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Porsche taglia 1.900 posti in Germania, pesa il calo della redditività e la debole domanda di auto elettriche
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Porsche taglia 1.900 posti in Germania, pesa il calo della redditività e la debole domanda di auto elettriche

13 febbraio 2025, 18:00 Ultimo aggiornamento: 18:07

Il piano, senza licenziamenti forzati, prevede pensionamenti anticipati e incentivi all’uscita. Il calo delle vendite in Cina e l'incertezza economica mettono sotto pressione la redditività | Auto, Porsche soffre in borsa: la frenata sull’elettrico peserà su margini e profitti

Porsche taglia in Germania. La società ha annunciato un piano di riduzione del personale che coinvolgerà 1.900 dipendenti nel Paese dove la casa di auto di lusso ha sede. L’obiettivo è quello di contenere i costi e contrastare il calo della redditività che ha colpito la società di Stoccarda e il taglio dei posti di lavoro arriva in un contesto di domanda debole per i veicoli elettrici e di condizioni geopolitiche ed economiche sfidanti.

Tagli senza licenziamenti forzati

I tagli riguarderanno principalmente lo stabilimento di Stoccarda-Zuffenhausen e il centro di ricerca e sviluppo di Weissach. Secondo un portavoce della casa automobilistica, Porsche punta a ridurre la forza lavoro del 15% nelle sedi principali entro il 2029. L’azienda ha però chiarito che non ci saranno licenziamenti forzati: il piano prevede misure volontarie come pensionamenti anticipati e incentivi all’uscita, oltre a un freno alle nuove assunzioni. Nonostante la situazione complessa, il gruppo ha sottolineato di essere ancora in una posizione relativamente solida. «Ci sono molte sfide da affrontare, come il rallentamento della transizione verso l’elettrico e il difficile contesto macroeconomico», ha spiegato un portavoce.

Redditività sotto pressione e cambio ai vertici

Porsche, controllata dal gruppo Volkswagen, impiega circa 42 mila persone in tutto il mondo, di cui però oltre la metà (23.600) nell’area di Stoccarda. La casa automobilistica è alle prese con un calo delle vendite in Cina, dove la concorrenza è in aumento, e con una domanda debole di auto elettriche in Europa, fattori che hanno avuto un impatto significativo sui suoi margini. A inizio febbraio Porsche ha avvertito il mercato che le spese per l'ampliamento della gamma, con nuovi modelli a combustione e ibridi plug-in, influenzeranno negativamente la redditività relativa ai conti del 2024. L’azienda prevede anche che il margine operativo per quest'anno sarà nella parte bassa della forchetta stimata, intorno al 14%, rispetto alla previsione iniziale del 15-17%. In risposta ai risultati deludenti, Porsche ha deciso di sostituire due dirigenti chiave: il Chief Financial Officer, Lutz Meschke, e il responsabile vendite, Detlev von Platen. I due manager sono stati pesantemente criticati per le performance aziendali e il debole andamento del titolo in Borsa.

Calo della domanda Ev e nuova strategia

Porsche aveva già avviato una riduzione del personale all’inizio del 2024, non rinnovando i contratti di 1.500 dipendenti a tempo determinato e ponendo fine ad altri 500 contratti. Misure però giudicate insufficienti per rispondere alle attuali difficoltà. La debole domanda di veicoli elettrici sta portando anche altri marchi del gruppo Volkswagen a riconsiderare la loro strategia. Secondo il quotidiano Handelsblatt, Volkswagen sta valutando aggiornamenti per alcuni modelli di punta con motore a combustione, come la Golf e i Suv T-Roc e Tiguan, anche negli anni 2030. Audi starebbe facendo lo stesso con la compatta A3. (riproduzione riservata)



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