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Prima dell’addio Merkel converta i tedeschi all’Europa
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Prima dell’addio Merkel converta i tedeschi all’Europa

di Angelo De Mattia
MF - Numero 122 pag. 18 del 23/06/2021

Sarebbe opportuno che in incontri quale quello che si è svolto tra Angela Merkel e Mario Draghi si affrontassero, oltre ai fondamentali argomenti trattati, anche i temi delle regole europee di bilancio e di quelle in materia bancaria e finanziaria. È vero che mancano meno di tre mesi alle elezioni politiche in Germania per cui le diverse posizioni dei partiti sono influenzate fortemente dalla ricerca del consenso elettorale. Tuttavia, la Merkel ha deciso di non candidarsi e, a chiusura di un lungo periodo di impegno politico di primissimo piano in Europa e a livello internazionale, potrebbe anche cogliere il momento per svolgere un’opera di moral suasion nei confronti dei suoi connazionali, innanzitutto sul cruciale tema della mutualizzazione del debito che tocca sia le finanze pubbliche, sia, nelle versione dei rischi, la situazione delle banche. È un nervo scoperto per i tedeschi, innanzitutto per ragioni storiche, quello del debito e dell’inflazione. Ma una mediazione deve e può essere ricercata, evitando di considerare pregiudizialmente il Next Generation Eu come assolutamente straordinario, un’esperienza, cioè, non ripetibile in futuro neppure in forme e gradi diversi. Per collettivizzare il debito e i rischi, bisogna che essi prima si riducano: è il ritornello che da circa cinque anni i tedeschi ripetono, per di più mai dicendo quale sarebbe la misura giusta della riduzione, sicché l’affermazione appare molto simile a quella che i giuristi chiamano clausola meramente potestativa, si volam, «se vorrò». Eppure passi avanti, benché non sufficienti, sono stati compiuti in Europa, ma resta bloccato il progetto di Unione bancaria proprio per il problema della messa in comune dei rischi, mentre si profila la necessità di rivedere per tempo il Patto di stabilità, come, da ultimo, riconosciuto pure da Christine Lagarde, la presidente della Bce. Ma si dovrebbe aver capito che purtroppo, senza trovare un’intesa con la Germania, i progressi nell’Unione, in particolare sui due temi testè indicati, saranno difficilmente possibili. Quanto meno, allora, se non si avanza, bisognerà rafforzare l’attuazione del principio di sussidiarietà verticale evitando di restare ancora in mezzo al guado. L’incontro di ieri di Draghi con Ursula von der Leyen è stato importante, ma la vera sfida del Pnrr a comincia ora con la necessità di dare a esso una corretta ed efficiente attuazione mettendosi in condizione, in particolare con la migliore specificazione e analisi dei costi, di farsi trovare in regola in occasione delle verifiche semestrali che la Commissione Ue effettuerà e al cui esito sarà subordinata l’erogazione delle diverse tranche delle risorse comunitarie. In queste fasi il problema del debito, di pari passo con l’allentamento della morsa della pandemia, tornerà ad essere centrale. Non si potrà più dire che è solo il momento di spendere, non di badare ai debiti. Una parte dei tedeschi con Wolfgang Schaeuble già ha anticipato come vedrebbe le regole post Covid-19, in sostanza accentrando decisamente i poteri di Bruxelles sui bilanci dei singoli Stati. Quanto alla normativa di Vigilanza, prodotta da varie fonti legislative europee, e all’esercizio della Supervisione, la Germania in questi anni ha mirato più a una sorta di «riservato e derogatorio dominio», in specie sugli istituti regionali, che a proporre innovazioni necessarie nelle impostazioni normative, nell’architettura e nel funzionamento. Non si ritengano secondari questi problemi che, invece, alla fin fine, al di là delle carenze istituzionali, mordono, scendendo per i rami, su famiglie e imprese, oltreché, naturalmente, sull’operare delle banche. Ricordare l’antica amicizia dell’Italia con la Germania, come ha fatto Draghi incontrando la cancelliera, è giusto. Ma sarebbe pure doveroso trovare una sede nella quale approfondire l’esame dei punti di distanza con l’intento di arrivare a un idem sentire. (riproduzione riservata)



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