Quasi 98 mila giovani coinvolti, oltre 7.500 iniziative realizzate e centinaia di nuove opportunità occupazionali create. Sono i numeri del progetto Rete, presentati a Roma, l’11 giugno, durante l’evento nazionale “Rete Futuro”, promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, in collaborazione con Invitalia.
L'iniziativa punta a ridurre la distanza tra formazione e mondo del lavoro, accompagnando i giovani verso percorsi professionali e imprenditoriali attraverso una rete di hub territoriali già attivi a Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi e Palermo. L'obiettivo è arrivare a 15 hub entro il prossimo anno e successivamente ad almeno uno per ogni Regione.
Secondo i dati aggiornati al 15 maggio 2026, il progetto ha realizzato 7.548 iniziative, tra cui 4.287 incontri di orientamento, 2.280 attività formative e 981 eventi di animazione territoriale. I beneficiari sono stati 97.990 giovani, tra studenti, disoccupati, Neet e aspiranti imprenditori.
Sul fronte dell’inserimento lavorativo, 285 giovani hanno concluso il percorso di stage: 123 sono stati assunti dalle imprese ospitanti e altri 53 hanno trovato occupazione in aziende diverse.
Importanti anche i risultati legati all’autoimprenditorialità. Attraverso call, laboratori e hackathon sono stati sviluppati 673 progetti imprenditoriali, coinvolgendo oltre 3.500 giovani. Le domande di agevolazione presentate sono state 312, con una ricaduta occupazionale stimata in oltre 530 posti di lavoro tra titolari, soci di startup e dipendenti.
«Progetto Rete, con i suoi hub già operativi a partire dal 23 ottobre 2023, arriverà in meno di un anno ad aprire presidi in altre sette regioni. In due anni e mezzo quasi centomila giovani dai 16 ai 34 anni stanno vivendo un’esperienza di orientamento e formazione dedicata al lavoro e all’autoimprenditorialità», ha dichiarato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, sottolineando come l’iniziativa stia offrendo concrete opportunità di crescita e inserimento professionale.
«Investire sui giovani significa investire sulla capacità del Paese di innovare, crescere e competere nello scenario globale», ha affermato l’amministratore delegato di Invitalia Bernardo Mattarella. «I risultati raggiunti confermano la validità di un modello che integra orientamento, formazione e accompagnamento, mettendo al centro le persone e il loro potenziale».(riproduzione riservata)