Steven Rattner è un finanziere dti Wall Street di lungo corso, ed è stato il cosiddetto zar dell’auto dell’amministrazione Obama durante la crisi finanziaria. Ex investment banker, Rattner è stato l’architetto dei salvataggi della General Motors e della Chrysler a. Ha anche guidato la task force per l’auto del presidente Obama, in cui è stato incaricato di ristrutturare l’intera industria automobilistica. Rattner è ora presidente e ceo della Willett Advisors, che investe il patrimonio personale e filantropico dell’ex sindaco di New York Michael Bloomberg. Il Wall Street Journal ha parlato con lui dell’attuale crisi del coronavirus e del colossale piano di sostegno governativo.
Domanda. Che cosa pensa degli aiuti federali annunciati per le imprese? Come ci dovrebbe comportare in caso di grave crisi?
Risposta. Non mi piace l’idea di creare un’assistenza speciale per le compagnie aeree. Non vedo perché dovrebbero essere trattate in modo diverso rispetto a qualsiasi settore che abbia avuto problemi analoghi. Bisogna fare attenzione a non stanziare soldi in aziende che non ce la faranno. Per le aziende che invece ce la faranno il governo dovrebbe agire come un prestatore privato, che è quello che abbiamo fatto già nel settore auto. Dovrebbe valutare le aziende per la loro qualità creditizia e dovrebbe concedere prestiti a tassi di mercato. Se un’azienda non ha sufficienti garanzie da offrire, il governo dovrebbe prendere in considerazione l’assunzione di capitale. Lo Stato federale non deve rilevare quote delle aziende, o esercitarne il controllo, piuttosto può ricevere una compensazione come farebbe un altro prestatore privato di risorse.
D. Quanto pensa che sarà grave la ricaduta economica di questa crisi, e quanto durerà?
R. La risposta onesta è che nessuno lo sa. Non ci sono precedenti nella nostra storia economica per un evento come questo. Il secondo trimestre di quest’anno avremo una recessione che sarà di enorme portata. Potrebbe facilmente essere molto più grande in un trimestre rispetto all’intero declino del 2008-2009, e molto probabilmente avremo un tasso di disoccupazione superiore al 10%. C’è chi dice che potrebbe anche superare il 30%, il che la porrebbe al di sopra della Grande Depressione.
D. L’industria aerea chiede 50 miliardi di dollari di assistenza federale. Basteranno?
R. È un numero enorme. Abbiamo investito 82 miliardi di dollari nell’industria automobilistica, che era effettivamente sull’orlo del fallimento. Considerando gli attuali programmi, perlomeno quelli annunciati, si vuole fare qualcosa di veramente importante e si vogliono anche anticipare i tempi. Bisogna essere sempre pronti, però, ad aumentare ancora il carico che sarà richiesto.
D. Nel richiedere gli aiuti le aziende stanno aprendo la porta a una maggiore regolamentazione che potrebbe finire per danneggiarle a lungo termine?
R. Sì, il mio timore in generale è su ciò che accade durante la discussione al Congresso. Qualcuno inizia a fare il furbo e, a quel punto, si creano una serie di condizioni che generano inefficienze economiche e requisiti artificiali. Ci saranno certamente alcuni parametri da seguire e in modo appropriato. Ma sarebbe assolutamente terribile per il Congresso iniziare a dire che le compagnie aeree devono mantenere questo tipo di servizio per questo tipo di posti, questo numero di voli.
D. Potremmo cominciare a vedere alcune grandi società crollare, come è successo durante l’ultima recessione?
R. È molto probabile che si verifichino dei fallimenti. Alcuni di essi potrebbero essere necessari, perché, come ho detto, potrebbero non essere in grado di accedere a questi piani di aiuto, o potrebbero scegliere di non farlo. Oppure possono semplicemente decidere che, anche con l’aiuto del governo, un percorso di ritorno è troppo ripido e difficile, e meglio chiudere le porte, il che è in effetti la stessa cosa che dichiarare bancarotta. Vedremo tanto disordine, ed è per questo che ci vuole l’intero arsenale di artiglieria per affrontare il problema. (riproduzione riservata)
