell’ultimo trimestre i ricavi di Ibm dono diminuiti del 2,1%, nonostante la forte crescita delle spese sostenute dalle aziende di tutto il mondo sul fronte dell’Information Technology. E il titolo Ibm ha perso il 19% del proprio valore nell’ultimo anno. Gli analisti si aspettano per l’esercizio in corso un fatturato di 79,75 miliardi di dollari, inferiore a quello del 2011, l’anno prima della promozione di Rometty al ruolo di ceo, durante il quale Ibm aveva realizzato ricavi per 106,9 miliardi di dollari.

Fondata 25 anni fa, Red Hat è il maggior distributore di software open source basato sul sistema operativo Linux. L’azienda fornisce ora una versione del sistema operativo con miglioramenti a livello del software e con un maggiore livello di supporto tecnico, come richiesto dalle grandi aziende. Red Hat ha registrato ricavi pari a 2,9 miliardi di dollari nel corso dell’ultimo anno fiscale conclusosi a febbraio 2018.

Dal punto di vista di Ibm Linux e gli altri asset di Red Hat rappresentano un’importante opportunità di vendita di prodotti a grandi sviluppatori di software, i quali lavorano ad applicazioni sempre più complesse e adatte a grandi piattaforme.
«Credo che sia una manovra altamente strategica e molto positiva per Ibm», ha dichiarato Crawford Del Prete, direttore operativo del gruppo. «Red Hat ha fatto molta strada negli ultimi anni, affermandosi come uno dei principali provider sul mercato». Red Hat, che ha sede a Raleigh, in North Carolina, opererà come divisione distinta nell’ambito del team di cloud ibrido di Ibm, che ha intenzione di mantenere tutti i 12.600 dipendenti della società acquisita.

Ibm ha dichiarato che l’accordo potenzierà il suo flusso di cassa e il suo margine lordo entro 12 mesi ed accelererà la crescita dei ricavi. L’acquisizione, che è stata approvata dai consigli di amministrazione di entrambe le aziende, dovrebbe essere finalizzata entro il secondo semestre 2019. Infine, va segnalato che ieri a Wall Street a poche ore dal termine delle contrattazioni il titolo Ibm cedeva quasi il 3% poco sopra quota 180 dollari per azione, mentre il titolo Red Hat guadagnava addirittura oltre il 40% a un passo dai 170 euro per azione, avvicinandosi così alla generosa valutazione ottenuta da parte della stessa Ibm.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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