Roma si prepara al G7 Privacy. Dal 9 all’11 ottobre 2024 la capitale ospiterà il vertice, dal titolo «La privacy nell’era dei dati», organizzato dal Garante italiano della protezione dei dati. L’evento, dedicato all’intelligenza artificiale e alla libera circolazione dei dati, riunirà le Autorità di protezione dati dei Paesi del G7 (Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti), oltre al Comitato europeo per la protezione dei dati (Edpb) e al Garante europeo della protezione dei dati (Edps). Le sessioni di lavoro si svolgeranno in forma riservata alla Galleria Borghese e a Palazzo Poli e prenderanno avvio dalla «Dichiarazione sull’AI Generativa» adottata al G7 di Tokyo nel 2023.
Il vertice si propone di elaborare una proposta comune per garantire una circolazione sicura e responsabile dei dati personali in una fase di diffusione sempre più capillare dell’intelligenza artificiale. I Paesi del G7 discuteranno di come conciliare lo sviluppo delle nuove tecnologie con i diritti e le libertà fondamentali degli individui, tra cui la privacy e la sicurezza dei dati personali.
Durante i lavori il Garante italiano presenterà una proposta a tema «Il ruolo delle Autorità di protezione dei dati nel quadro della governance dell’intelligenza artificiale». I risultati del confronto saranno resi noti l’11 ottobre 2024, in una conferenza stampa in programma alle 13.
Le discussioni prenderanno avvio dalla Dichiarazione del 2023, una sorta di «codice dell’AI» con cui i Paesi del G7 si sono impegnati a favorire uno sviluppo responsabile dell’AI, attraverso l’elaborazione di standard comuni, con particolare attenzione alla tutela dei diritti e alla protezione dei dati personali.
Il testo, articolato in 11 punti, contiene per esempio l’impegno a identificare, valutare e mitigare i rischi dei sistemi di AI più avanzati, nonché a ridurre vulnerabilità e usi impropri dopo il lancio sul mercato. In più, si parla di «condivisione responsabile delle informazioni», trasparenza e meccanismi di validazione dei contenuti. Le aziende potranno fare riferimento a questo codice, ma l’adesione è volontaria. (riproduzione riservata)